F1, Monaco ha sancito che la Ferrari punta su Vettel per il titolo

Pubblicato il autore: Alessandro Crupi Segui
Ferrari punta su Vettel per il titolo

Il Presidente della Ferrari Sergio Marchionne

Il broncio di Raikkonen e il sorriso smagliante di Vettel sul podio del Gp di Monaco. Ripartiamo da questa immagine per confermare una scelta alquanto logica: la Ferrari punta su Sebastian per il titolo. Non è un mistero svelato dalla gara del Principato semmai una conferma perché i galloni di leader Vettel se li è meritatamente conquistati sul campo in quanto complessivamente è il più in palla tra i due e molto meglio piazzato in classifica essendo in testa al Mondiale. Quello più talentuoso che riesce a mantenersi ai massimi livelli costantemente e in ogni condizione, a differenza del compagno Kimi. Pilota, quest’ultimo, anch’egli campione del mondo, veloce e di grandi capacità ma inconstante nel rendimento. È questo il suo eterno tallone d’Achille che sta determinando la sua posizione all’interno della scuderia. Al di là di quanto tempo manchi al suo ritiro definitivo dalla F1, infatti, è logico che su queste basi qualunque scelta preferenziale dei vertici di Maranello sia orientata verso il pilota tedesco.

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Quando c’è in ballo un campionato mondiale con una lotta così serrata, ci sta che la scuderia approfitti di una situazione di palese vantaggio (la pessima qualifica di Hamilton a Montecarlo) per prendere più punti possibili assestando il colpo all’avversario diretto. La filosofia è ridurre al minimo i rischi e sfruttare l’opportunità di un calcio di rigore. In questi casi una prestazione eccellente fornita da chi, fino al momento, è stato oscurato dalla brillantezza del vicino di casa in lizza per il Mondiale può anche non bastare per indirizzare nella gara singola le decisioni del team, che logicamente privilegia sempre l’obiettivo primario. Ed è quindi normale che la Ferrari punta su Vettel per il titolo, nonostante le legittime ambizioni di Raikkonen. A Maranello per adesso non affermano né che vengono impartiti ordini di scuderia né che le strategie sono pianificate per favorire la loro punta di diamante, e cioè Sebastian Vettel. Ma è ovvio che nei fatti sia così. Lo impone il valore del quattro volte iridato Vettel e l’importanza di cogliere la ghiotta occasione (mai così a portata di mano) di centrare la vittoria finale che alla Ferrari manca dal 2007. Tutto ciò viene prima di ogni cosa, comprese le aspirazioni di Raikkonen che, da qui, alle prossime gare sarà sicuramente sacrificato altre volte per la causa ferrarista. Un pilota che, tra l’altro, ha la metà dei punti di Vettel e che, da inizio anno, solo in questo Gp di Monaco ha dimostrato di poter competere per il primo gradino del podio.

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Come dire, una rondine non fa primavera. Tutti in Ferrari si augurano di avere un Raikkonen in forma e incisivo in versione Montecarlo ma anche e soprattutto per il campionato Costruttori. Né Kimi può lamentarsi più di tanto con il team per aver compromesso la sua gara scegliendo di farlo rientrare ai box prima di Vettel. Il finlandese, del resto, fin dal Gp d’Australia ha avuto le chances per giocarsela alla pari con Vettel ma la pista ha dato il responso più importante. Una linea di condotta analoga sarebbe stata adottata in casa Mercedes per favorire Lewis Hamilton, senza gridare allo scandalo. Cosa che è stata fatta nel precedente Gp di Spagna a Barcellona quando Bottas ha fatto da tappo a Sebastian per agevolare l’avvicinamento di Hamilton al ferrarista per poi sverniciarlo in pieno rettilineo diversi giri dopo. La priorità per la Rossa, come per la Mercedes, è il Mondiale appoggiando il pilota che ha più possibilità di ottenere l’obiettivo forte. E quindi ritorniamo al punto di partenza, e cioè che semplicemente la Ferrari punta su Vettel per il titolo.

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