MotoGP: dove eravamo rimasti

Pubblicato il autore: Mara Pesenti Segui


MotoGP.
La lunga pausa del motomondiale sta giungendo al termine. Dopo quasi un mese di stop la motogp ricomincia e tutti i piloti sono pronti a rimettersi in pista per disputare la seconda metà del campionato. La prima parte di questo mondiale 2017 è stata entusiasmante e ricca di colpi di scena, con gli equilibri di forza in continuo cambiamento e le classifiche ribaltate ad ogni gara. Fino ad ora non c’è stata la netta supremazia di nessuna casa motociclistica, come invece avveniva negli anni passati. Sostanzialmente sono tre le case e cinque i piloti che si giocano il titolo. Honda con il suo pluricampione Marc Marquez, ma anche con un redivivo Dani Pedrosa, più staccato in classifica rispetto agli altri, ma comunque in lotta. Yamaha con il giovane Maverick Vinales e l’eterno Valentino Rossi. Ducati con l’italiano Andrea Dovizioso.
Una variabile importante che ha determinato ogni gran premio sono stati gli pneumatici Michelin, volenti o nolenti sempre sulla bocca di tutti. Alcuni ne hanno lamentato la discontinuità prestazione, altri la bassa qualità, in alcuni gran premi hanno funzionato senza problemi in altri hanno dato non pochi problemi ad alcuni piloti. E l’impressione è che saranno proprio queste a determinare il vincitore del campionato: la moto che saprà meglio adattarsi alle gomme porterà a casa la vittoria.

Statistiche di metà stagione.
Fin qui il campionato è stato molto omogeneo per quanto riguarda le vittorie, diversi piloti sono saliti sul gradino più alto del podio. E altrettante sono stati gli errori e le cadute dei top riders. Andiamo quindi ad analizzarli uno per uno.
Maverick Vinales. E’ la stella emergente di questo campionato. Il pilota dal talento evidente in Suzuki ha finalmente un mezzo che gli permette di esprimere appieno le proprie capacità. Ne sono la dimostrazione le tre vittorie da lui conquistate in questa prima parte di campionato. Se da un lato spicca il talento, una pecca che gli si può trovare, se così si può definire, è l’inesperienza e la poca conoscenza della Yamaha. Inoltre anche per lui ci sono stati degli errori, due cadute, con due conseguenti zeri che hanno pesato sulla classifica generale.
Valentino Rossi. Il campione di Tavullia ha faticato sin dai test a trovare il giusto feeling con la sua M1. Per lui è stato difficile capire questa nuova Yamaha e saperla interpretare. Sembrava che i problemi fossero solo suoi, viste le prestazioni del suo compagno. Ma l’esperienza del Dottore è essenziale per la Yamaha e le sue ragioni sono emerse tutte quando tutti, compreso Vinales, hanno potuto osservare le evidenti lacune della M1 in circuiti con mancanza di aderenza. Valentino ha conquistato una vittoria in questa prima metà di mondiale, ad Assen, circuito speciale per lui. Risulta però molto pesante in questo bilancio di metà stagione la caduta a Le Mans proprio all’ultimo giro, gettando all’aria una vittoria po quantomeno un secondo posto.
Marc Marquez. Marquez è la certezza della Honda, specialmente ora che corre più con la testa e meno di pancia. Lui la Honda la riesce sempre ad interpretare in un modo o nell’altro anche se pure lui ha avuto delle gare anonime, gare in cui la Honda non ha particolarmente brillato. Per lui due vittorie, sulle sue due piste preferite dove domina da anni, e due cadute.
Dani Pedrosa. Pedrosa è un pilota che sa brillare in alcuni gran premi ed essere anonimo in altri. A lui manca la costanza per essere sempre là davanti. Quest’anno ha conquistato una vittoria e anche dei buoni piazzamenti, però ha rimediato due cadute. Al momento è quello che si trova più distaccato rispetto agli altri 4 in classifica, però nulla è ancora deciso e sappiamo come in questo mondiale tutto posso ribaltarsi da un gran premio a un altro.
Andrea Dovizioso. E’ la vera sorpresa di questa stagione. E’ il pilota che ha fatto il più grande percorso di crescita, il salto di qualità. Non tanto per la maggiore competitività della Ducati, ma anche perchè l’italiano si è preso delle piccole rivincite. L’anno scorso in molti avevano criticato la scelta della Ducati di tenere lui come secondo pilota e tutti lo vedevano già come scudiero di Lorenzo, il grande investimento della casa di Borgo Panigale. E invece il Dovi si è conquistato due vittorie ed è sempre andato più veloce del compagno di squadra, che invece fatica ad adattarsi al desmo.

Questo è il bilancio della prima parte di stagione, ora i motori si riaccendono il 4 agosto a Brno in Repubblica Ceca.

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