Motogp Qatar, Lorenzo: “Non sono un pilota perfetto e non lo sarò mai”

Pubblicato il autore: L@Je58 Segui

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In un’intervista botta e risposta concessa al sito Crash.net, Jorge Lorenzo ha parlato di cosa si aspetta dalla stagione 2015, dei suoi avversari e della voglia di tornare a vincere e perchè no, a diventare campione del mondo.
Tra pochi giorni inizierà il campionato 2015: cosa ti aspetti dalla nuova stagione? “Come sempre mi aspetto di riuscire a lottare per vincere il titolo. Sia che tu vinca o meno, alla fine dipende da molti fattori ma almeno iniziamo la stagione con l’intenzione di lottare per il titolo, cosa che ho sempre fatto durante la mia carriera in Motogp. Credo che se la moto lavora bene e io sono in ottima forma fisica, posso farcela. Vediamo cosa succederà…
Cos’hai imparato dagli errori precedenti e da quali di questi hai imparato di più? “Direi che nelle corse ogni esperienza ha il suo valore. Devi cercare le qualità giuste e hai bisogno di molte risorse per essere competitivo. Ho imparato che se le cose non vanno bene non devi essere tentato dal forzarle, perchè questo porterà ancora più problemi. Devi essere paziente e motivato a continuare a lavorare ed allenarti per superare i brutti momenti”.
Durante la pre-stagione hai dichiarato che non ti sentivi così in forma dal tuo debutto in Motogp nel 2008. Vale lo stesso anche per la guida?
“Un pilota cerca sempre di perfezionare i dettagli, compensare le debolezze, accrescere le sue qualità sempre di più, e soprattutto cerca di commettere pochi errori. La mia progressione in termini di velocità è stata difficile da migliorare, perchè ho iniziato le prime tre gare di Motogp con tre pole position di fila. Ed è un fattore che ha contribuito perchè la Yamaha a quell’epoca era la moto migliore, così come le gomme Michelin, lavoravano bene. Quindi ho trovato tutto relativamente facile. Per quanto riguarda il mio stile di guida, se fossi arrivato nel 2008 con l’esperienza che ho ora probabilmente avrei vinto la prima gara in Qatar”.
Come può, la tua esperienza in Motogp aiutare la YZR-M1 in questa stagione rispetto al 2014 e quanto farà differenza? “Sembra che i nostri rivali non abbiano mai dormito! Honda è rimasta forte e Ducati ha fatto un grande cambiamento, quindi vedremo cosa succederà nelle prime gare. Non sarà facile, dobbiamo ancora migliorare la moto, siamo confidenti sul giro secco, specialmente quando si è nell’ottica della gara”.
Lo scorso anno ci sono stati molti problemi con il nuovo motore, la riduzione di carburante e il cambio delle gomme… “Si è vero. La moto va meglio quest’anno ma altre squadre sono migliorate con un passo simile”.
Abbiamo parlato molto del nuovo cambio seamless. Quali sensazioni e vantaggi hai riscontrato? “Da più stabilità in frenata, permettendo alla moto di fermarsi in anticipo con meno movimenti”.
Qual è la chiave per vincere il mondiale? “Il punteggio, come sempre. Dobbiamo prendere punti più degli altri e questo si ottiene con una grande moto, poi restare concentrati, essere uno dei più veloci e non cadere”.
Dal momento che ci saranno molti rivali in questa stagione, sarà più importante la costanza? “Cerchiamo sempre di trovare un compromesso tra velocità e costanza. Questo è uno sport che dura 45 minuti con un programma di 18 gran premi, il che significa tante gare e tanti giri. La costanza è importante ma non è tutto. Se sei costante, ma sei più lento di un secondo rispetto ai piloti veloci, non vinci il campionato”.
Sei impaziente della rivincita con il tuo collega Valentino Rossi? “No non sono preoccupato. Ovviamente puoi sempre migliorare i risultati. Non sono un pilota perfetto e non lo sarò mai ma credo di aver fatto un ottimo lavoro in tutti questi anni. Ho vinto due titoli mondiali e tante gare con avversari come Rossi, Pedrosa, Stoner e altri piloti veloci. Molte volte mi hanno battuto, succede. È come nel calcio, non puoi sempre vincere e non desidero avere la rivincita da nessuno. Cercherò di battere Marquez che ha vinto due mondiali di fila. Dal suo debutto in Motogp nessuno è riuscito a batterlo ma penso che se ci prepariamo bene, possiamo farcela”.
Quanto ha ancora da imparare Jorge Lorenzo? “[ride] Molto spero. Spero di avere sempre la mente aperta per poter imparare da tutto e tutti attorno a me. E mi piace far parte del processo di apprendimento e crescita nella vita. Dobbiamo imparare ma anche vivere il momento e godercelo”.
Il terzo titolo mondiale lo vedi più come un’ossessione o una necessità? “Da professionista faccio il possibile per ottenere il terzo titolo e di più, ma nessuno mi può garantire il successo. Il futuro è incerto ma se lavoriamo bene e abbiamo tutto a posto, abbiamo un’opportunità più grande di vincere il titolo”.
Cosa manca alla Yamaha YZR-M1 per essere la moto perfetta?
“La moto perfetta non esiste. Ogni anni le moto migliorano. Entro 20 anni le moto saranno spettacolari, e quando i piloti faranno un paragone con le moto che abbiamo adesso rideranno sulle moto e sulle performance. Questa è la natura della vita, specialmente in uno sport tecnico che avanza a velocità a rotta di collo. Possiamo confrontare la nostra moto con quella degli altri marchi ma ogni team che è il favorito a vincere il campionato ha le proprie qualità. Se confrontiamo la nostra YZR-M1 con la Honda, attualmente la favorita, possiamo notare che hanno un motore che gira bene in rettilineo e da qualcosa in più, mentre noi siamo veloci in frenata ma perdiamo in accelerazione e questo è il nostro punto debole. Dobbiamo risolvere questa debolezza e quando avremo migliorato questo ne affronteremo un altro”.
Quest’anno sei più preparato fisicamente, è una garanzia per il successo? “Non ci sono garanzie per il successo”.
Ma quanto ti aiuta mentalmente e fisicamente? Abbastanza per aiutare il mio sistema cardiovascolare. Se il cuore si abitua allo sforzo di guidare la moto, ti senti meglio. Puoi allenarti su questo con il motocross o andando in palestra, ma nonostante questo, il primo giorno che sali in moto hai dolori in tutto il corpo. La fatica che fai in moto è diversa da qualsiasi altra cosa, ma l’allenamento è un 10% in più che aiuta. Ovviamente se sei ben allenato e ti senti forte è un aiuto anche psicologico”.
Hai intenzione di adottare strategie differenti per quest’anno o sarai sempre all’attacco? “Beh…Dipende da com’è la moto, dalla mia posizione in griglia e dal primo giro in gara. Un mio punto di forza è sempre stato appunto quello di fare un buon primo giro. E posso contare su questo per prendere un pò di vantaggio ma dovrò vedere da quale posizione partirò”.
Il recupero di alcuni team che non erano ancora forti, renderà il campionato più bilanciato? “Credo di si perchè già in due tracciati diversi, si è vista una piccola differenza delle performance. A Sepang, la moto andava meglio mentre in Qatar, una pista dove solitamente andiamo bene, abbiamo faticato molto. La Ducati ha fatto un relativo passo in avanti a Sepang e in Qatar erano più forti. Questo indica che cambierà in base al circuito e che le prime tre squadre saranno molto vicine quest’anno. La Ducati sembra essere entrata a far parte di quel gruppo. Quest’anno ho la sensazione che non saranno solo in quattro a contendersi la vittoria, ma più o meno sei piloti”.
Chi pensi che potrà essere la sorpresa quest’anno? “Se me lo chiedi oggi, direi le Ducati. È chiaro che oggi loro hanno un vantaggio tecnico con più motori, più litri di benzina e pneumatici differenti”.
Potrebbe essere la Yamaha? “Forse, ma non sarebbe una sorpresa perchè tutti si aspettano il massimo da Yamaha all’inizio, ogni anno”.

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