Formula 1, Gp di Spagna curva per curva [VIDEO]

Pubblicato il autore: Mirko Madau

Formula 1 GP Spagna 2017. Ecco la presentazione del circuito di Barcellona, teatro del quinto GP stagionale in programma domenica 14 maggio alle ore 14.

Curve 1, 2, 3: Al termine del rettilineo dello Start-Finish una lunga serie di tornanti composto da tre curve destra- sinistra- destra. Nella curva 1 le monoposto vireranno verso destra a 140 km/h in 3^ marcia con una sollecitazione dei freni abbastanza forte da far aumentare la forza G a 2, appena usciti subito una starzata a sinistra verso la curva 2 con un aumento sensibile della velocità fino ai 200 km/h in 4^ marcia e consistente aumento della forza G verso la parte destra del guscio, infine il tornante 3 è una sorta di semirettilineo tutto percorso a 280 km/h in 6^ marcia, la forza G aumenta ancora. In questa prima parte del circuito si stima che il settore venga percorso in appena 22.7 secondi, appena prima di entrare nella curva successiva lo scalo di marcia è consecutivo fino alla 4^ raggiungendo i 185 km/h in 4^ marcia. Una leggera frenata permette ai piloti di essere più stabili arrivando già con la velocità giusta.

Curva 4: la curva 4 è un tornante ampio verso destra, anche in questo caso può considerarsi un semirettilineo piuttosto che una vera e propria curva, le monoposto da 185 km/h in 4^ marcia passeranno ai 140 sempre sulla stessa marcia sequenziale costretti a curvare sempre verso destra ma con minore impatto sulla forza G.

Curve 5, 6: All’entrata della curva 5 le monoposto si troveranno d’improvviso a dover frenare e diminuire la velocità fino ai 125 km/h ma senza scalare oltre la 3^ marcia. La curva è stretta e nei primi giri bisognerà regolarsi in base anche alle vetture prima o dopo che cercano di sorpassare. starà quindi ai piloti controllare gli specchietti. La curva 5 verso destra dà poi inizio ad una leggera curva, quasi un rettilineo, verso sinistra. In questo punto le monoposto non potranno utilizzare molto l’acceleratore perché il percorso è breve per poter entrare alla 7.

Curve 7, 8, 9: La curva 7 inizia verso sinistra l’accelerazione in uscita parte dalla 3^ marcia a circa 130 km/h, alla curva 8 si va verso destra e si affronta un rettilineo a media percorrenza inizialmente, al culmine si toccano i 260 km/h in 6^ marcia affrontando un altro rettilineo. Anche in questo caso la seconda parte del tracciato viene misurata e può essere conclusa in 30.7 secondi.

In questa parte del tracciato si rileva un aumento dei tempi di percorrenza rispetta al primo settore. questo perché nella seconda parte del tracciato le curve sono più strette e il ritmo di gara influisce molto sulle prestazioni delle monoposto.

Curva 10, 11, 12: curva molto lenta e stretta verso sinistra, il cambio repentino delle marce e lo stesso circuito tendono a sollecitare maggiormente i freni. Infatti dai 260 si scala fino alla 3^ marcia a circa 130 km/h. Anche in questo caso la monoposto curva nuovamente verso sinistra e dopo alla curva 12 verso destra con una velocità di 140 km/h in 3^ marcia.

Curva 13: Grazie alla velocità guadagnata nella curva 13 si può entrare a circa 200 km/h in 4^ marcia virando verso destra sempre con moderazione. Al lungo andare le gomme possono degradare molto più facilmente compromettendo la stabilità della monoposto.

Curve 14, 15, 16: la curva 14 fa tenere basse velocità ai piloti essendo anche considerata una doppia curva con la 15. Al massimo si possono toccare i 120 km/h in base alla direzione di entrata in curva. Al termine ecco la 16 ultima prima del rettilineo Start-Finish della gara. In questo punto le monoposto possono raggiungere inizialmente i 260 km/h in 6^ marcia e poi i 300 km/h in 8^.

Nel punto dello Start-Finish si può ritenere concluso, oltre che il giro, il tempo di percorrenza del terzo settore calcolato in 28.4 secondi completando l’intero giro in 1:21.8. La zona della curva 16 è l’unica dove poter attivare il DRS essendo l’unica zona in grado di fornire un’ottimo rettilineo. Nel complesso il circuito non è molto veloce, ci sono infatti tratti molto lenti e curve strette che limitano l’utilizzo dell’ala posteriore mobile.

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