Vitantonio Liuzzi a SN: “Ferrari è il tuo anno, Red Bull outsider al GP di Australia”

Pubblicato il autore: Diego Grossi Segui


In occasione del primo gran premio della stagione di Formula Uno, in programma domenica a Melbourne in Australia, SuperNews ha intervistato in esclusiva l’ex pilota, Vitantonio Liuzzi. Il driver pugliese originario di Locorotondo (Bari) ci ha detto la sua sul prossimo mondiale di F1 e sulla Ferrari, designando un possibile scenario che vedrebbe la rossa di Maranello come favorita per la vittoria finale.

Partiamo subito con una sua riflessione: da italiano, come vede la Ferrari per questo Mondiale 2018?
Penso che quest’anno possa essere veramente l’anno giusto. Nel 2017 hanno fatto una grande stagione e la vettura era molto competitiva, hanno dato filo da torcere alla Mercedes e penso che quest’anno, se non è stato commesso qualche errore di fondo sulla nuova vettura, resterà un campionato molto tirato. La Ferrari sarà molto competitiva, dovranno essere capaci sicuramente ad ottimizzare la parte iniziale di campionato dove loro possono fare la differenza perché dopo in genere Mercedes e Red Bull diventano più competitive. Se riescono a guadagnare un bel po’ di punti nella prima parte di campionato può essere la strada giusta.

Chi vincerà il GP d’Australia?
Bella domanda, io vedo Red Bull come outsider in Australia su un circuito con quella configurazione la vedo molto più competitiva.

Qual è il pilota che considera più preparato e completo tra gli attuali partecipanti al campionato di F1?
Io penso sia sempre Alonso il pilota più completo. Hamilton indubbiamente è il più veloce nella griglia ma più completo sotto tutti gli aspetti vedo sempre Fernando.

Siamo soltanto all’inizio ma chi vincerà il Mondiale?
Tutto dipenderà dalla prime quattro cinque gare. Vedo Hamilton come leader indiscusso del Mondiale, però ripeto bisognerà vedere come Vettel e la Ferrari riusciranno ad ottimizzare la prima parte di campionato.

81 GP disputati nel campionato di F1 con 26 punti conquistati poi le esperienze in Formula E e GT Open proseguirà la sua avventura in quattro ruote anche in questa stagione?
Per ora sto valutando varie opzioni però concretamente sarò nel campionato asiatico di GT con la Ferrari 488 del Team FFF. Sto trattando altre situazioni ma non c’è niente di sicuro al momento.

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Guardando indietro agli anni in F1, qual è il suo più grande rimpianto?
Non rimpiango nessun momento della mia carriera, forse un po’ di sfortuna di troppo in situazioni positive ovvero quando mi trovavo in posizioni da podio. Delle rotture meccaniche non mi hanno permesso di concretizzare il risultato e quello mi avrebbe potuto cambiare la carriera in meglio però è stata comunque un’esperienza bellissima.

Qual è stata la monoposto con la quale si è trovato di più a suo agio?
Sicuramente la Toro Rosso. Era un progetto tutto italiano, una famiglia che si impegnava giorno e notte per lo stesso obiettivo, un team sano e poco politico in pratica un gruppo di amici che lavorava con stima e voglia di far bene per lo stesso risultato. Poi è entrata in gioco la politica ed è cambiata anche la mentalità Toro Rosso, però nei miei anni è stato bellissimo lavorare con loro.

Come si è evoluta la F1 negli ultimi anni? Considera positivamente i cambiamenti?
Per me è cambiata in maniera negativa nel senso che le macchine sono diventate troppo artificiali e le gare troppo irreali. Kers e Drs sono complicazioni tecnologiche che rendono la vettura interessante sotto l’aspetto tecnico ma impossibile da seguire per lo spettatore medio, diventa tutto troppo complicato da capire. La gara di conseguenza è meno sincera e meno studiata perché i piloti superano con il Drs ad una velocità troppo superiore di chi li precede.

Quanto è difficile per un giovane pilota italiano arrivare a competere in F1 come driver titolare?
Noi rispecchiamo un po’ l’immagine del nostro paese, c’è una crisi globale che è ben riconosciuta in tutto il mondo però l’Italia ne soffre particolarmente. Non ci sono più supporti da parte di sponsor importanti e da parte della federazione. Purtroppo, abbiamo una Ferrari che in questo sensi non ci agevola, team come Renault, McClaren e Mercedes sono più nazionalisti di noi e questo fa sì che noi italiani facciamo più fatica ad emergere però sgomitando ci troviamo spazio in altri modi ma resta sempre complicato.

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Dopo l’esordio dello scorso anno in Sauber Alfa Romeo, Antonio Giovinazzi è stato scelto quest’anno come terzo pilota Ferrari. Da ultimo driver titolare italiano in F1 (assieme a Jarno Trulli) secondo lei il giovane pilota di Martina Franca possiede il talento giusto per diventare titolare in F1?
Non è così semplice dirlo perché Giovinazzi è sempre rimasto un po’ in ombra nelle stagioni precedenti poi invece in GP 2 ha fatto un bellissimo campionato e ha dimostrato di essere veloce ma abbastanza rapido e completo per la F1 non saprei. Ha delle carte in regola per poter fare qualcosa ma bisogna trovarsi sempre al posto giusto al momento giusto, gli auguro per lui e per l’Italia di poter avere una chance concreta in futuro però penso che ci sarà ancora un po’ da aspettare per vedere un italiano in F1.

 

 

 

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