F1, Ferrari: Sebastian Vettel è irriducibile, Raikkonen deve dare di più

Pubblicato il autore: Alessandro Crupi Segui
Vettel è irriducibile

I due piloti della Rossa Vette e Raikkonen

Il Gp d’Austria ha confermato due aspetti di questo vivace Mondiale 2017 di F1 in seno alla Ferrari. Il primo è che Sebastian Vettel è irriducibile. Nonostante gare non facili sia dentro che fuori dalla pista, infatti, il campione tedesco continua ad accumulare punti preziosi di vantaggio su Lewis Hamilton, che ormai se lo sogna di notte a mò di incubo. Ultimamente, Seb lo sta un po’ bastonando (oltre a sportellarlo) anche se lui cerca di mettergli in tutti i modi i bastoni tra le ruote. Ed è già la seconda gara di fila che il ferrarista taglia il traguardo davanti a lui accumulando fieno in cascina in termini di punti, molto utile in ottica campionato. I titoli si conquistano anche senza vincere sempre, Lauda e Prost docet nella storia della F1.

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Piuttosto, Hamilton ha trovato nel suo compagno di squadra Valtteri Bottas un validissimo alleato contro il tenace Vettel. Con il successo tra le dolci colline della Stiria, il finlandese è riuscito un’altra volta ancora dopo Sochi a bloccare la cavalcata del tedesco verso il primo gradino del podio. Negli ultimi due giri ha resistito al suo perentorio ritorno approfittando alla perfezione, senza alcuna sbavatura, della maggiore competitività della sua Mercedes nella prima parte di gara.
Anzi, se i black-out di Hamilton dovessero diventare una pericolosa costante per l’inglese (siamo già al secondo consecutivo e al terzo in totale con l’aggiunta di Monaco), Bottas potrebbe iniziare a pensare di inserirsi nella sfida al titolo ma è ancora troppo presto per un’ipotesi del genere. Piuttosto, chi continua a mancare all’appello è Kimi Raikkonen. L’apporto che questo pilota sta offrendo alla causa ferrarista tutta concentrata sulla vittoria del Mondiale è sicuramente insufficiente rispetto al grande contributo che, in parallelo, è in grado di dare Bottas in casa Mercedes a favore di Hamilton. Anche a Zeltweg, Kimi poteva dare e fare di più e, a conti fatti, si sta sempre a parlare di un driver il quale tra i quattro big che guidano le due vetture migliori, è sempre l’ultimo. L’ultimo dei primi. Non certo un bel primato per Raikkonen a cui la Ferrari continua a chiedere maggiore costanza di rendimento (suo vecchio tallone d’Achille) e più guizzi da campione, stile pole position a Montecarlo.

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