Esclusiva, Innerhofer: “La mia stagione è da 8 in pagella. Peccato per gli infortuni. Ai Mondiali voglio fare bene”

Pubblicato il autore: Alessio Pompili Segui

La stagione della Coppa del Mondo si è conclusa da qualche giorno e chi meglio di Christof Innerhofer poteva raccontarla ai lettori di SuperNews. Lo sciatore italiano, campione del mondo nel supergigante del 2011, parla dell’ultima stagione appena conclusa e degli obiettivi futuri, soprattutto in vista dei prossimi Mondiali nel 2017 a St. Moritz in Svizzera.

Ski World Cup 2010-2011-- Christof Innerhofer (ita) .Bormio 29 dicembre 2010. (Pentaphoto/Alessandro Trovati)


La Coppa del Mondo è terminata da pochi giorni e tu eri uno dei più attesi. Che voto dai alla tua stagione?
Mi do un 8, quindi dico bene ma non super. Bisogna anche considerare quello che mi è successo l’anno scorso come l’infortunio al ginocchio e i problemi con la schiena che hanno frenato alcune mie prestazioni. Nonostante tutto mi sono difeso bene ed alla fine ho conquistato un undicesimo posto nel Super-G ed un dodicesimo piazzamento nella discesa anche se so che posso fare meglio. Per questo dico bene, perché sono tornato nel primo gruppo e quindi nei top 15 in tutte e due le discipline ma ripeto, posso fare di meglio.

Quindi, anche in virtù di questi infortuni, puoi ritenerti soddisfatto della tua stagione?
Se qualcuno mi avesse ipotizzato una stagione così avrei firmato subito. Certamente dopo metà stagione in cui ho collezionato due quarti posti, un quinto ed un secondo posto speravo soprattutto alla fine di poter fare qualcosa di più. Inoltre ci tenevo a salire nuovamente sul podio o anche di vincere, purtroppo alla fine tra gare che non mi piacevano e gare dove ho avuto l’occasione e non l’ho sfruttata è andata un po’ così. Diciamo che all’inizio il mese di gennaio è stato buono, successivamente dalla Corea in poi è andata un pochino peggio, arrivando sempre tra i dodici e i quattordici che non è male, però non è quello che posso fare.

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Diciamo che ci si è messa anche un po’ di sfortuna, come con quella discesa a Santa Caterina..
Si, sicuramente c’è stata anche un po’ di sfortuna perché una volta mi mancavano due centesimi, una volta cinque e un’altra sette centesimi che potevano dire quattro podi e non uno. Alla fine conta quello che è messo nero su bianco però come ho detto la stagione è ok, non è super, ma io la paragono un po’ in questo modo: se quest’anno c’è stato qualcuno che ha fatto diecimila chilometri in bici ed io solo duemila, ma io quei duemila li faccio da vent’anni non vuol dire che quello mi batte solo perché quest’anno ne ha fatti diecimila. Negli ultimi due tre anni mi sono allenato pochissimo per i problemi che ho avuto alla schiena e al ginocchio ma sono sicuro che quello che invece ho fatto in più quest’anno verrà fuori, anche se ci vorrà del tempo. Se continuo a stare bene posso guardare al futuro con il sorriso.

Nella discesa libera, che cosa ti è mancato per competere con Fill e con Paris?
Diciamo che nelle discese difficili sono molto competitivo come è stato a Santa Caterina, a Wengen dove io e Dominik avevamo lo stesso passo, a Beaver Creek quando sono arrivato settimo ed ero li con loro o a Garmisch dove ero il migliore dei nostri. Quindi nelle discese difficili andavo meglio, a parte Kitzbühel  dove siamo partiti da sotto e sicuramente per me non è stato un vantaggio. Loro invece sulle discese facili hanno una marcia in più di me e questo vuol dire che riescono ad adattarsi meglio a tutte le condizioni.

L’anno prossimo i Mondiali a St. Moritz, quali sono i tuoi obiettivi?
Sicuramente ci tengo a far bene, quando ci sono appuntamenti così bisognerebbe vincere il più possibile, è facile dirlo ma non è facile farlo quindi bisogna veramente tirare fuori una grande prestazione e rischiare tutto perché contano solo le medaglie. Come ho già dimostrato, ai grandi appuntamenti mi faccio trovare pronto, sono sempre pericoloso e spero che sarà così anche la prossima volta.

Ci pensi mai a poter replicare i Mondiali del 2011?
Quello sarebbe un sogno, mi accontenterei anche di qualcosa di meno (ride ndr). Per me è stato davvero un sogno vincere tre medaglie in un Mondiale.

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Invece la tua annata più bella, a livello sportivo ovviamente, qual è stata?
Di anni belli ne ho avuti tanti perché se guardo dalla fine del 2008 a questo 2016 ogni anno posso vedermi sempre sul podio. Solo nel 2015 ho mancato il podio, per cinque centesimi tra l’altro, concludendo la stagione con il miglior piazzamento che fu un quarto posto. Ho avuto la fortuna di essere costante nel tempo e quindi di riuscire a salire ogni anno sul podio ad esclusione del 2015. Sicuramente gli anni più belli sono stati il 2011 ed il 2014. Il 2011 fino a quel punto li è stato un anno come mai nessuno aveva fatto, a parte Zeno Colò che aveva vinto anche lui le tre medaglie nel 1950. Dopo aver vinto le medaglie ai Mondiali poi mi mancavano quelle alle Olimpiadi e nel 2014 sono riuscito anche in questo con la vittoria di due medaglie: sono stati dei momenti incredibili. La gara più bella per me rimane la discesa libera nelle Olimpiadi a Soči, sempre nel 2014, quando ho conquistato un argento che non era un obiettivo ma un sogno ed un desiderio, quindi poter vincere quel tipo di medaglia è stata un’enorme soddisfazione. Ce l’ho fatta e sono orgoglioso di questo.

Da questo momento aspettando i prossimi Mondiali, come si preparerà Innerhofer?
L’importante è quello che viene adesso. Ho concluso la Coppa del Mondo una settimana fa, venerdì ho fatto già un’altra gara mentre il fine settimana sono stato più tranquillo. Questi ultimi giorni sono stati importanti perché ho testato un sacco di sci nuovi che proverò ancora per un mese. Adesso bisogna sfruttare le condizioni buone e anche se è dura e si è stanchi per la fine della stagione è il momento di stringere i denti perché tutto quello che non fai adesso poi dopo non lo recuperi più. Importante per me è provare degli sci ancora migliori, che si adattino alla mia sciata e che mi permettano di andare un po’ più veloce in quelle condizioni che non mi sono favorevoli, come sulla neve morbida. Il mio obiettivo adesso è andare a letto ogni sera e dire “meglio di così non potevo fare”. Nella mia testa ci sono questo sport e i momenti nei quali ho vinto medaglie o quando ho conquistato delle grandi vittorie, tutto ciò mi da la motivazione per dare il cento per cento e anche qualcosina di più.

Per concludere, diamo uno sguardo al futuro. Come può migliorare il panorama sciistico italiano?
Mi sembra che le cose stiano migliorando negli ultimi anni. Quello che non bisogna fare è risparmiare i soldi sui giovani perché loro sono il nostro futuro. Per lo sci italiano devo dire che se vinciamo c’è attenzione, lo dimostro io con alcuni miei grandi sponsor come Armani, Intimissimi, de Grisogono e Rossignol, ciò vuol dire che gli sponsor credono ancora in questo sport, sono convinti che ci sia un ritorno e sicuramente questo è molto positivo. In generale devo dire che abbiamo vinto tanto negli ultimi anni e la conseguenza è stata avere un seguito maggiore: ad esempio in Val Gardena viene sempre più gente ad assistere alle gare ed è una cosa bella. La Federazione sembra che negli ultimi anni si stia un po’ risollevando e qualcosina in meglio ha cambiato, la speranza è che continui così. Se tutti ci impegniamo a fare il meglio possibile, anche con i nostri tifosi, sono sicuro che miglioreremo e che il nostro sport potrà crescere ancora tanto. A mio avviso sono pochi gli sport più belli del nostro. A parte le gare, secondo me lo sci è bellissimo: dimmi quali altri sport ti permettono di passare una giornata all’aperto a contatto con la natura, dove puoi sciare in velocità, quindi con l’adrenalina e il divertimento, ma soprattutto passare momenti da condividere con la tua famiglia. Secondo me sono pochi gli sport che ti permettono tutto questo e lo sci è uno di questi.

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