500 Miglia di Indianapolis amara per Alonso. Trionfa l’ex F1 Sato.

Pubblicato il autore: Alessandro Crupi Segui
Indianapolis amara per Alonso

Alonso out a Indy

È stata una 500 Miglia di Indianapolis amara per Alonso che non ha potuto coronare il suo sogno di sbancare una delle più gloriose e storiche competizioni automobilistiche mondiali. Sul suo cammino si è frapposto il motore, sempre quel famigerato propulsore Honda (in versione Indy ovviamente) che anche in F1 lo sta facendo dannare. Quando mancavano 21 giri al termine della corsa, infatti, mentre viaggiava in settima posizione a Fernando è saltata la cavalleria alle sue spalle costringendolo al ritiro. Un peccato perché il pilota spagnolo aveva riposto le speranze e le ambizioni di un’intera stagione proprio nella celebre gara dell’Indiana. Ma il motore Honda continua a perseguitarlo anche fuori dalla F1 diventando sempre di più il suo incubo. “Ho visto il fumo negli specchietti e ho capito che il motore era andato. È stata comunque una bella esperienza“, ha dichiarato il due volte campione del mondo che durante la 500 Miglia è anche riuscito più volte a guidare la corsa. Eppure un tocco di F1 c’è stato, eccome, ai vertici della 101° edizione della gara americana. A un’Indianapolis amara per Alonso, infatti, si è contrapposto l’esaltante successo di Takuma Sato, il quarantenne pilota giapponese che in passato ha calcato il palcoscenico della massima formula per sette anni correndo a buoni livelli con Jordan, Bar e Super Aguri per poi emigrare negli States dal 2010 con l’appoggio della Honda.
Un giusto riconoscimento alla carriera del pilota giapponese che ha sicuramente gareggiato ai livelli più alti nelle corse automobilistiche internazionali rispetto agli altri colleghi del Sol Levante. Sato, inoltre, ha fatto segnare un record unico nella storia secolare della 500 Miglia di Indianapolis in quanto è il primo driver nipponico ad aver centrato il successo della grande corsa americana. Ha costruito la sua vittoria partendo dalla quarta posizione sullo schieramento di partenza, proprio un posto più avanti rispetto alla Mclaren-Honda di Fernando, al debutto assoluto ad Indy. Ma è stata un’Indianapolis amara per Alonso che, fin dalla partenza, ha avuto diversi problemi quando si è ritrovato, d’un colpo, dal quinto al nono posto. Successivamente, però, grazie al talento e alla grinta mai doma che lo contraddistingue, lo spagnolo era riuscita addirittura a portarsi in testa a suon di sorpassi e favorito anche da qualche sosta ai box dei concorrenti davanti a lui. Poi la gara ha preso una piega deludente che lo ha ricacciato indietro fino al quarto posto. Ma lui, al solito, non si è arreso riuscendo a riconquistare il primato al 131° giro prima di retrocedere nuovamente fino all’ultima sosta ai box.
Da qui al ritiro per il cedimento improvviso del motore giapponese il passo è stato breve. Alonso e Sato. Le due facce della stessa medaglia della F1 a Indianapolis sostenuti dalla Honda. Una deludente l’altra vincente. Amara per Alonso, gioiosa per Sato. Fernando ha affrontato per la prima volta la 500 Miglia con la Mclaren preparata dall’Andretti Autosport Team diretto da Michael Andretti, figlio del grandissimo Mario, campione del mondo di F1 nel 1978 con la Lotus e pilota a più riprese della Ferrari. Sato, invece, ha corso con la Dallara motorizzata Honda, sempre gestita dal team Andretti.

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