Formula 1, GP Brasile. Il terribile caso del crash tra Vettel e Leclerc.

Pubblicato il autore: Francesca Manes Segui

Formula 1, Gp Brasile. Ieri, sul circuito di Interlagos è andato in scena un duello tanto intenso e pittoresco quanto quello rappresentato da Eugéne Delacroix nel suo Combattimento di cavalieri nella campagna. L’atmosfera carica di pathos era pressoché la stessa. Peccato, però, che, a differenza del dipinto, i due “cavalieri” in questione non stessero indossando armature di colore opposto. Per di più, i loro “cavalli” appartenevano alla stessa Scuderia. Non c’è cosa più negativa di due piloti della stessa squadra che si danneggiano tra loro facendo così un favore ai loro avversari. Si è trattato di un vero e proprio duello fratricida culminato in un autentico disastro per la casa “madre”.

Formula 1, Gp Brasile. Breve cronaca di un crash inaspettato.

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A cinque giri dal termine, i due Ferraristi sono in lotta per la quarta posizione. Ad un certo punto, alla prima chicane, Charles Leclerc, che è quinto, riesce a sopravanzare il suo compagno di squadra Sebastian Vettel. Un sorpasso pulito che non desta particolari preoccupazioni. Infatti, i due piloti sono liberi di correre per giocarsi il terzo posto nel campionato piloti. Poco dopo, però, accade l’irreparabile. Al rettilineo successivo, Sebastian Vettel decide di passare al contrattacco. Si mette dietro a Charles e riesce a superarlo di poco, poi si sposta leggermente verso il monegasco che, nel frattempo, gli si è praticamente affiancato. Risultato? I due si toccano. Un contatto quasi impercettibile tra l’anteriore sinistra del monegasco e la posteriore destra del tedesco che costa caro ad entrambi. Si rompe la sospensione sinistra di Lelcerc e si buca la gomma a Vettel. Sono entrambi fuori, costretti a parcheggiare mestamente le loro monoposto. Mentre la regia internazionale fa ascoltare le furenti parole di stizza di entrambi alla radio, c’è un’atmosfera di incredulità generale.

Formula 1, Gp Brasile. Di chi è la colpa? 

Se la colpa dell’increscioso incidente sia di Sebastian Vettel o di Charles Leclerc se lo sono chiesti in tanti. Sui social media, in particolare su Twitter, sono nate due opposte fazioni: “Vetteliani” e “Leclerchiani”. Due scuole di pensiero che leggono in maniera diametralmente opposta l’episodio occorso ieri durante il gran premio del Brasile. C’è chi invoca il ritiro del tedesco e chi accusa il monegasco di troppa aggressività e prepotenza contro il suo compagno di squadra. Per la FIA, che ha investigato l’episodio e ha interrogato i due piloti-imputati, nessuno dei due è più colpevole dell’altro: “Entrambi i piloti hanno avuto l’opportunità di evitare o mitigare l’incidente. Pertanto nessuno di loro è imputabile in modo predominante”.
Certamente, il “fattaccio”  ha una sola parte lesa: la Scuderia Ferrari. Che la responsabilità sia dell’uno o dell’altro poco importa in termini generali, perché quello che davvero pesa è il doppio ritiro delle monoposto di Maranello. Un doppio ritiro che significa zero punti e vanifica il lavoro di tutti dal muretto ai meccanici per un gran premio che fino a quel momento poteva considerarsi discreto. Nella migliore delle ipotesi i due sarebbero finiti terzo e quarto. Charles era stato autore di una rimonta pazzesca che dalla quattordicesima casella lo aveva condotto in zona podio. Anche Vettel, a parte qualche sbavatura, stava portando a casa un ottimo risultato. Nessuno parlerà di ciò che ha preceduto quel fatidico giro 66 perché dopo quel episodio si è azzerato tutto il buono che era stato fatto. La Ferrari non può accettare da parte dei suoi piloti un comportamento del genere.

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Formula 1, Gp Brasile. Binotto: “Bisogna dare un segnale forte ai piloti”.

Il team principal della Ferrari commentando l’episodio ai microfoni Sky non ha nascosto la sua irritazione:
“Oggi i piloti erano liberi di gareggiare tra di loro. Il secondo posto nei Costruttori era, in qualche modo, garantito. Stanno lottando per la loro posizione nella classifica piloti. Però, sono piccoli errori che si pagano come immagine, come squadra, con tutto il lavoro che si fa e non va bene. In certe situazioni bisogna dare un segnale forte ai piloti e credo che lo faremo.”

Una situazione del genere non può più essere tollerata. L’episodio di ieri è l’apice di una guerra fredda che va avanti da un bel po’ di tempo. Una rivalità che si è nutrita di alcuni episodi mal digeriti, a seconda dei casi, dall’uno o dall’altro. Tra i più eclatanti ci sono le qualifiche di Monza, la vittoria di Vettel a Singapore e il gran premio di Sochi. Dopo la Russia, sembrava tornato il sereno, ma a quanto pare sotto la polvere la miccia della rivalità non si è mai spenta ed è tornata ad ardere all’improvviso in tutta la sua furia distruttiva. A questo punto la Ferrari ha per le mani una bella gatta da pelare e certamente dopo la giornata di ieri, come si evince dalle parole di Binotto, la questione gestione piloti non può più essere rimandata.

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