MotoGp Valencia, Lorenzo-Marquez due anni dopo è ancora “biscotto” spagnolo?

Pubblicato il autore: Andrea Medda Segui

Partiamo dal presupposto che a Valencia, Marquez ha vinto meritatamente il suo sesto titolo iridato. Ma è un vero peccato che chi avrebbe potuto aiutare Dovizioso e la Ducati non l’abbia fatto. Forse la stessa Ducati avrebbe dovuto prendere spunto dai rivali della Honda in cui Dani Pedrosa ha svolto egregiamente il suo lavoro di scudiero.
Alleanze e accordi non scritti che hanno origini lontane, ma che sono ancora fresche nei pensieri di tutti gli amanti della MotoGp.

MotoGp Valencia, flashback nel 2015

Lorenzo ha il mondiale a portate di mano. Lotta per il campionato con Valentino Rossi che, penalizzato per la presunta scorrettezza ai danni di Marquez, parte ultimo e ha il duro compito di recuperare fino al podio per vincere il titolo. Lo spagnolo, all’epoca compagno del dottore, parte primo e domina la gara. Alle sue spalle i due alleati. Con Marquez sempre alle sue spalle ma mai pericoloso, quasi a scortare “l’amico” alla vittoria del titolo. Il terzo, Pedrosa, ci prova, ma a dirla tutta è bloccato dall’unico sorpasso vero che Marquez decide di compiere nella gara.
Ai microfoni, nel post gara, sarà un Lorenzo magistrale e un Marquez che non riusciva a trovare il guizzo giusto. Ma davanti agli occhi di tutti era parsa chiara la volontà dei due spagnoli di non volersi ostacolare. Lorenzo ha accettato il regalo di Marquez e con questo pure il titolo, per altro che avrebbe meritato alla pari di Rossi.

MotoGp Valencia, la storia si ripete nel 2017

Sono passate due stagioni, ma il Gp di Valencia sembra dover entrare nella storia come la gara dei taciti accordi o quello che gli italiani chiamano comunemente “biscotto”. Le parti questa volta sono invertite. I team sono cambiati. Ma “l’amicizia” parrebbe essere la stessa. Marquez sempre sulla Honda, sfida la Ducati di Andrea Dovizioso. Lorenzo, compagno di box dell’italiano, è alleato, volontariamente o no, del 93 spagnolo.

La sfida per il forlivese numero 4 era dura fin dall’inizio. L’obbligo di vincere con lo spagnolo della Honda lontanissimo era solo una flebile speranza a cui aggrapparsi, ma le gare, soprattutto Valencia hanno sempre regalato emozioni anche sull’aspetto della tensione emotiva. Qualcosa poteva sempre accadere. E in realtà qualcosa è successo: Lorenzo con la sua Ducati decide di stare davanti a Dovizioso. Forse all’inizio lo traina. Forse poi lo rallenta. Certo è che l’ordine di scuderia, più volte mostrato allo spagnolo, è stato ignorato.
Marquez, dal canto suo, ha gareggiato piuttosto serenamente, difeso nelle prime curve dal compagno Pedrosa e gestendo la gara come meglio ha voluto. Voltandosi più volte ad osservare dove fosse Dovizioso. Andrea era lì. Sempre abbastanza vicino ma ancora ad aspettare che la sua Ducati lo aiutasse, che il compagno di box ad un certo punto gli lasciasse strada per provare a coronare il suo sogno. Ma nulla cambiava. “Mapping 8, mapping 8, mapping 8”, dai box della scuderia di Borgo Panigale mandavano questo messaggio a Lorenzo invitandolo a cedere la posizione al compagno che si stava giocando il mondiale. Ma niente. Silenzio assoluto. Non una sbavatura, anzi, persino un miglioramento del passo gara.

Marquez si gioca anche il jolly caduta. Dopo un lungo alla prima curva si salva con gomito e fondoschiena già a terra. Non perde il controllo e si rimette in pista. Dovi è ancora dietro a Lorenzo ed è solo il preludio alla fine dei giochi. Pochi secondi dopo prima lo spagnolo e poi Dovizioso cadono nella ghiaia. Destino crudele per l’italiano. Legge del contrappasso per Lorenzo.

Il 93 della Honda recupera le posizioni perse e arriva sul podio. La vittoria di Pedrosa e il secondo posto di Zarco sono solo statistiche. Marquez vince il sesto titolo. Meritato, sì. Ma che lascia sempre un briciolo di polemica e di amaro in bocca. L’alleanza spagnola, concordata o meno, ha funzionato ancora una volta.

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