Analisi preliminare Yamaha M1 2016 MotoGP: l’alba di un nuovo muro

Pubblicato il autore: Gianluca_Rizzo

Aspettando i test ufficiali, ci inoltriamo in un’analisi preliminare della Yamaha M1 2016 MotoGP

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Il 18 gennaio è stata presentata la nuova Yamaha M1 2016 MotoGP, che porterà in pista il neo e discusso campione  del mondo, Jorge Lorenzo, e il 9 volte iridato, Valentino Rossi.
Durante la presentazione, come spesso accade in questi eventi, non è stata svelata la vera M1; quella ufficiale la vedremo solo in occasione dei test di Sepang tra qualche giorno.
La moto svelata a Barcellona non aveva la bocchetta del serbatoio posta sul codone, come invece mostrata durante i test del 2015 e questo ha fatto nascere qualche dubbio sullo sviluppo futuro della moto.
Con il cambio di regolamento e le nuove coperture Michelin, le vie per lo sviluppo della moto sono principalmente 2; in entrambi i casi per garantire un grip ottimale all’anteriore bisogna agire sulla distribuzione dei pesi.
Nel primo caso, la distribuzione del peso viene affidata quasi interamente alla posizione del pilota sulla sella, assumendo una posizione molto più avanzata, questo permette di alzare e spostare in avanti il baricentro della moto, garantendo maggiore grip alla ruota anteriore. Questa sembra essere la scelta intrapresa da Honda, almeno per quello che hanno mostrato durante i test di fine stagione a Valencia.
Un altro metodo per cambiare il bilanciamento della moto, è spostare il motore di qualche centimetro verso l’asse anteriore e alzarlo; anche in questo caso il baricentro della moto si sposta. Questo sistema però toglie spazio al serbatoio, che, infatti, viene spostato “sotto” la sella, e come nel caso della Yamaha mettendo il bocchettone sul codone. Questa sembra essere stata la scelta si Ducati e appunto Yamaha.
La presentazione di Barcellona sembrava quindi un dietrofront rispetto a quello che si era ipotizzato durante tutto il 2015;
ma le ultime dichiarazioni dell’ingegner Kouichi Tsuji, responsabile Yamaha MotoGP, lasciano molti spiragli; a Speedweek ha dichiarato che durante test di Sepang, ci saranno 2 moto diverse. Inoltre Ramon Forcada, capo tecnico di Lorenzo si è lasciato scappare qualcosa in più, infatti, sempre a Speedweek ha dichiarato che le due moto seguiranno linee molto diverse; una sarà più sullo stampo 2015 mentre l’altra sarà del tutto nuova.

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Questo ci fa supporre che la prima moto sia proprio quella presentata durante gli scatti ufficiali, e non la presentazione. Dalla foto si può vedere come vicino al serbatoio il telaio abbia una forma particolare.
Questo fa supporre che questa sia la specifica che prevede l’avanzamento del pilota, e che quella specie d’insenatura, che non era presente nella 2015 serva per far avanzare il ginocchio. Il serbatoio così rimarrebbe più o meno nella pozione classica, evitando così che il consumo di benzina durante la gara sposti il baricentro della moto. In questo caso si può optare per un interasse più corto, che aiuta nei cambi di direzione.

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La nuova moto invece, potrebbe essere proprio quella con il serbatoio sulla coda, agli occhi dei più questo può sembrare cosa da poco, in realtà tenendo conto della modifica della posizione del motore il telaio subisce “notevoli” cambiamenti. Questa conformazione ha però dei limiti, infatti, il serbatoio così arretrato genera un momento rispetto al baricentro della moto che di conseguenza aumenta l’impennamento. Proprio per evitare questo, vengono montate le famigerate alette; che generano un momento nella direzione opposta; in aggiunta a questo solitamente si allunga anche l’interasse, grazie a questa modifica infatti fa diminuire il movimento di beccheggio, a discapito però della maneggevolezza.
Lo studio sulle alette in Yamaha era iniziato in tempi non sospetti, infatti, a metà della stagione 2015 decisero la loro introduzione senza validi motivi; solo adesso (o meglio, da quando si è saputo del serbatoio così arretrato)  è chiaro che i loro erano dei test in previsione 2016.
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Tutto questo aumenta il carico dei dubbi; se ricordate, le appendici aerodinamiche sono state molto amate da Lorenzo, che le ha montate durante tutta la seconda metà della stagione, e bistrattate da Rossi che, invece le ha usate qualche volta durante le prove e poi tolte per le gare.

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Ricapitolando, e considerando che ovviamente quelle fatte finora sono solo ipotesi, la Yamaha ha 2 moto: una con le alette ( e tutti i cambiamenti che ne conseguono) e una senza.
Questo fa supporre, visto il diverso stile di Lorenzo e Rossi, che nel 2016 vedremo 2 moto dello stesso team completamente diverse (ovviamente per la conferma bisognerà aspettare il parere dei piloti), con conseguente impossibilità di raffronto delle telemetria e dati.
Sarà questo il nuovo muro nel 2016? Le risposte forse le avremo solo in Qatar quando inizierà la stagione.

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