Alessio Scarchilli a SN: “Fiducioso per la rimonta con lo Shakthar, la Roma è una squadra forte”

Pubblicato il autore: Carlo Edoardo Canepone Segui


Ieri calciatore, oggi commentatore. È il viaggio professionale che hanno scelto di fare in tanti e uno tra questi è Alessio Scarchilli, ex di Roma, Lecce, Udinese, Sampdoria e Torino. In un’intervista esclusiva rilasciata a SuperNews, l’attuale commentatore tecnico di RomaTV ha ripercorso la sua carriera tra ricordi e curiosi aneddoti senza far mancare, ovviamente, qualche considerazione sulla Roma di Di Francesco, finita nell’occhio del ciclone dopo la sconfitta dell’ultima domenica. Lo ringraziamo per la sua disponibilità e per la sua gentilezza e riportiamo le sue risposte alle nostre domande.

“Alessio, nella Roma tre esperienze diverse: dalle giovanili al 91/92 senza mai esordire in prima squadra, poi nel 93/94 e nel 95/96, che ricordi hai di quelle stagioni?”
“Io sono un prodotto del vivaio della Roma, perchè facevo parte di una squadra affiliata e quando raggiunsi l’etá venni aggregato ai giallorossi. Andai a farmi le ossa a Lecce, dove vinsi il campionato di B e tornai nella prima Roma di Carlo Mazzone dove coronai il sogno di esordire con la maglia della mia cittá. Poi andai all’Udinese dove vinsi un altro campionato di B e poi tornai di nuovo. A livello di presenze in A, peró, ne ho piú con il Torino che con la Roma, nonostante abbia fatto tutta la trafila con la maglia giallorossa”

“Ci racconti il giorno del tuo esordio in Serie A con la Roma?”
“Fu una partita indimenticabile. Era un Roma-Atalanta e sostituivo Giannini, che era il capitano ai tempi, e quindi avevo una grande responsabilitá come ruolo visto che dovevo essere il suo erede. Vincemmo nonostante fossimo andati sotto con il gol di Ganz, poi feci l’assist per il gol del pareggio di Abel Balbo e infine ci fu il 2-1 di Thomas Hassler. Il mister mi fece uscire a 3-4 minuti dalla fine per farmi prendere l’applauso della stadio perchè giocai una grande partita. Presi l’applauso di tutto il pubblico in piedi e fu una grande emozione, ma rischiai di uscire prima perchè presi una gomitata nel primo tempo e mi spaccai il labbro, ma avrei giocato anche in porta in quella partita”

“Il primo gol in Serie A con la maglia della Sampdoria, ce lo racconti?”
“Ne ho fatti pochi, ma in quel gol ci ho messo tutto: tempo di inserimento, controllo, finta… tra l’altro segnai di destro, io che sono un mancino naturale, peró con gli anni mi sono sempre migliorato. Ci fu un lancio illuminante di Veron, che aveva un piede niente male, misi giù con il petto, rientrai e calciai in diagonale. Un bel gol e una bella soddisfazione. In tanti si aspettavano un po’ prima questo primo gol. Anche il giorno del mio esordio in Roma-Atalanta ci andai vicino in un paio di occasioni, in una mi fece una grande parata Ferron”

“Hai un aneddoto da raccontare della finale dell’Europeo U21 vinta contro il Portogallo nel ’94?”
“Noi eravamo una Nazionale forte con Toldo, Panucci, Favalli, Cannavaro, Carbone, Muzzi, Vieri e tanti altri, ma il Portogallo partiva favorito. Vincemmo con il primo golden gol della storia di Orlandini. Fu un’esperienza stranissima, perchè non eravamo abituati e rientrando in campo ci dicemmo di stare attenti, ma girandoci notammo che già c’era il tavolino con il trofeo in mezzo al campo. I primi tempi con il golden gol era così”

“A quale giocatore ti ispiravi?”
“Io sono arrivato ai tempi della Roma vincente di Liedholm. Il mio idolo era Bruno Conti, che era uno di quei calciatori che ci trascinó al Mondiale, era il punto di riferimento qui a Roma. Io lo ammiravo e avevo la fortuna di vederlo da vicino. Era uno molto disponibile con i giovani, un esempio positivo”

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“Oggi ti rivedi in qualcuno?”
“Non so in chi mi rivedo. Oggi sono cambiati molto i ruoli anche dal punto di vista tattico. Io potevo fare il centrale in un centrocampo a 3, l’interno sinistro in un 4-4-2 o l’intermedio come a Udine con Galeone. Ero abbastanza duttile. Dipende poi da quello che richiede l’allenatore”

“Hai qualche rimpianto nella tua carriera?”
“Voglio dire una cosa ai giovani: nella professione del calciatore ci vuole la fortuna nella fortuna, nel senso di gestione anche a livello dei vari procuratori, bisogna farsi consigliare bene e sperare che il tuo procuratore faccia totalmente gli interessi del giocatore. Io non sono stato fortunatissimo perchè volevo impormi, volevo capire se ero un giocatore di Serie A, ma mi venne chiesta la cortesia di tornare in B all’Udinese. C’erano giocatori che avevano vinto con me l’Europeo U21, che non erano neanche titolari, che andarono al Milan, all’Inter o alla Juventus ed era un controsenso. Io venni gestito male in quegli anni. Venni portato via da Roma facendomi credere che fosse la scelta giusta, ma fosse dipeso da me non sarei mai andato via. Purtroppo ci sono procuratori che non fanno l’interesse del giocatore e questa è una cosa che ha condizionato la mia carriera ma anche quella di altri. Il mio rimpianto è un po’ questo.”

“Hai anche un’esperienza all’estero, nella prima divisione belga con il Mons, che ricordi sono legati a quell’avventura?”
“Fu come giocare con gli amici, perchè Mons è una cittadina piccolissima. Quell’anno dovevo andare all’Empoli, avevo fatto le visite ma alla fine non trovai un accordo, ma mi intrigava fare un’esperienza all’estero. Mi allenai per alcuni giorni con il Bolton, ma non se ne fece nulla. Rimasi due-tre mesi senza giocare, poi mi convinse il Mons anche perchè c’erano diversi ragazzi italiani e non c’erano pressioni. Avevamo l’obiettivo di salvezza e ci salvammo”

“Oggi sei il commentatore tecnico di RomaTV al fianco di Alessandro Spartà, come è nata questa collaborazione?”
“Per caso. Mi invitarono una volta in studio a Trigoria e cominciò questo rapporto. Poi, quando Righetti che era la seconda voce a Roma Channel andò alla Rai, iniziai questa professione. Con Alessandro ci divertiamo e cerchiamo di far vivere la partita nel modo giusto”

“In futuro ti vedi ancora così o hai altri progetti?”
“In realtá io ho preso il patentino da allenatore e quindi sono a tutti gli effetti un tecnico. Mi piacerebbe collaborare anche dal punto di vista tecnico con la societá e aspetto che mi coinvolgano anche in altri ruoli. Ho sempre detto che se c’è bisogno di un collaboratore in più sono disponibile. Lo dissi anche ai tempi di Garcia e Spalletti, ma anche ora con Di Francesco. Se loro vogliono io sono a disposizione e penso di esserne in grado. Ho avuto anche il piacere di conoscere Monchi, parlare di calcio con lui mi piace e non mi dispiacerebbe collaborarci perchè sarebbe un arricchimento a livello professionale”

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“Parliamo della Roma attuale perché il momento non è semplice. Come ti spieghi l’atteggiamento avuto contro il Milan, soprattutto nel secondo tempo?”
“Purtroppo è un momento di difficoltá, che ci puó stare in una stagione. Ma sembra manchi l’orgoglio per tirarsi fuori da questo periodo. Ho sempre pensato che Juventus e Napoli avessero qualcosa in piú, ma la Roma è una squadra forte, a patto che si facciano le cose al massimo. Poi, una partita si puó perdere, ma almeno vorrei vedere una reazione caratteriale. Anche i leader purtroppo non stanno riuscendo a trascinare la squadra. Nei momenti di difficoltá il gruppo deve dimostrare di essere unito e coeso”

“C’è chi ha messo in discussione Di Francesco e il suo staff puntando il dito sul fatto che non sia ancora pronto per una piazza come Roma, tu di che opinione sei?”
“Fa parte del gioco, ma credo sia troppo facile. Credo che Di Francesco sia un bravo allenatore e dovrá essere ancora più psicologo per entrare nella testa dei giocatori e capire cosa non va per farli esprimere al meglio. Nel calcio è normale che si parli dell’allenatore, ma credo che debbano sentirsi tutti in discussione quando le cose non funzionano”

“Tra due settimane ci sarà il ritorno contro lo Shakhtar Donetsk in Champions League in cui sarà obbligatorio vincere, sei fiducioso?”
“Io sono sempre fiducioso e ottimista per natura. Peró, sono anche realista e dissi che temevo lo Shakhtar piú qui da noi che in casa loro. Ha dimostrato di essere una squadra con i suoi pregi, ma anche con alcuni difetti messi in mostra nel primo tempo della gara d’andata. Il 2-1 è comunque un risultato positivo, perchè con l’1-0 passi, peró devi fare una partita importante. La mia preoccupazione è che oggi la Roma non mi dà quella sicurezza per dire che sicuramente passerá. La Roma ha dimostrato di poter battere lo Shakhtar, ma non bisognerá concedere nulla”

“Schick è stato l’acquisto più oneroso della gestione americana del club, secondo te bisognerebbe puntare su di lui da adesso o non lo hai visto ancora pronto?”
“Schick è stato pagato molto, ma oggi il mercato è così. Lui è ancora giovane e bisognerá inserirlo gradualmente. Se si riuscisse a imporre subito ben venga, ma adesso non so se è giá strutturato per prendere il peso dell’attacco della Roma. Per un giovane è piú facile l’inserimento quando una squadra gira bene e anche lui dovrá fare qualcosa in piú. Ci sono tante aspettative su di lui e ci si aspetta molto”

“Ultima battuta: la Roma, a fine stagione, arriverà tra le prime quattro?”
“Me lo auguro. Credo che ci siano i margini, anche se ha dilapidato parecchio. Te lo devi meritare, perchè se alla fine non farai i punti necessari è giusto che non ci vada in Champions. Dipende dalla Roma e bisognerá dimostrare di avere le capacitá di prendersi determinate cose. Tra le pretendenti sta rientrando anche il Milan, quindi la Roma dovrá invertire immediatamente la rotta. Io ci credo”

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