F1 – A Monza Vettel perde la leadership del mondiale. Seb può ancora vincere il titolo? Analizziamo i circuiti

Pubblicato il autore: Fabio Sala Segui
F1 Vettel Hamilton Singapore Malesia Giappone Stati Uniti Brasile Abu Dhabi

F1 Vettel Hamilton

Un doppio KO praticamente. A Monza, nella pista di casa della Ferrari dove la rossa di Maranello non vince da 10 anni, non solo è Lewis Hamilton a trionfare davanti al compagno di squadra Valtteri Bottas andando a comporre quella che è l’ennesima doppietta Mercedes (la terza in questa stagione e la trentanovesima in totale) e a Sebastian Vettel (terzo), ma il tedesco della Ferrari, leader del mondiale da 11 gare, viene relegato in seconda posizione nella classifica piloti proprio da Hamilton, che vincendo oggi conquista 25 punti a fronte dei 15 del tedesco in rosso e gli balza davanti per sole tre lunghezze. Certamente un vantaggio irrisorio, ma che fa soffrire i tifosi del Cavallino Rampante: proprio a Monza, nella gara italiana, doveva avvenire questo sorpasso?

NULLA È PERDUTO – Non c’è da disperarsi. 3 punti non sono davvero niente. E Vettel sul podio ha arringato ancora di più il pubblico (che ha fischiato Hamilton e non poco al momento della premiazione). “Arriveremo, Arriveremo!” a testimonianza del fatto che in Ferrari mai come quest’anno credono di poter soffiare il titolo piloti alla Mercedes (per il titolo costruttori si fa più dura invece). Il pensiero Ferrari oggi può essere perfettamente sintetizzato nel team radio di Hamilton dopo la gara di Montecarlo. In quell’occasione il britannico della freccia d’argento era arrivato settimo a fine gara dopo essere scattato 14° in griglia, mentre Vettel aveva trionfato davanti a Kimi. A fine gara il team radio di Lewis predicava “We have lost a battle, not the war” (Abbiamo perso una battaglia ma non la guerra). Oggi lo stesso discorso vale per la Ferrari. Tutti sapevamo che Monza era una pista Mercedes. Dei tracciati che mancano questo era l’ultimo veramente favorevole alla Scuderia tedesca. E ora? Analizziamo i circuiti che mancano e stabiliamo se siano più a favore della scuderia tedesca o della scuderia italiana.

Singapore: decisamente a favore Ferrari. Gina (come Vettel ha ribattezzato la sua monoposto) si muove bene nei circuiti cittadini: lo abbiamo visto a Montecarlo e in Ungheria. Le piste tortuose vanno a nozze con il passo corto della Ferrari, mentre la Mercedes fa più fatica. E il fatto che a Singapore non ci siano rettilinei lunghi dove il motore Mercedes può fare la differenza è tutto di guadagnato. Diciamo Ferrari
Malesia: Vettel qui ha sempre dimostrato di essere andato veloce, riuscendo a ottenere la prima vittoria con la Ferrari nel 2015. Questo circuito però, tra l’altro dal prossimo anno non sarà più in calendario, con le sue curve rapide è lievemente favorevole alla Mercedes, ma la scuderia di Maranello se la può giocare. Mercedes
Giappone: due punti veramente veloci, ma per il resto tante curve e un buon pezzo di parte guidata. A occhio il risultato qui è abbastanza indeciso, potrebbe essere sia una vittoria Ferrari che Mercedes. X
Stati Uniti: Circuito molto sfavorevole a noi. Qui è senza ombra di dubbio un tracciato molto favorevole alla scuderia “nemica”. Curve veloci, rettilinei infiniti. Sarà dura stare al passo delle frecce d’argento. Mercedes
Brasile: Anche questo è un circuito abbastanza veloce salvo alcune curve lente. Il motore Mercedes potrebbe giocare un ruolo chiave, come però potrebbe giocarlo il meteo. Qui piove quasi sempre. Staremo a vedere. Per ora battezziamo Mercedes.
Abu Dhabi: anche questo circuito molto veloce ma la Ferrari ha sempre disputato gare discrete. Contando che si arriverà a decidere il mondiale probabilmente su questa pista, ogni singolo dettaglio potrebbe fare la differenza quella notte. Le alte temperature potrebbero giocare a favore della Ferrari, ma è anche vero che si corre di sera. Diciamo X.

  •   
  •  
  •  
  •