F1, l’Ungheria ha regalato emozioni con giallo finale

Pubblicato il autore: Alessandro Crupi Segui
l'Ungheria ha regalato emozioni

Lauda e Wolff

Doveva essere un Gp da vivere sull’evidente superiorità rossa con passerella finale Vettel-Raikkonen sul traguardo. La passerella c’è stata ma l’Ungheria ha regalato emozioni thrilling nella posizioni di vertice per più di meta gara e nulla è stato scontato fino all’ultima curva del giro conclusivo, in cui si è consumato una sorta di giallo in casa Mercedes, ancora da definire. Già alla partenza si sono sparati i primi fuochi d’artificio grazie all’eccessiva irruenza di Max Verstappen. L’olandese, infatti, completamente accecato dalla foga di guadagnare più posizioni possibili fin da subito e soprattutto di stare davanti al compagno Ricciardo, ha prima rischiato di finire addosso a Raikkonen ritardando troppo la prima frenata per poi spedire fuori pista proprio l’altra Red Bull alla seconda curva per lo stessa causa. In piena battaglia con Ricciardo, Max è arrivato lungo anche alla seconda curva mentre era affiancato all’australiano sbattendolo sul prato e out dalla gara. Un comportamento che merita una bella lavata di capo in seno alla Red Bull al suo talentuoso pilota che, per la sua eccessiva esuberanza, ha rovinato la corsa del compagno sottraendo punti preziosi alla squadra e compromettendo anche il suo risultato finale, visto che con la successiva e giusta penalizzazione comminatagli dai commissari ha gettato alle ortiche un possibile podio dietro le Ferrari.
Ma lo show non è finito lì perché dopo i primi 15 giri di dominio assoluto con tempi inavvicinabili per il duo Mercedes Bottas-Hamilton, la gara di Sebastian Vettel è ben presto divenuta un incubo, di cui si è liberato solo alla bandiera a scacchi. Lo sterzo ha infatti iniziato a “tirare” a sinistra compromettendo la stabilità nella posizione della vettura sia in rettilineo che, soprattutto, nelle curve a destra del tracciato ungherese. Un problema che lo ha attanagliato per tutta la gara e che l’ha costretto ad un surplus di fatica fisica e mentale per correggere le distorsioni della monoposto senza tuttavia perdere lucidità nella guida. Ma in ogni caso il quattro volte iridato ha dovuto rallentare il ritmo facendosi raggiungere da Raikkonen e dalle Mercedes e sono stati bravissimi i due piloti della Rossa a gestire l’avvicinamento delle frecce d’argento e, in particolare, di Hamilton quando è andato all’attacco dei bolidi rossi agevolato da Bottas, che si è fatto da parte. Bravissimi anche nel conservare quel margine di prestazioni che oggi avevano a disposizione sui rivali per non affaticare troppo gomme e meccanica e per sfruttarlo nel finale nell’ultima volata verso la doppietta.
Ma a questo punto l’Ungheria ha regalato emozioni ancora perché durante l’ultimo giro Hamilton ha restituito il favore a Bottas ridando all’ultima curva il terzo posto al finlandese, a sua volta pressato da vicino da Verstappen. A quel punto si è scatenata l’ira di Toto Wolff ai box, che ha tirato un violento pugno sul tavolo voltandosi di scatto verso Niki Lauda, che avrebbe ideato la strategia dello scambio di posizioni a tempo fra Bottas ed Hamilton per consentire a quest’ultimo di fiondarsi sulle Ferrari in difficoltà. A fine gara il pilota inglese in lizza per il titolo era piuttosto affranto per aver perso tre preziosi punti per la lotta all’iride, che potrebbero rivelarsi decisivi. Per questo Wolff si sarà arrabbiato. Ma se è stata una decisione di squadra perché allora Wolff è andato su tutte le furie? Perché non ha condiviso appieno questa scelta? Ma non dovrebbe spettare a lui l’ultima parola in Mercedes? Chi ha deciso, quindi, di bloccare Bottas e poi Hamilton? Lauda? Tutti interrogativi che ancora non hanno una risposta precisa ma che dimostrano confusione e poca chiarezza nel team tedesco. Di certo in Ferrari, con una battaglia per il Mondiale così ravvicinata, non avrebbero mai ordinato alla punta di diamante Vettel di far passare Raikkonen all’ultima curva con un Hamilton lanciato verso il successo.

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