Filippo Tortu: il superjet della velocità italiana

Pubblicato il autore: Fabio Faiola Segui

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Con grande piacere oggi intervisto il campione della velocità italiana che dopo 39lunghissimi anni, è riuscito a spodestare la leggenda di Pietro Mennea, con 9e99 sui 100mt piani ,ma questa è una storia già raccontata dai vari media a più riprese, dallo scorso anno fino ai nostri giorni.
Nella mia intervista, molto confidenziale, ho tastato con mano l’umiltà(ma già si sapeva), che è insita in Filippo e nel suo staff e nel suo bravissimo coach papà Salvino ,che con grande competenza e professionalità, ha portato il giovanissimo Tortu ad infrangere il muro dei 10secondi ,e se qualcuno spesso prova a dire che un genitore non sia l’ideale come allenatore per il proprio pargolo, credo lo faccia solo per invidia sportiva, poiché alla storia ,come giustamente asserisce lo stesso Tortu, resta il record fatto e costruito dopo anni e anni di duri allenamenti dalla premiata ditta famigliare; dico grazie a Filippo per riaver acceso l’entusiasmo in tutti gli italiani e non solo, dopo anni molto bui in questa disciplina.

1)Del bambino che a 12 anni sfrecciava sulle piste di Milano,cosa è rimasto dentro di lei?

Tortu: L’entusiasmo di fare ciò che mi rende felice. Nonostante io pratichi questa disciplina da anni, la vivo sempre come se fosse una novità.

2)Dopo 39anni spodestare una leggenda come quella di Pietro Mennea,con il record di 9e99 sui 100mt. piani;a cosa l’ha fatta pensare quel giorno?

Tortu:Indescrivibile.Il sogno di una vita che si realizzava davanti ai miei occhi. La prima cosa a cui ho pensato è che Pietro aveva ragione :”la fatica non è mai sprecata, soffri ma sogna”.

3)Suo padre la segue da quando iniziò la carriera:è un vantaggio essere allenati dai propri cari,oppure nel lungo periodo potrebbe essere controproducente?

Tortu: Questa è la domanda a cui ho risposto più volte nella mia vita .Sembra quasi che debba essere vietato avere un rapporto di lavoro con il proprio padre. Potrebbe essere un problema qualora non fosse un bravo tecnico, ma nella storia del nostro paese sarà sempre il primo allenatore ad avere portato il suo atleta sotto i 10″ nei 100mt.,quindi non esiste una soluzione migliore.(concordo Filippo).

4)Ci descrive la sua giornata tipo fatta di ripetute,palestra e altro?

Tortu: Sono un ragazzo abbastanza abitudinario :sveglia alle 9 con colazione, spesso con Federico, mio cugino. Poi allenamento in campo o in palestra fino all’ora di pranzo. Il pomeriggio è dedicato al resto: fisioterapia, studio e amici. Poi per cena aspetto mia madre e mio fratello e si cena sempre tutti e 4 insieme con big papà Salvino.

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5)In allenamento spesso riesce a fare record che ancora non riporta in gare ufficiali ,qual è secondo lei la difficoltà che glielo impedisce?

Tortu:Nessuna difficoltà: i tempi rilevati in allenamento sono manuali ed esiste un gap costante di 3/4 decimi di secondo in meno rispetto al cronometraggio elettrico. Per capire quanto vali in gara devi fare questa addizione e badare molto alle sensazioni che ti trasmette il tuo corpo.

6)Tornando all’infortunio della scorsa settimana(lesione al bicipite femorale),pensa che potrà inficiare sul cammino dei prossimi appuntamenti e soprattutto,sui mondiali,oppure questi incidenti di percorso fanno parte di difficoltà facilmente superabili?

Tortu:Dipende sempre dall’entità dell’infortunio ma nella vita dell’atleta queste sono cose da mettere in conto.Fortunatamente i mondiali sono ad ottobre e quindi abbiamo tutto il tempo per recuperare e di fare le cose nel migliore dei modi.

7)La stagione 2019 è iniziata molto bene,con il record ventoso fatto nel meeting di Rieti con 9e97,proseguendo con buoni tempi anche nei 200mt piani,dove vuole arrivare il campione Filippo Tortu?

Tortu:Ogni anno è una scoperta.Non vogliamo imporci limiti per adesso. L’unico obiettivo che dichiaro ogni stagione è fare il personale, per gli altri sono troppo scaramantico. Ad oggi l’obiettivo principale è arrivare a Dhoa al top della forma e di arrivare il più in fondo possibile.
8)E’ consapevole che lei sarà il jet dello sprint italiano(già lo è) e che riscriverà la storia della velocità in Italia e non solo?

Tortu: Sto iniziando a rendermene conto ma voglio rimanere concentrato sul lavoro da fare. Indubbiamente mi fa piacere e sono contento perché arrivano i risultati del lavoro svolto, ma da questo derivano anche molte responsabilità e bisogna cercare di essere all’altezza delle aspettative. Sto imparando che l’importante è impegnarsi al 110% , poi se succederà che diventerò una parte della storia sportiva di questo paese, ne sarò onorato.

9)All’Italia cosa manca,secondo lei ,per competere ai massimi livelli con gli statunitensi,i giamaicani etc.etc.?Non pensa che sia arrivata l’ora di sfatare questo tabù?

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Tortu:Purtroppo non è un tabù .Noi abbiamo una cultura sportiva ancora arretrata .Sono stato da poco in California. Lì lo sport nelle scuole viene vissuto al pari di una religione. Lo coniugano perfettamente allo studio e ti spingono a praticarlo. Da noi solo le università iniziano ad inaugurare progetti simili, ne è un esempio la Luiss. L’istruzione e lo sport dovrebbero essere le due facce della stessa medaglia dell’educazione. Finchè non faremo questo salto mentale, il gap sarà sempre incolmabile.

10)Come vede il futuro della velocità in Italia ed il suo dopo la carriera?

Tortu:Il futuro della velocità promette bene. Credo che sia una generazione fortunata questa. Il livello si è alzato molto è spero che mantenga questo trend. Il mio dopo carriera devo dire la verità non l’ho ancora immaginato. Per adesso il presente è talmente coinvolgente che non lascia spazio ad altro.

11)Quanto ancora dovremo aspettare per vederla in cima alle classifiche che merita(secondo me molto presto),per regalarci altre gioie e medaglie, che arricchirebbero il suo palmarès,ma soprattutto porterebbero in alto il nostro paese,che tanto ha bisogno di esempi positivi come il suo,in primis per i più giovani?

Tortu:Spero il meno possibile ma la concorrenza è davvero spietata. L’importante è continuare una crescita costante, consolidando i risultati. Penso che quando la vita ti sorride è importante restituire qualcosa alla comunità che ti circonda. Ognuno di noi dovrebbe cercare di essere d’esempio per gli altri ,che sia famoso o no, in modo da migliorare tutti di generazione in generazione. Io cerco di vivere secondo i valori che la mia famiglia mi ha trasmesso, rispettare tutti e affrontare con gioia e serenità il futuro.

Saluto Filippo Tortu ed il suo entourage e la sua famiglia molto unita augurandogli di rimettersi presto e di tornare a sfrecciare sulle piste di atletica che tanto hanno bisogno della sua presenza in campo.

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