MotoGP, Dovizioso è sicuro: “Ce la giochiamo anche nel 2018”

Pubblicato il autore: Gabriele Segui

Dovizioso è fiducioso per il 2018

Il pilota della Ducati Andrea Dovizioso nella giornata di ieri è stato intervistato da RaiRadio1. Il forlivese ha avuto modo di parlare dell’anno appena trascorso, un 2017 fantastico per Dovizioso vista la lotta accesa per il mondiale con Marquez che lo ha visto protagonista fino all’ultima gara, del fatto che si sente sicuro di poter lottare per il mondiale anche l’anno prossimo nonché dei rapporti con un altro fenomeno del motomondiale qual è Valentino Rossi.

Dovizioso soffermandosi sul 2017 ha dichiarato: “Sono davvero contento della mia squadra. Vedo che tutti i membri del team sono stati molto felici quest’anno. Abbiamo ottenuto buoni risultati nei test di novembre e ora abbiamo tutto sul tavolo. Sarà molto difficile sradicare le nostre debolezze per il 2018. Ma sappiamo esattamente dove mettere la leva e dove migliorare. Essere stati lì fino alla fine è stato davvero bello. Vuol dire che abbiamo lavorato bene, siamo riusciti ad essere competitivi per tutta la stagione, ma siamo riusciti a impensierire Marc Marquez, il pilota che sta facendo la differenza. Ci siamo tolti belle soddisfazioni. Bei momenti, forse la gara più bella per me è stata Silverston, perché non eravamo i più veloci, ma abbiamo fatto tutto perfetto, in gara una strategia perfetta, mi sono messo al posto giusto al momento giusto”.

Poi sulla prossima stagione Dovizioso è sicuro: “Ce la giochiamo anche nel 2018. Poi vincere è un’altra cosa e bisognerà viverla la momento. Però avendo una buona base, lavori bene e conosci i difetti della motore del proprio team puoi fare la differenza. Ci mancano delle cose, non siamo completi su tutto, ma vedo degli avversari che non sono a posto su tutto in questo momento. Il prossimo anno ce la giocheremo di sicuro”.

Infine Andre Dovizioso sul suo rapporto con Rossi dichiara: “Con Valentino non ho mai avuto un rapporto così stretto, non perché ci sia stato mai qualcosa tra di noi, ma perché lui è troppo importante, quindi si è dovuto creare una barriera perché la sua vita è ingestibile. Se non fai parte dell’Accademy o della VR46 è difficile avvicinarsi, perché c’è troppa gente che vorrebbe vivere con lui. Senza questi aspetti credo che potremmo essere molto amici perché abbiamo una vera passione  per la competizione e delle moto”.

 

 

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