Tra emozioni e forature in Ungheria Ingram è campione ERC 2019 mentre Nucita conquista la corona RGT.

Pubblicato il autore: Andrea Badiali Segui

 

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Il rally d’Ungheria 2019, ultimo appuntamento del campionato europeo rally, ha eletto campione assoluto del torneo continentale Chris Ingram, coadiuvato alle note dal connazionale Ross Whittock. Il britannico ha avuto la certezza del titolo alla fine dell’ultima PS dopo aver rischiato di perdere tutto per una foratura. Anche il nostro Andrea Nucita, ritiratosi il sabato, ha recuperato e vinto sfruttando la debacle di Polonski.

La corona europea è stata in ballo fino all’ultima prova speciale; a contendersela il britannico e il russo Alexey Lukianuk. Il pilota del Sainteloc Junior Team ha provato a vincere la prova magiara per tener viva la speranza di confermarsi campione europeo ma Ingram è rimasto concentrato e ha gestito il distacco da Lukyanuk fino all’ultima PS, dove gli dei del rallyismo hanno tirato uno dei soliti colpi bassi: durante la prova numero 13 di 27,48km sia Lukyanuk che Ingram forano, il russo perde la vetta della classifica lasciandola al padrone di casa Frigyes Turan ma termina comunque secondo mentre Ingram arriva al traguardo e si ritrova fuori da quel podio che fino a un’ora prima sembrava assicurato. La quarta posizione, se Lukyanuk fosse arrivato primo, non avrebbe permesso al pilota Toksport WRT la conquista del campionato ma la sorte ha voluto che anche il campione in carica rimanesse vittima del viscidissimo fondo magiaro. In questo modo Chris Ingram porta a casa il primo posto nella classifica generale, per la prima volta nella sua carriera, con un bottino complessivo di 142 punti.

Il Rally d’Ungheria 2019 ha debuttato nell’ ERC lasciando un segno indelebile; le prove sono state caratterizzate da un fondo misto molto difficile da interpretare: asfalto ruvido, asfalto bagnato, fango e sterrato hanno reso la vita difficile anche ai piloti più smaliziati e hanno favorito i padroni di casa. La pioggia implacabile della domenica e le temperature autunnali hanno fatto il resto. Da questa prova di forza è emerso l’ungherese Frigyes Turan che ha meritato il successo nel rally lottando alla pari con i “top gun” del campionato continentale. A Turan va il merito di non aver mai forato e di aver fatto lavorare gli pneumatici a disposizione nel modo migliore senza prendere eccessivi rischi. Pur vincendo una sola prova speciale, la nona, l’ungherese ha collezionato tempi di assoluto rilievo tanto che già nella mattinata di domenica era riuscito a scalzare Ingram dalla seconda posizione. In occasione dell’ultima prova di giornata ha poi fatto siglare il tempo che, complice i problemi di Lukyanuk, lo ha fatto risalire in prima posizione assoluta, un traguardo inaspettato dallo stesso pilota il quale poco prima aveva dichiarato di vedere con favore anche un podio.

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Alexey Lukyanuk, secondo, dovrà consegnare la corona di miglior pilota europeo ma il russo ha venduto cara la pelle, lottando come un leone, anche contro una Citroen C3 R5 che non ne voleva sapere di far funzionare a dovere il sistema di frenatura delle ruote posteriori. Tra l’altro il campione 2018 può dire di aver meritato anche la vittoria che poi, come detto, gli è sfuggita negli ultimi chilometri, avendo vinto 7 prove speciali su 13.
Altro pilota di talento è Callum Devine che ha agguantato il podio al termine di una competizione disputata dal giovane irlandese con la velocità e il controllo emotivo di un veterano. Alla prima uscita in ERC con una R5 il ragazzo classe 1994 ha forse trovato in Ungheria le stesse condizioni climatiche di casa e si è esaltato. Devine ha lottato domenica con un’altro ungherese dal piede pesante: Norbert Herczig poi quinto al traguardo. I due si sono scambiati la quarta piazza prima delle ultime due prove di giornata ma il successo dell’irlandese sull’ultimo tratto cronometrato ha permesso a quest’ultimo di agguantare il podio del rally.

Dietro il nuovo campione in carica Chris Ingram, quarto, e Herczig, quinto, troviamo il magiaro Velenczei, il nobile tedesco Albert von Thurn und Taxis, settimo, e l’americano con licenza tedesca Sean Johnston, ottavo, al debutto assoluto su una R5 dopo aver corso in R2 e nella Opel Adam Cup. Nono e primo di classe RC4 su Ford Fiesta R2T, Erik Cais ha preceduto il pilota di casa Pal Lovasz che chiude la Top10 del Rally d’Ungheria.
C’è anche un italiano tra i campioni europei che hanno ricevuto la matematica certezza del successo finale al termine della prova magiara; questi è Andrea Nucita che ha conquistato il campionato continentale di classe RGT a bordo della Fiat 124 Rally. Il pilota tricolore non ha avuto vita facile pur arrivando all’ultimo appuntamento di stagione in testa alla graduatoria; per lui il rally sembrava finito sabato con un ritiro per noie elettriche mentre il rivale in classifica Polonski assaporava il montepremi riservato al campione di categoria. Grazie al regolamento Rally2, però, il portacolori del team Loran ha ripreso il volante il giorno successivo e a quel punto le sorti si sono invertite: domenica infatti è stato Polonski a sventolare bandiera bianca per un problema di pressione dell’olio, a quel punto è stata la matematica stessa ad assegnare a Nucita, coadiuvato alle note da Bernardo di Caro, il meritato titolo.

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