F1, Gp Monaco: Schumacher, l’ultimo re ferrarista nel Principato. Oggi chi interromperà il digiuno?

Pubblicato il autore: Alessandro Crupi Segui

Schumacher l'ultimo re ferrarista nel Principato
Correva l’anno 2001 (quello del disastro delle Torri Gemelle) quando la Rossa s’imponeva a Monaco in una stagione degna interprete di una cavalcata trionfale fino al titolo iridato. Ma nessuno avrebbe mai immaginato che il suo alfiere di allora Michael Schumacher sarebbe stato l’ultimo re ferrarista nel Principato

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da quel momento. Sedici anni senza una Ferrari sul gradino più alto del podio ma oggi la possibilità concreta di interrompere questa lunga astinenza c’è tutta grazie alla prima fila colorata di rosso conquistata ieri con le unghie e con i denti da Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel. Sedici anni in cui sono accaduti tanti fatti, trionfi, delusioni ma, tra di essi, l’evento più clamoroso e drammatico si è abbattuto proprio su chi rimane, ad ora, l’ultimo trionfatore a Monaco con una monoposto di Maranello, ovvero Michael Schumacher, costretto a sopportare un indefinibile calvario dettato dalle sue condizioni fisiche a seguito del bruttissimo incidente con gli sci il 29 dicembre 2013. Ad ora non è ancora chiaro in che stato versi il campionissimo tedesco date le news contrastanti sul suo stato di salute anche e soprattutto a causa dello stretto riserbo che la famiglia ha inteso stendere sulla sua persona per proteggerne la privacy.
Ma con la speranza, mai persa anche se non proprio a portata di mano di avere un giorno la buona notizia di una sua decisa ripresa, in questa bella domenica di sport motoristico la memoria torna inevitabilmente al 27 maggio 2001, quando con la sua grandiosa potenza agonistica che lo elevava ai vertici assoluti della F1, Schumacher sarebbe divenuto l’ultimo re ferrarista nel Principato. Danzando con grinta e precisione tra le anguste curve di Montecarlo, sfiorando muretti e guard-rail, Schumi costruì uno dei suoi tanti capolavori. Non ebbe solo la gioia della pole position in quel weekend, appannaggio della Mclaren di David Coulthard, ma la gara ricompensò in pieno questa piccola mancanza alla sua personale dotazione di successi, già all’epoca molto ricca. Sbarazzatosi del pilota scozzese che spense il motore e fu costretto a partire dal fondo dello schieramento, Michael ebbe via libera verso la vittoria e dopo 15 giri la gioia del popolo ferrarista esplose ancora di più. Mika Hakkinen, fino a poco prima saldamente secondo con l’altra Mclaren-Mercedes si ritirò per problemi al differenziale lasciando strada alla seconda Rossa di Rubens Barrichello che, così, s’installò alle spalle della vettura gemella di Schumacher. Sul traguardo fu un tripudio rosso con una doppietta indimenticabile che, oggi, potrebbe ripetersi.
Sarà più difficile rispetto a sedici anni fa in quanto le prestazioni tra i top team sono molto più ravvicinate rispetto al 2001 ma la Ferrari ha dimostrato in questi giorni di avere il guizzo vincente. E l’aver ottenuto l’intera prima fila in griglia, inoltre, costituisce un vantaggio non da poco per le ambizioni di Raikkonen e Vettel. L’importante sarà partire bene per entrambi senza farsi la guerra all’insidiosa prima staccata della curva di St. Devote in modo da evitare una collisione che sarebbe davvero un errore imperdonabile. Poi verosimilmente si avrà battaglia vera tra i due perché difficilmente dai box s’impartiranno ordini di scuderia a Raikkonen rovinandogli una giornata che potrebbe essere la sua, a meno che Hamilton non riesca a portarsi a ridosso dei due, evento però alquanto improbabile. Occhio comunque a Bottas e Verstappen, sempre insidiosi.

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