MotoGP, Valentino Rossi: “Ad Austin ho parlato con Marquez”

Pubblicato il autore: Matteo Bellan Segui

Valentino Rossi (Photo by Mirco Lazzari /Getty Images scelta da SuperNews)

Valentino Rossi ha 39 anni, ma continua a divertirsi a corre in MotoGP. Certo, le ultime stagioni in Yamaha non sono state facili, però il nove volte campione del mondo è sempre motivato. Tra l’altro, com’è noto, correrà fino al 2020 nel Motomondiale.

Nonostante un’età non più giovanissima, il Dottore ha deciso di proseguire la propria carriera. Una scelta che ha sorpreso qualcuno, non chi conosce bene l’amore che il pilota pesarese ha per il motociclismo. Sicuramente anche il fatto di aver creato la VR46 Riders Academy lo ha aiutato mantenersi stimolato, visto il costante confronto con i suo giovani allievi. E adesso si ritrova Franco Morbidelli in MotoGP, con Francesco ‘Pecco’ Bagnaia che arriverà l’anno prossimo. Grande soddisfazione per Rossi, che comunque deve pensare al proprio cammino per cercare di arrivare al tanto desiderato decimo titolo mondiale.

MotoGP: Valentino Rossi su Yamaha, Marquez e futuro

Valentino Rossi, intervistato da BT Sport, ha avuto spiegato la sua scelta di continuare a gareggiare in MotoGP nonostante una carta di identità che in teoria lo avrebbe dovuto spingere più verso il ritiro: «Devo lavorare davvero duramente, non è stata una decisione facile. Quando ho firmato il contratto precedente credevo che sarebbe stato l’ultimo. Le motivazioni sono importanti, devo allenarmi molto. Ma da adesso a cinque anni fa non cambia molto, cambia rispetto a dieci anni fa».

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Il Dottore conferma di avere ancora molte motivazioni e che le sue condizioni fisiche sono molto buone, nonostante i 39 anni. Lo stimola molto l’obiettivo di mettere le mani sul decimo titolo mondiale della sua carriera nel Motomondiale: «Il decimo titolo è la prima motivazione. Sono consapevole che è veramente difficile, ma ho cominciato la stagione per provarci. Ci sono avversari molto forti e tanto dipenda anche dal momento della moto. Dobbiamo lavorare duramente. Mi piace ciò che sento quando salgo sul podio o vinco una gara, sto bene con il mio team e con me stesso».

Rossi è consapevole che sarà complicato conquistare il decimo trionfo iridato. Sia perché oggi la Yamaha non è abbastanza forte e sia perché in pista ci sono avversari molto forti. Tra questi c’è sicuramente Marc Marquez, campione del mondo in carica e suo rivale acerrimo da qualche anno. In Argentina grandi scintille tra loro. E poi? Valentino racconta: «Non ci sono stati messaggi tra noi. Abbiamo parlato un po’ ad Austin nella Safety Commission. Ho detto cosa pensavo e lui ha detto il suo pensiero».

Un dialogo tra i due piloti c’è stato in occasione del Gran Premio degli Stati Uniti, ma nulla più. E’ noto che i due abbiano un rapporto complicato e che soprattutto l’italiano provi antipatia per il rivale. Ma Rossi deve pensare soprattutto ad essere competitivo se vuole giocarsi il titolo. Ora ci sono problemi con la sua Yamaha e nel corso dell’intervista ha spiegato cosa non funzioni: «La moto dell’anno scorso non era buona, il bilanciamento non era giusto. In alcune piste era abbastanza competitiva, però in generale in diversi tracciati europei abbiamo sofferto molto. Un grande problema è la gestione dell’elettronica. Nel 2016 ha deciso di introdurre la centralina unica per cercare di equilibrare il livello. Honda e Ducati hanno lavorato in maniera più approfondita di Yamaha per trovare la via che consentisse di usare tutto il potenziale. Adesso il gap è abbastanza grande. Questa è la ragione principale della situazione attuale. Ci stiamo lavorando. La M1 2018 è una buona moto, si guida bene ed è bilanciata. Ma soffriamo con l’elettronica».

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Da tempo Valentino ha messo in evidenza che Yamaha deve lavorare sull’elettronica per recuperare il gap da Honda e Ducati. Ancora non ci sono stati i miglioramenti in attesi. Il 39enne pilota di Urbino conclude l’intervista parlando del futuro: «Penso che questo sarà l’ultimo contratto, però pensavo lo stesso dell’altro. Dipende molto dai risultati e da tutto il resto. Nel 2020 avrò 41 anni e potrebbe essere abbastanza, abbiamo altri tre anni e ne riparleremo». Intanto massima concentrazione sul presente. C’è un campionato MotoGP 2018 da disputare al massimo.

 

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