Nuoto: i top 6 e le rivelazioni dei Mondiali di Budapest

Pubblicato il autore: valeria93 Segui

Caeleb Dressel, vincitore dei 50 stile libero e dei 100 farfalla

Un’edizione che ha ridisegnato i confini del nuoto mondiale, record crollati dopo anni con una facilità disarmante, prestazioni che hanno messo in discussione i limiti umani: questo e molto altro è accaduto nelle acque della Duna Arena di Budapest. Dal blocchetto di partenza si sono presentati i dominatori della scena internazionale e giovani matricole alla loro prima rassegna mondiale: tra conferme, ignoti e vittime illustri, molti hanno stupito, alcuni hanno deluso, altri hanno letteralmente brillato di luce propria. Scopriamo insieme i 6 campioni e le 3 giovani rivelazioni che hanno stravolto il panorama natatorio di questo Mondiale.

TOP SIX DEL NUOTO MONDIALE

Caeleb Dressel – Ha solo 21 anni ma le idee ben chiare: se il suo obiettivo era entrare nella storia e farsi ricordare come la star di questi Mondiali, possiamo dire che l’ha realizzato senza dubbio. L’instancabile statunitense compare quasi in ogni gara: fresco campione nei 100, non fa in tempo a godersi la premiazione dei 50 stile che già si tuffa in acqua per vincere l’oro (con tanto di record quasi sfilato a sua maestà Michael Phelps) nei 100 farfalla e nella 4×100. Impressionante.

Sarah Sjostrom – Regina indiscussa della velocità, l’unica avversaria da battere è la sua nemesi: se stessa. Capace di sgretolare il record del mondo dei 100 stile libero in apertura di staffetta, quasi come stesse passeggiando, la svedese si lascia beffare nella gara individuale dalla statunitense Simone Manuel, per poi tornare a riprendersi la scena nei 50 stile e nel delfino. Intramontabile.

Adam Peaty – Non si può lontanamente immaginare il suo nome se non accostato al termine “rana”. Il britannico, a soli 23 anni, non ha già più niente da dimostrare al nuoto: dal 2014 non fa che collezionare titoli e polverizzare record. Già campione olimpico nei 100 rana, si conferma sul tetto del mondo nella breve distanza e si toglie la soddisfazione di chiudere il Mondiale con una frazione da brividi nella 4×100 mista. Infinito.

Chase Kalisz – Dominatore assoluto dei 200 e 400 misti, questa specialità tutta americana non è certo destinata a trovare dei potenziali usurpatori. Dopo l’addio di Michael Phelps non è ancora detta l’ultima parola nei misti…

Katinka Hosszu – La versione femminile, se vogliamo, di Chase Kalisz è lei. Non ha bisogno di presentazioni la Lady di Ferro che, osannata dal tifo del suo pubblico a ogni virata, non ha rivali nei misti e viaggia a velocità supersonica salendo sul podio anche nei 200 dorso e delfino.

Katye Ledecky – E’ un’aliena, non è umana, è di un altro pianeta. Ne sono circolate molte sul missile della spedizione statunitense, leggende su leggende sono affiorate negli anni sulla bocca di tutti ma questi Mondiali almeno una cosa ce l’hanno insegnata: anche lei ha dei limiti. Il punto debole della Ledecky è emerso nei 200 stile libero, unica gara (ben 5 ori su 6 nei 400, 800, 1500, 4×100 e 4×200) che l’americana non è riuscita a dominare, vuoi per una Pellegrini stratosferica, vuoi perché anche gli dei a volte cadono. Ma non è il suo caso: se Phelps avesse avuto una sorella nuotatrice, sarebbe stata certamente lei.

RIVELAZIONI

Anton Chupkov – Reo del crimine di lesa maestà, si prende la soddisfazione di lasciarsi alle spalle due giganti del calibro di Koseki e Watanabe nei 200 rana per laurearsi campione del mondo in questa specialità. Impavido.

Jevgenij Michajlovič Rylov – Il giovane talento di Novotroick, piccola e desolata cittadina russa che da oggi balza prepotentemente agli occhi del mondo intero, sbaraglia la concorrenza nei 200 dorso inaugurando una nuova era.

Kristof Milak – I 100 delfino hanno un principe ereditario: non sarà bastato a vincere la medaglia d’oro, ma al giovanissimo talento ungherese non si può chiedere di più. Una giovane stella di cui sentiremo parlare.

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