MotoGP, Dovizioso sul Mondiale: “Per vincerlo devo rischiare, senza Rossi tutti mi tifano”

Pubblicato il autore: Mimmo Visconte

Per un pilota italiano vincere il Mondiale di Motociclismo, nella categoria regina, ovvero la Moto Gp, rappresenta il “sogno di una vita”, ma farlo con una moto e un team tutto italiano, uno dei più famosi al Mondo, sarebbe un apoteosi; nemmeno il centauro nostrano più vincente e più amato di tutti i tempi, dopo Giacomo Agostini ovvero, Valentino Rossi ci è riuscito. Stiamo parlando della Ducati, che dopo anni difficili, è tornata competitiva e in corsa più che mai per giocarsi il titolo iridato, a dieci anni di distanza dal primo e unico titolo piloti, conquistato dall’australiano Casey Stoner. Il forlinese, Andrea Dovizioso, già campione del Mondo, anni addietro, nella vecchia 125, ora moto 3, a 31 anni, sembra aver raggiunto la maturazione tecnica e mentale giusta per fare il colpaccio. Si trova attualmente a soli quattro punti di distacco, dal giovane e spericolato spagnolo, Marc Marquez, e sa che dopo la caduta con grave infortunio di Rossi in allenamento, l’Italia delle due ruote punta su di lui, il “dovi” lo ha fatto capire in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport.

Più pressione senza il “dottore”: Noi abbiamo i nostri tifosi, ma ora che Valentino deve recuperare, la forma fisica migliore, anche chi lo ha sempre supportato, ora confida in me, perchè sono sempre italiano… sento più pressione senza di lui, e poi a Misano domenica è stata una gara durissima, le gare italiane, anche se si è corso a S.Marino, sono sempre difficili, ci sono arrivato da primo in classifica mondiale e non è affatto poco” . Il pubblico italiano è presente, caloroso e sanguigno, tutti si aspettano qualcosa da chi rappresenta, il nostro paese, non nego di avere pressione in questo momento, però ormai a 31 anni, credo di essere cresciuto, e di avere le spalle larghe”. Valentino è il nostro mito, la gente lo ama e lo segue in tutto quello che fa, si è dovuto isolare stando anche lontano da chi lo ha sempre amato, perchè ognuno di noi, fuori dalla pista deve avere una giusta e sana vita privata, sennò la nostra professione ci spreme, arriviamo logori e dobbiamo smettere, dobbiamo sempre avere i nostri spazi, per poter rendere al meglio.”

Non solo Marquez per il titolo:”Senza Vale, ora la Yamaha, spera in Maverick Vinales, che si è integrato benissimo, e sta ripetendo quanto di buono fatto, con il team satellite l’anno scorso. E’molto pericoloso, non ci sarà solo Marc, credo che sarà una lotta a tre, per vincere questo titolo, bisogna rischiare, perchè mancano sempre meno gare alla fine del campionato, ogni punto perso sarà fatale per tutti e tre.”

Le sensazioni a guidare una moto italiana che compete ad alti livelli:”Finora abbiamo fatto cose straordinarie, ma la pressione io la avverto di più, perchè guido per il team motoristico italiano più vincente e famoso al Mondo, la Ducati, è una moto difficile da guidare, e quasi impossibile in frenata, perchè raggiunge velocità di punta elevate, è un qualcosa di pazzesco, la gente dopo tanti anni si domanda ancora, come fece Stoner a domarla e a vincere un titolo straordinario, così giovane, e con un fisico non eccelso, comunque non è la prima volta che lotto per il mondiale, mi sento a mio agio, non ho paura”, la Ducati è un valore aggiunto per me”.

Il rapporto con Lorenzo:”Non ci crederete, ma è il più tranquillo possibile, lui si fa gli affari suoi, ma la sua esperienza è importante, non guardo a chi nel team, è più coccolato o meno, mi concentro su me stesso, perchè so cosa mi serve, su di lui c’è tanta attenzione e clamore, non ottiene i risultati che vorrebbe, ma con una moto con queste caratteristiche non è una novità, ma il team lo ha preso per vincere, non penso che trascurino me, a giudicare dai risultati che sono arrivati, anche perchè l’anno scorso assieme ad Andrea Iannone, avevamo gettato le basi, per una competitività più evidente, e così sta avvenendo. Il suo arrivo è stato un vantaggio, ma pur faticando, non ha mai chiesto qualcosa di diverso agli ingegneri, anche perchè in avvio di mondiale è riuscito a vincere.

Francesco Totti nel Paddock –“Non c’è stato molto tempo per chiacchierare, ma è una persona molto umile, questa sua caratteristica mi è rimasta impressa. Non puoi essere un grande campione per un ventennio in qualsiasi sport che fai, se non hai questo carattere e se non lavori ogni giorno con la giusta intensità.”

 

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