MotoGp, pasticcio italiano a Brno: colpa dei team o dei piloti?

Pubblicato il autore: MATTIA D'OTTAVIO Segui

MotoGp, la vittoria in solitaria di Marquez di ieri a Brno ha permesso allo spagnolo di allungare in classifica su Viñales, Dovizioso e Rossi. Mentre lo spagnolo della Yamaha può essere soddisfatto per il terzo posto, i due italiani in lotta per il titolo, anche se sono stati protagonisti di una bella rimonta, hanno buttato via il podio (ampiamente alla portata di entrambi) e quindi anche punti, che in un campionato così tirato, possono fare la differenza. Tardivo è stato il cambio moto, con Marquez che ha anticipato tutti, gli altri si sono accodati due giri dopo, Rossi e Dovizioso hanno aspettato un giro di troppo, dovendo poi risalire dal tredicesimo e quattordicesimo posto fino al quarto e sesto della bandiera a scacchi.

Di chi è stato l’errore? Dei piloti o del team? Ieri nel dopo-gara sono state fatte molte supposizioni, in realtà le colpe vanno divise: al box Yamaha si poteva tranquillamente notare sui monitor che Marquez già nel primo giro con le gomme slick andava più di un secondo più veloce degli altri in ogni intermedio, quindi Rossi andava richiamato subito ai box per il cambio moto; lo stesso discorso vale per la Ducati, anche se i team principal di entrambe le scuderie hanno spiegato che le moto non erano pronte come è invece capitato al box Honda. Ed è stato portato come esempio lo sfortunato cambio di Lorenzo che ha perso al box più di dieci secondi, ma attenzione, non perché la moto non era pronta, bensì perché mancasse lo starter che gli desse il via libera per ripartire. Passiamo ai due piloti, che in pista potevano notare come il tracciato stesse asciugando velocemente e di conseguenza rientrare senza aspettare il richiamo dal muretto. Va però ricordato che è facile parlare col senno di poi, perché se avesse ricominciato a piovere, ieri a Brno è successo sia in Moto 2 che Moto 3, staremmo a parlare di una strategia scellerata di Marquez e a decantare la freddezza di Rossi e Dovizioso nell’avere pazienza. Queste gare flag to flag si sono dimostrate il tallone d’Achille per il Dottore, che anche in Germania l’anno scorso ha commesso lo stesso errore, è anche vero che un nove volte campione del mondo dovrà pur avere un punto debole. Ritrovarsi in testa e sentirsi bene sulla moto, ha fatto aspettare quel giro di troppo, che è costato sì il podio, ma la vittoria non è mai stata in discussione. Ieri Marquez avrebbe vinto in qualsiasi condizione, è stato il più veloce per tutto il weekend, nei primi giri che ha fatto sulle slick in molti punti il tracciato era umido e qualsiasi altro pilota al suo posto si sarebbe steso, e dimostra sempre una freddezza efficacissima in queste gare. Si è parlato di fortuna, in realtà il Cabroncito sembra il pilota più forte in circolazione, che trae sempre il meglio dalla sua Honda e per questo sarà difficilissimo togliergli lo scettro iridato. Tra una settimana in Austria Rossi e Dovizioso avranno la possibilità di prendersi la rivincita.

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