Collovati a SN – “Il nostro talento contro la Svezia”. Quanto alla lotta scudetto…

Pubblicato il autore: Paolo Mugnai Segui

Fulvio Collovati parla della Nazionale Italiana in vista della partita di questa sera alle 20.45 a Stoccolma contro la Svezia, gara di andata (il ritorno lunedì 13 alle 20.45 a San Siro) dello spareggio valido per la qualificazione al Mondiale del 2018 in Russia.
Che partite si aspetta, in questo spareggio con gare di andata e ritorno contro la Svezia?
“Va detto innanzitutto che, essendo uno spareggio, è chiaro che non sarà una partita facile. Come tutti gli spareggi, infatti, vanno rispettati, in quanto entrano in gioco tanti fattori, a cominciare dal fatto che ci siano due partite, una di andata e un ritorno. Oltre a questo, poi, vanno considerate le inevitabili tensioni che ci saranno, da una parte e dall’altra. Per la Nazionale Italiana, il fatto di avere di fronte un avversario con meno qualità ma più fisicità potrebbe creare qualche difficoltà, però alla fine chi ha più qualità dovrebbe uscire vincitore, insomma il nostro talento, le nostre migliori individualità dovrebbero fare la differenza. La Svezia non ci ha mai sovrastato. Vero che il nostro movimento attualmente è un po’ in difficoltà ma rispetto alla squadra svedese abbiamo comunque delle individualità che dovrebbero fare la differenza”.
Qualche opinionista, forse solo per il gusto della provocazione o forse no, ha detto che questa Svezia ci guadagna a non avere in campo Ibrahimovic. Secondo Lei?
“Io i giocatori forti preferisco sempre che ci siano in campo. Non ho mai sentito che non debbano giocare per cui certamente lui polarizzava un po’ il gioco della Svezia ma da questo a dire che sia meglio che non ci sia… Adesso la Svezia ha un gioco più corale, meno focalizzato su Ibra, è una squadra solida che, però, rispetto a noi, ripeto, ha meno talento”.
A partire dalla Nazionale di Bearzot che la vide protagonista, storicamente questa squadra come la possiamo inserire?
“Sarebbe ingeneroso paragonarla  a quella dell’82, ma anche a quella del ’90, o quella del ’94, o la vincente del 2006. Ogni epoca ha la sua Nazionale. Questa squadra fa ancora leva su dei giocatori del 2006, insomma c’è ancora Buffon; è evidente che il ricambio generazionale va un po’ a rilento, per cui abbiamo meno talenti, ma ritengo che sia una buona Nazionale dato che nell’ultimo Europeo è stata eliminata dalla Germania ai quarti di finale ma soltanto ai rigori”.
La Nazionale non sta comunque vivendo uno dei suoi momenti migliori.
“Tornando ai miei tempi, rispetto all’82 manca la crescita dei settori giovanili. Da questi allora uscivano quattro-cinque-sei talenti all’anno che andavano inevitabilmente a rinfoltire il panorama tecnico del commissario tecnico. Adesso non è più così”.
Passiamo al Campionato. Come finirà la lotta scudetto?
“Penso che la Juventus sia ancora superiore a tutti. Alla fine sarà una sfida tra Juve e Napoli, però da tanti anni non c’era più questo equilibrio, ci sono varie squadre in alto. Se ha voglia, la Juventus può vincere ancora lo scudetto ma ci sono tante squadre che stanno facendo bene. Le due milanesi? L’Inter ha indovinato l’allenatore mentre il Milan ha cambiato troppo, le squadre vanno costruite inserendo due o tre giocatori all’anno”.

  •   
  •  
  •  
  •