Tania Cagnotto: “Mi mancano già tante cose, non mi manca l’ansia prima delle gare”

Pubblicato il autore: Francesco Sbordone Segui

Tania Cagnotto


Tania Cagnotto e l’addio ai tuffi sempre più vicino. Sabato 13 Maggio ai Tricolori di Torino, arriverà l’ultima gara ufficiale di Tania Cagnotto, la tuffatrice più conosciuta e vincente del nostro paese.
Era il Dicembre del 2016, impegnata ai Gazzetta Awards, che Tania Cagnotto ha praticamente ufficializzato il suo ritiro dalle gare: “E’ abbastanza ovvio che mi sono ritirata. Magari una gara italiana, una gara di addio e poi basta”.  La decisione del ritiro per Tania Cagnotto è arrivata dopo la tanto sognata medaglia Olimpica vinta nelle ultime Olimpiadi a Rio 2016: “Per me è stato un peso da 20 chili che mi sono tolta dal cuore. Il sincro è stato una gara molto sofferta. Con quel secondo posto mi è passata davanti tutta la vita, un momento magico in cui ho scaricato una tensione che mi sono portata dentro per troppi anni. La settimana dopo nell’individuale è stato completamente diverso perché ero già felice così, mi sono goduta la gara senza la pressione dell’errore”.
Tania Cagnotto ripercorre i sacrifici, i periodi belli e brutti vissuti nella propria carriera. Una carriera che a volte ha ripagato poco il talento e la costanza di questa grande campionessa: “Penso al primo oro europeo nel 2004, al primo bronzo mondiale nel 2005: a Montreal capii che potevo battere le più forti. Gli ultimi 4 sono stati i più belli: solo i Giochi di Londra non sono andati come speravo. E ho imparato di più negli ultimi 4 anni che prima: non so ancora spiegarmelo. Dal 2013 ho imparato a gestire le gare: i Mondiali di Barcellona con disincanto mi hanno cambiato e permesso di arrivare a Rio in perfetta forma». Arrivare ai livelli di questa campionessa non è facile, ma come si diventa Tania Cagnotto? “Sul trampolino ho voluto esprimere il mio essere ostinata, il non mollare mai. Fino alla fine. Londra doveva andare così, sennò non sarei stata quella che sono stata a Rio. La gente mi definisce come una che non ha avuto tutto subito, ho avuto delle difficoltà, ma poi sono riuscita ad uscirne. La costanza, la caparbietà. Così sono stata Tania”.
Per Tania Cagnotto, una delle tante prove da superare è l’essere figlia d’arte. Il padre, Giorgio Cagnotto, sempre nei tuffi ha vinto: tre medaglie agli Europei (1 oro, 1 argento, 1 bronzo), 4 medaglie alle Olimpiadi (2 argenti e 2 bronzi), 1 ai Mondiali (bronzo). Dopo le tante vittorie, Giorgio Cagnotto è diventato tecnico federale e nello specifico è diventato allenatore di sua figlia. Un doppio peso per Tania Cagnotto che nonostante tutto ha continuato per la sua strada, volendo essere semplicemente se stessa:“Sono stati bravi mamma e papà nel sapermi gestire, ero solo una bambina che cresceva. No, il peso del cognome non l’ho mai sentito. Ricordo da piccola che era venuta una ragazzina ucraina che mi diceva: “ma tu sai chi è tuo papà? E io ho iniziato a fare domande. Mio papà non è che mi aveva mai detto… Lo sapevo dagli altri, forse è questo che mi ha aiutato. Non ci pensavo, perché da piccolina avevo altre cose in testa. È andato tutto in crescendo, una cosa naturale».
Poche medaglie a discapito di un grande talento. Dalle prossimi Olimpiadi, l’Italia avrà meno possibilita di vincere medaglie senza la campionessa Tania Cagnotto.

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