La Marussia dice addio alla Formula 1

Pubblicato il autore: Francesco Serrone Segui

Marussia-Pit-Stop-Practise-CarI timori degli ultimi giorni hanno trovato conferma. La Marussia chiude ufficialmente i battenti e dice addio alla Formula 1. La scuderia russa, nata nel 2012 ed erede della Virgin Racing, si è dovuta arrendere di fronte alla pesante situazione economica, con la società posta in amministrazione controllata il 27 ottobre e che non ha partecipato, per i problemi di cui sopra, al gran premio degli Stati Uniti e che non parteciperà agli ultimi due appuntamenti della stagione: in Brasile e negli Emirati Arabi. L’ultima gara disputata dal team, iscritto al campionato 2015 col nome di ManorF1, rimarrà quindi quella di Sochi, in cui la Marussia scelse di correre con un solo pilota, l’inglese Max Chilton, e di lasciare ferma nel paddock la monoposto che avrebbe dovuto essere guidata da Jules Bianchi, vittima di un terribile incidente in Giappone. In tre stagioni e su un totale di 55 gare la Marussia ha totalizzato appena due punti, grazie al nono posto di Bianchi al gran premio di Montecarlo. “Anche se il team ha fatto progressi significativi nel corso del suo relativamente breve periodo di vita, la gestione di una squadra di Formula 1 richiede significativi e continui investimenti” si legge nel comunicato a firma dell’amministratore delegato della Manor, Geoff Rowley. Circa duecento i dipendenti rimasti senza lavoro. “Purtroppo non è stata trovata alcuna soluzione che avrebbe potuto consentire l’attività nella sua forma attuale. Vorremo dunque ringraziare tutto il personale per il loro sostegno durante questo difficile processo. Il nostro obiettivo, in qualità di amministratori congiunti, sarà quello di provvedere a tutti coloro che hanno perso il posto di lavoro e fornire loro il supporto necessario per ottenere il sussidio di disoccupazione. Gli amministratori congiunti continueranno a fare il loro dovere in conformità con gli obblighi di legge per risolvere la situazione finanziaria nell’interesse di tutti i creditori”.

 

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