“Michael Schumacher continua a lottare”, Jean Todt ridà speranza ai fan del pilota tedesco

Pubblicato il autore: Giovanni Esposito Segui

Jean Todt, presidente della Fia, torna a parlare di Michael Schumacher: il campione tedesco continua a lottare dopo quel tragico incidente che lo tiene ancora tra la vita e la morte.

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Jean Todt ridà speranza sulle condizioni di Schumacher. Sono passati ben 4 anni da quell’incidente che fece andare in coma Michael Schumacher: durante una discesa con gli con alcuni amici e parenti il campione tedesco è caduto sbattendo violentemente la testa contro un sasso. Quell’incidente, ancora oggi, lo sta facendo lottare tra la vita e la morte e tutto il mondo della Formula 1 si è stretta intorno al dolore della famiglia di Schumacher. Primo su tutti a farlo è stato Jean Todt. Il francese, attuale presidente della Fia, è stato un grande amico del campione tedesco con la quale ha condiviso le sue più grandi gioie in carriera; insieme, infatti, hanno portato al trionfo la rossa di Maranello portando a casa ben 5 titoli piloti e altrettanti titoli costruttori.

Ieri, durante l’inaugurazione della Hall of Fame della Fia a Parigi, Jean Todt è tornato a parlare sulle condizioni di salute di Michael Schumacher e ha ridato un po’ di speranza a tutti i sostenitori del 7 volte campione del mondo: ” Ci manca Michael. E’ li che sta ancora combattendo. Michael è una persona molto speciale, lo è per il mondo dei motori, lo è per me, è un vero amico e continua a lottare per riprendersi” Emozionanti le parole del presidente della Fia su Schumacher: tutto il mondo dei motori spera nella ripresa totale del campione tedesco.

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Nella stessa intervista rilasciata alla rivista Autosport, il francese ha voluto sdrammatizzare la situazione raccontando un curioso aneddoto su Schumacher che risale alla stagione del primo titolo vinto con la FerrariStava per iniziare la stagione 2001 e timidamente Michael, nonostante fosse campione del mondo, mi chiese: Mi permettete di fare dei test a Fiorano per assicurarmi di essere ancora in grado di guidare? Era sempre pieno di dubbi, che fosse un buon pilota o meno. Ciò dimostra la sua umiltà e una totale mancanza di arroganza.” In queste situazioni, tutti i ricordi di Jean Todt riaffiorano: la battaglia sembra esser ancora lunga per Michael ma sta lottando affinchè lui ne esca da vincitore.

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