Alex De Angelis in esclusiva a SN: “Rossi? Non è un miracolo, per un pilota è la normalità. Grande coraggio a spingere così tanto”

Pubblicato il autore: Mattia Clementoni Segui

Super News ha intervistato in esclusiva Alex De Angelis, 264 gare nel Motomondiale fra 125, 250, MotoGp e Moto2 in cui ha totalizzato quattro vittorie e 40 podi. Nell’ultimo anno e mezzo ha gareggiato in Superbike partecipando a 40 gran premi e riuscendo a salire una volta sul podio.
Abbiamo parlato con il sammarinese della differenza fra Superbike e MotoGp, della sua attuale situazione contrattuale, della gara di Rossi ad Aragon e del favorito assoluto per la vittoria del Mondiale.

Come è stata l’esperienza della Superbike? quali sono per un pilota le differenze con la MotoGp?
In Superbike le moto sono dei derivati di quelle di serie, anche se poi molti pezzi sono evoluti, come il forcellone, il telaio ecc. Sono moto preparate che superano abbondantemente i 220 cavalli. Le MotoGp, invece, sono completamente dei prototipi e superano i 270 cavalli e sono molto più leggere anche grazie ai freni in carbonio che hanno molta più potenza frenante di quelli in acciaio delle Superbike.
A livello della competizione in pista, mi aspettavo che lo sforzo fisico per disputare Gara 1 e Gara 2 della Superbike fosse nettamente maggiore. Da quando la Gara 1 è stata spostata al sabato e la Gara 2 è rimasta di domenica, lo sforzo è sicuramente fattibile, visto anche che le gare di questa competizione sono nettamente più brevi di quelle di Motogp.

In questa stagione hai avuto la possibilità di competere in due gare della Moto 2 (Silverstone e Misano). come è stato il ritorno in questa categoria?
Il ritorno è stato bello, è una categoria nella quale ho vinto delle gare, sono andato forte e ci ho gareggiato per molti anni. E’ una categoria alla quale sono molto affezionato. Il sabato a Misano ero veramente contento perché dopo tre anni che non correvo con queste moto mi sono ritrovato a solo a un secondo e due decimi dal primo e mi ha sorpreso molto essere così vicino. Detto questo, non è bastato a fare niente perché mi sono ritrovato oltre il ventesimo posto. E’ una categoria dove basta uno starnuto per perdere tre o quattro file.

Questo fine settimana eri ad Aragon per vedere se c’era la possibilità di risalire in sella. Come è andata?
Tra due settimane farò un test con una nuova Moto 2 ad Aragon. La stessa moto che ha utilizzato Odendaal per fare la Wildcard ad domenica (una NTS NH6). Al momento comunque è un test fine a se stesso. Non so’ cosa accadrà nel futuro. Ho avuto già delle offerte per il prossimo anno ma fino ad ora non ho trovato niente che mi soddisfi completamente.

Da pilota, cosa pensi di Rossi che a 25 giorni dall’infortunio è riuscito ad arrivare quinto in gara e a qualificarsi in prima fila? Quanto è debilitante correre in quelle condizioni?
Non so’ dirti quanto sia debilitante perché non ho mai avuto quel tipo di infortunio. Mi sono rotto la tibia ma non anche il perone. Devo dire, a differenza di quello che è stato detto in giro, non ci vedo nulla di troppo miracoloso in quello che ha fatto. Voglio dire, anche Lorenzo si è operato la sera prima della gara e poi ha comunque corso, io mi sono operato alla spalla e la settimana dopo ero in pista. Noi piloti, grazie anche alla scuola del Dott. Costa, siamo abituati a questo tipo di imprese.
Aragon, come tipo di pista, un po’ ha anche aiutato perché ha una conformazione che non richiede tanto sforzo nelle gambe. E’ un tracciato che ha una sola variante dove c’è bisogno di spingere un po’ con le gambe, quella prima del rettilineo lungo. In più, le Motogp hanno tanto freno motore che puoi anche gestire curva per curva con l’elettronica. Quindi se Rossi faceva fatica a spingere il freno con le gambe poteva comunque aiutarsi con le regolazioni elettroniche. Il miracolo, invece, è stato andare comunque così forte e al limite per tutta la gara pur sapendo che se fosse caduto sulla gamba infortunata sarebbe potuto essere un grandissimo problema non solo per la sua carriera ma anche per la vita.  Il fatto che lui tornasse in pista penso che fosse scontato sin dalla vigilia. La cosa fenomenale è stata la prestazione in relazione al rischio che stava correndo.

Ora il favorito assoluto è Marquez? Dovizioso può riuscire a recuperare?
Ora il favorito è sicuramente Marquez, maLo era anche prima! Marquez sappiamo che va fortissimo ma che ogni tanto non finisce le corse. Quest’anno è successo una volta a causa della rottura del motore e ha rimesso un po’ tutti in gioco, ma credo anche prima di questa gara fosse stato comunque lui il favorito.

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