Motogp, Valentino Rossi confessa: “Il ritiro mi spaventa. Nel 2018 voglio il titolo”

Pubblicato il autore: Giovanni Esposito Segui

 


Valentino Rossi, nell’intervista rilasciata al magazine tedesco SpeedWeek, parla delle sue intenzioni future: conquistare il titolo mondiale nel 2018 e confessa che il ritiro lo spaventa.

Rossi archivia il 2017 e punta il titolo nel 2018. Si è appena chiusa la stagione di MotoGp che ha visto trionfare, nella classifica piloti, Marc Marquez che ha conquistato il suo 6 titolo mondiale a soli 24 anni a discapito di Andrea Dovizioso che ha compiuto la sua miglior stagione da quando milita in MotoGp. Valentino Rossi ha chiuso il mondiale al quinto posto e con un po’ di amarezza per come era cominciata la stagione. Il pilota di Tavullia è stato sempre in corsa per il titolo fino a quando, durante una sessione di allenamento in Enduro, si fece male e fu costretto a saltare ben 2 gare cosa che lo ha messo automaticamente fuori per la corsa mondiale. Per la prossima stagione Rossi ha le idee ben chiare e vuole puntare a vincere il suo decimo titolo mondiale: ” Ci sono state gare difficili come Jerez, Barcellona, Spielberg o Motegi. Non siamo riusciti a risolvere certi problemi, su tutti quello dell’usura della gomma posteriore. Paradossalmente, cercando di risolvere i problemi del 2016, ne abbiamo creato di nuovi. Per la prossima stagione il primo obiettivo rimane vincere il titolo, il secondo vincere le gare e il terzo arrivare al traguardo.” Il pilota di Tavullia ha le idee ben chiare e vuole concludere la sua carriera da vincente ed entrare nella storia della MotoGp.

Il futuro fa paura. La carriera di Valentino Rossi è costellata di grandi successi: è il pilota più vincente della MotoGp ed ha fatto appassionare milioni di tifosi a questo sport. Rossi, però, sa che il momento in cui dovrà appendere il casco al chiodo non è così lontano, ma spera che arrivi il più tardi possibile. Il futuro lo spaventa e il dottore risponde così alle domande sul suo futuro: “ Ho paura di smettere, è una cosa che mi spaventa. Un giorno sarà difficile trovare qualcos’altro perché la MotoGP è tutta la mia vita. Dirigere la mia Academy sarà bello ma non è la stessa cosa. In futuro sarà interessante provare a mettere su un team ma c’è bisogno anche di un costruttore. Ora ci limitiamo a far crescere i ragazzi di Moto2 e Moto3.” Il campione di Tavullia ha le idee ben chiare: quando appenderà il casco al chiodo il suo futuro sarà comunque nel mondo della MotoGp.

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