Formula 1, perché Raikkonen merita la riconferma

Pubblicato il autore: MATTIA D'OTTAVIO Segui

Formula 1, Raikkonen

Formula 1, è tempo di test per i piloti, che poi andranno in vacanza e si ritroveranno in Belgio per un weekend che si preannuncia già fondamentale. La doppietta Ferrari in Ungheria è stata la migliore medicina dopo il Gp sfortunato a Silverstone e ha messo in mostra Vettel e Raikkonen in versione deluxe. Mentre il tedesco è stato sempre elogiato, a ragione, da stampa e tifosi, per il finlandese il fine-settimana ungherese è stata la fantastica risposta a critiche spesso ingiustificate.

Perché se è vero che il distacco dalla Mercedes è abbastanza ampio a causa di mancati piazzamenti importanti in alcuni Gp non all’altezza di Iceman, è anche vero che il divario di 53 punti da Bottas, il “secondo pilota Mercedes” (le virgolette sono per sottolineare che per i vertici della casa di Stoccarda entrambi i piloti sono in lotta per il titolo e la posizione restituita da Hamilton a Bottas ne è la dimostrazione) non sarebbe così ampio per molti episodi che stanno condizionando il campionato di Kimi; andiamoli ad analizzare: le ultime due vittorie di Vettel all’ Hungaroring e a Montecarlo, senza il lavoro del muretto, sarebbero state tranquillamente due vittorie per Raikkonen, che quindi avrebbe avuto almeno 14 punti in più; l’unica gara dove l’unico colpevole dei soli sei punti raccolti da Kimi è il finlandese stesso, è Montreal, dove il ferrarista ha rovinato la sua gara e la sua vettura sfiorando il muro in avvio di gara; in Spagna e a Baku, dopo delle ottime qualifiche, ci ha pensato Bottas a compromettere il Gp del connazionale, che ha chiuso in entrambe le occasioni con uno zero, quindi andando per difetto, magari con almeno un quarto e un quinto posto, avrebbe 22 punti in più.  In Austria e Cina due gare senza infamia e senza lode. Per il resto tutte prestazioni all’altezza, anzi in qualche weekend Raikkonen è andato più forte di Vettel. Ribadendo che questa è una classifica virtuale, e anzi che non ci piace fare i calcoli con i se e con i ma, con 36 punti in più Raikkonen sarebbe stato a soli 17 punti da Bottas e a 36 dalla coppia Vettel-Hamilton (a Seb abbiamo tolto 14 punti tra Montecarlo e Ungheria).

Un rendimento assolutamente all’altezza quindi, dell’ultimo pilota in grado di vincere un mondiale con la Ferrari, che si sta comportando da perfetto compagno di squadra, a differenza delle difficoltà in Red Bull, Toro Rosso e se vogliamo anche Mercedes. È normale che Vettel abbia un trattamento di favore e che Raikkonen gli faccia da secondo accettando di buon grado le decisioni del muretto, ma spesso nei confronti del finlandese sono arrivate critiche prive di ogni fondamento. A Maranello, infatti, i vertici sono soddisfatti del rendimento di entrambi i piloti e annunceranno la loro riconferma al Gp di Monza, inoltre avevano preso questa decisione prima della fantastica domenica ungherese. Che però è servita, e molto, non solo per far tornare alto il morale in Ferrari in vista della tiratissima seconda parte di stagione, ma anche per far capire agli scettici che l’uomo di ghiaccio è tornato.

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