Giulia Ciavarella a SN:”Non c’è stato un momento preciso nel quale abbiamo capito di poter vincere il Mondiale 3×3″

Pubblicato il autore: Massimo Maglietta Segui

L’atleta, che ho avuto modo di conoscere, nasce a Roma il 9 marzo 1997.  In quell’anno la Benetton Treviso vinceva il suo secondo scudetto battendo nella finale dei playoff la Fortitudo Bologna e la nazionale italiana dei vari Fucka, Galanda, Pittis, Marconato e Myers si aggiudicava la medaglia d’argento agli Europei spagnoli perdendo in finale contro la Jugoslavia.

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Giulia Ciavarella è una ragazza di 21 anni che ha iniziato la carriera cestistica a livello giovanile in società come: Smith Roma Centro di Pomezia con la quale ha disputato le categorie Under 13 e Under 14, Stelle Marine di Ostia Under 15 e Under 16, San Raffaele Roma Under 17 e Ahtena Roma Under 19. La prima squadra a livello professionistico è stata la Viterbo Ant con la quale disputa dal 2015 al 2017 il campionato di A2. Fin da subito viene notata dai dirigenti delle nazionali giovanili. Le prime convocazioni sono per le categorie Under 14 e Under 16. A livello giovanile disputa anche tornei importanti come l’Europeo Under 16 Olimpiadi Giovanili Under 16, Mondiale Under 17, Europeo Under 18, Mondiale 3×3 Under 18  e infine Europeo Under 20.
Dal 2017 gioca nel ruolo di Ala per la Magnolia Campobasso, società molisana che milita nel campionato di A2.  Quest’anno dall’8 al 12 giugno ha partecipato insieme a Raelin Marie D’Alie, Marcella Filippi e Giulia Rulli al Mondiale 3×3 che si è disputato a Manila nelle Filippine vincendo la medaglia d’oro.

Proprio su quest’ultima manifestazione sarà incentrata gran parte della mia intervista alla cestista romana della Magnolia Basket Campobasso.

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Come è nata la passione per il basket?
“Veramente non è mai nata. Io alle elementari mi stavo andando a segnare a calcio per il secondo anno consecutivo e un allenatore di basket è venuto e mi ha detto:”vuoi venire e giocare a basket?” Da li non ho più smesso. Il secondo anno sono stata convocata con i Concentramenti regionali, con le Azzurrine. Inizialmente il basket neanche lo conoscevo”.
La vittoria della nazionale italiana al mondiale 3×3 di Manila può essere la spinta per il movimento basket femminile?
“Credo sia dovuto avere più spazio per le donne, sia per questo risultato che per altri in altri sport nella femminile. Quindi credo che bisogna ampliare la mente e dare più spazio alle donne”.
Quale è stato il momento chiave nel quale avete capito di potervi giocare la vittoria del Mondiale 3×3?
“Non c’è stato un momento preciso nel quale abbiamo capito di poter vincere il Mondiale 3×3.  Abbiamo giocato ogni partita con la stessa motivazione ed umiltà. Se proprio devo specificare un momento, l’ultimo minuto e mezzo contro la Russia sul 10 a 15 per noi in cui la squadra avversaria ha iniziato a perdere palloni. Li abbiamo capito che stava uscendo fuori di testa e  quindi stavamo andando verso la vittoria”.
Cosa ne pensa dell’esordio del 3×3 come disciplina Olimpica a Tokyo 2020?
“Credo sia per il movimento, soprattutto cestistico, un’iniziativa bellissima. Il 3×3 non è solo penetrazione, campetto, ma anche un gioco di dettagli che va anche oltre il basket 5 contro 5, con  molti più dettagli ed elementi che  ti portano a vincere una partita. Sono felicissima che venga aggiunta questa disciplina”.
Che effetto fa essere entrata insieme alle sue compagne di squadra nella storia del basket femminile?
“Fa uno strano effetto perchè non mi immaginavo di poter entrare neanche nella squadra che sarebbe andata al mondiale, figuriamoci essere entrata tra quelle che lo hanno vinto”.
Cosa l’ha convinta a scegliere la Magnolia Basket Campobasso?
“In nazionale ho conosciuto Mimmo Sabatelli. Mi ha convinto subito la persona, il rapporto che ci si poteva avere, l’indicazione  e i consigli che dava in campo. Poi mi ha detto che a Campobasso ci sarebbe stata fisioterapia, perchè io amo studiare e voglio intraprendere questa laurea, e quindi si sono messi insieme tutti i tasselli che avevo sempre sognato. Grazie alla Magnolia Campobasso posso proseguire sia il basket che la carriera universitaria. Avevo avuto contatti con squadre di serie A1 e poche di serie A2”.
Obiettivi futuri?
“Obiettivi a livello cestistico è quello di dare di più alla Magnolia. Come massima aspirazione la nazionale maggiore, quella 5 contro 5. Il prossimo obiettivo è l’Europeo 3×3”.
Dopo il raggiungimento dei playoff nella stagione appena conclusa, la Magnolia Basket Campobasso può puntare alla promozione in Serie A?
Se ne parlava già lo scorso anno della promozione in serie A  ed è andata benissimo nonostante le difficoltà, ma è giusto per far crescere questa società, umile e molto ambiziosa. I nostri allenatori, dirigenti,  presidenti e vice sono tutte persone umilissime e disponibilissime che si meritano una promozione. Io spero che la squadra dell’anno prossimo possa veramente arrivare a giocarsi la finale della promozione.
Se dovesse arrivare una chiamata da una squadra della WNBA accetterebbe?
“Chi è che non accetterebbe”
Come mai secondo lei il basket femminile rispetto a quello maschile ha poco seguito?
Fondamentalmente è la cultura, che dice che lo sport fa parte al maschile. Ultimamente i risultati si stanno vedendo più nella femminile che nella maschile. Io spero che tutte queste vittorie nella femminile, non dico solo nel basket ma anche in tutti gli altri sport, possano veramente aprire la mente di noi italiani al mondo femminile che può dare veramente tanto”.

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