MotoGP, la nuova Honda RC213V e Marquez fanno paura. Chi può fermarli?

Pubblicato il autore: Davide Curti Segui


A una settimana dall’inizio del mondiale della MotoGP, che scatterà il 18 marzo sul circuito di Losail, ci si interroga su chi possa fermare lo strapotere di Marc Marquez e della Honda. Il fenomeno spagnolo ha vinto in sella alla RC213v quattro degli ultimi cinque mondiali ed è riuscito a farlo guidando spesso sopra i problemi strutturali della sua moto. Unico pilota Honda a riuscire in quest’impresa, e con una costanza di prestazioni fuori dal normale.
I test invernali di Sepang, Buriram e Losail hanno messo in mostra una RC213V competitiva, migliorata soprattutto nella fluidità della trasmissione della potenza del motore, di cui Marquez  aveva spesso lamentato nelle precedenti stagioni. Il V4 big-bang introdotto nel 2017 aveva poi consentito uno scatto in avanti nelle trasmissione della coppia, ma continuava a penalizzare la potenza e la velocità massima. Ora con la versione 2018 del V4 i piloti possono finalmente contare su un propulsore ottimizzato nella potenza e con prestazioni ormai al livello di quelle dei concorrenti. E anche Crutchlow e Pedrosa potrebbero forse essere della partita questa volta.

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MARQUEZ ELOGIA IL NUOVO MOTORE – Lo stesso Marquez ha elogiato il lavoro dei tecnici dell’HRC riguardo il nuovo motore, sottolineando comunque che c’è ancora del lavoro da fare. Queste le sue parole: “Honda sta cercando di capire come ottenere più potenza. Di solito quando si ha più potenza il motore è più aggressivo, quindi gli ingegneri giapponesi stanno cercando di aumentare sia la potenza che la fluidità. L’anno scorso – continua lo spagnolo – è stato il primo con il motore big-bang. Quest’anno abbiamo ancora più potenza, ma nella gamma dei bassi regimi soffriamo un po’ di più l’aggressività del propulsore. I tecnici della Honda dicono comunque che possono gestirlo attraverso l’elettronica. Stiamo lavorando tanto sul motore per evitare quanto fatto nel 2015, dove per sistemare il telaio e la ciclistica, siamo arrivati in Qatar con il motore che non era buono”.

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A questo punto sembra proprio che per la prima volta negli ultimi anni il binomio Marquez-Honda si presenti all’avvio del mondiale già al top delle prestazioni, senza l’handicap di dover rincorrere gli altri, come lo scorso anno dopo la partenza a razzo di Vinales. Riusciranno la Ducati e la Yamaha a stare al passo del mattatore spagnolo sin dalle prime curve? E quale potrebbe essere la possibile sorpresa? A stretto giro avremo le prime risposte, ma per quanto riguarda la sorpresa gli indizi che abbiamo portano ad Hamamatsu.

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