Nasce la F1 Hall of Fame: la lista completa dei 33 piloti, da Farina ad Hamilton con un pensiero per Schumacher

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui

F1 Hall Of Fame

Grandi manovre nella nuova F1 nell’era Liberty Media: il restyling e rilancio della massima categoria passa non solo da un nuovo logo (che però ha diviso tifosi ed addetti ai lavori), da una maggiore penetrazione mediatica e alla ridefinizione dei regolamenti in vista del 2021, ma guarda anche al passato e a chi ha reso leggendaria la Formula 1, ovvero i piloti con le loro imprese.
E’ stato infatti presentato a Parigi, in una serata di gala all’Automobile Club de France, il progetto per idea ed opera della FIA di una Hall of Fame con una rappresentanza di driver che hanno fatto la storia di questo sport: 33 per la precisione, dal primo iridato mondiale Nino Farina al quattro volte campione Lewis Hamilton.
Ma questo è solo l’inizio: l’intenzione della Federazione è quella di aprire questo riconoscimento ai piloti del mondo dei motori sportivi inteso in senso ampio e generale.
La galleria degli eroi della F1 e poi delle altre categorie a quattro ruote sarà visitabile a Parigi, ma prossimamente verrà estesa anche a Ginevra, nella sede della FIA, come ha spiegato il presidente
Jean Todt, secondo cui la Hall of Fame celebrerà i piloti distintisi sia per i loro risultati in pista che per essere stati esempio dei valori della Federazione quali “impegno, integrità, rispetto e sportività“.

 

 

Nella creazione del consesso dei grandi piloti della storia della F1, nel corso della cerimonia, si è data precedenza anzitutto ai detentori di un titolo mondiale, come lo stesso Farina (1950) o tra gli altri il leggendario John Surtess (1964, che meriterebbe una Hall of Fame a parte visto che è l’unico nella storia ad aver ottenuto il titolo sia nell’automobilismo che nel motociclismo con ben sette mondiali conquistati), Jochen Rindt (1970), James Hunt (1976, l’anno dello storico duello con Niki Lauda pugnato sino all’ultimo punto), Mario Andretti (1978), Nigel Mansell (1992), Jacques Villeneuve (1997), Kimi Raikkonen (ultimo trionfo Ferrari nel 2007) sino al recente ed unico successo di Nico Rosberg del 2016.
A seguire, i piloti con due titoli in carriera (da Alberto Ascari nel 1953 e 1953 a Fernando Alonso, autore della doppietta che nel 2005 e 2006 interruppe il dominio Ferrari) e così via sino agli unici due piloti capaci di conquistare rispettivamente cinque e sette mondiali, ovvero Juan Manuel Fangio e Michael Schumacher.

Proprio il pilota tedesco più vincente nella storia della Formula 1 e icona della Ferrari, a cui portò in dote cinque campionati di fila, è stato il convitato di pietra in una cerimonia dove erano presenti sia le glorie del passato come Mario Andretti, Alain Prost, Damon Hill, Jacques Villeneuve e Sir Jackie Stewart e quelle del presente come Sebastian Vettel (ovviamente presente anch’esso nella Hall of Fame e che ha definito questa iniziativa un’ottima idea per rendere viva la memoria della F1 e del motorsport), Fernando Alonso e Nico Rosberg. Schumacher era rappresentato a Parigi dalla portavoce di lunga data Sabine Kehm che si è detta certa dell’orgoglio che può provare il campione tedesco per questa onorificenza, mentre Jean Todt, protagonista degli anni in cui Schumacher mieteva successi in Ferrari e metà di un binomio vincente, ha rivelato un episodio della carriera del pluricampione rivelatore della sua umiltà: “Stava per iniziare la stagione 2001 e timidamente Michael, nonostante fosse campione del mondo, mi chiese: ‘Mi permettete di fare dei test a Fiorano per assicurarmi di essere ancora in grado di guidare?’. Era sempre pieno di dubbi, che fosse un buon pilota o meno. Ciò dimostra la sua umiltà e una totale mancanza di arroganza“.

Concludendo il discorso sulla Hall of Fame, non mancano le dinastie come quella degli Hill come l’iconico Graham (che oltre ai due titoli mondiali nel 1962 e nel 1968 ha portato a casa, unico della storia, la Triple Crown vincendo in tre categorie diverse: il GP di Monaco di F1, la 500 Miglia di Indianapolis e la 24 Ore di Le Mans nell’endurance) e suo figlio Damon, mondiale nel 1996 e ancora Rosberg padre (1982) e figlio. Infine, un posto è riservato ovviamente all’indimenticato Ayrton Senna (1988, 1990 e 1991).

F1 Hall of Fame, la lista completa

Ecco la lista completa dei 33 piloti di F1 introdotti nella Hall of Fame:

Nino Farina – 1950
Juan Manuel Fangio – 1951, 1954-1957
Alberto Ascari – 1952, 1953
Mike Hawthorn – 1958
Jack Brabham – 1959, 1960, 1966
Phil Hill – 1961
Graham Hill – 1962, 1968
Jim Clark – 1963, 1965
John Surtees – 1964
Denny Hulme – 1967
Jackie Stewart – 1969, 1971, 1973
Jochen Rindt – 1970
Emerson Fittipaldi – 1972, 1974
Niki Lauda – 1975, 1977, 1984
James Hunt – 1976
Mario Andretti – 1978
Jody Scheckter – 1979
Alan Jones – 1980
Nelson Piquet – 1981, 1983, 1987
Keke Rosberg – 1982
Alain Prost – 1985, 1986, 1989, 1993
Ayrton Senna – 1988, 1990, 1991
Nigel Mansell – 1992
Michael Schumacher – 1994, 1995, 2000-2004
Damon Hill – 1996
Jacques Villeneuve – 1997
Mika Hakkinen – 1998, 1999
Fernando Alonso – 2005, 2006
Kimi Raikkonen – 2007
Lewis Hamilton – 2008, 2014, 2015, 2017
Jenson Button – 2009
Sebastian Vettel – 2010-2013
Nico Rosberg – 2016

  •   
  •  
  •  
  •