Zanardi e l’infinito che si chiama Daytona: “Perché non sognare?”

Pubblicato il autore: Francesco Fiori Segui

Abu Dhabi F1 – Foto Getty Images© scelta da SuperNews


Alex Zanardi
non è un tipo che riesce a star tranquillo. Un moto in eterno movimento, un peperino di idee che col sorriso conquistano tutti. L’ex campione Indycar riassaggia la “sua” America e lo fa con un nome mitico: Daytona, più precisamente con la 24 Ore, una gara che esiste dal 1966 e dire mitica è a dir poco.

Zanardi si racconta a La Gazzetta dello Sport con la carica che solo lui riesce a regalare: “Tutti si aspettano sempre qualcosa di sorprendentemente da me. La gente immagina che i miei fuochi d’artificio siano illimitati. E tanti mi offrono delle opportunità. Ma io non voglio fare qualsiasi cosa capiti, a volte si sta bene anche a casa a giocare a burraco con moglie e amici“.

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L’opportunità ha un nome e un cognome che con Alex chiude un cerchio: Bobby Rahal.
Nel 1995 andai per la prima volta negli Usa, a Loudon – racconta Alex – in albergo, a colazione, incontrai Rahal e mi presentai dicendo che cercavo lavoro, sapendo che a lui serviva un pilota, sembrava destino. Poi Ganassi licenziò Herta e quest’ultimo andò da Rahal, mentre io presi il suo posto (Zanardi in Cart con Ganassi vinse due titoli e indovinate a chi fece l’incredibile sorpasso di Laguna Seca? Quel pilota si chiamava Herta), anni dopo Rahal mi disse che se ci avesse visto giusto…e io rispondo ora che mi prende adesso che ho perso qualche pezzo“.

Non sarà la sua condizione fisica ad essere il problema per Daytona perché lo stesso Zanardi precisa: “La disabilità è una condizione, non un limite. La macchina da utilizzare sarà come quella nel Dtm a Misano, con acceleratore, freno e frizione nel volante, perché nella 24 Ore di Spa dopo il doppio turno con Glock e Spengler con i comandi sulla protesi per spingere sul pedale del freno ero cotto, veloce nel giro singolo e nelle brevi distanze ma alla lunga cotto“.

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Sulla stessa 24 Ore ci sarà anche Fernando Alonso: “Bello da vedere guidare per la sua bravura e perché non vede l’ora di fare la differenza – conclude Zanardi – io intanto posso arrivare all’Olimpiade di Tokyo 2020 come prossima scadenza“.

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