Nuoto, il Mondiale degli azzurri: dillo con una canzone!

Pubblicato il autore: valeria93 Segui


I Mondiali di nuoto a Budapest si sono appena conclusi (e già ne sentiamo la nostalgia): è tempo di rincorrere nuovi obiettivi e fare un primo bilancio. Bilancio che, in ottica azzurra, non può che essere positivo: l’Italia torna a casa con tre ori e tre bronzi ma soprattutto, ed è ciò che più conta, con una rinnovata consapevolezza del proprio potenziale e con un pesante bagaglio fatto di esperienza e tante, troppe emozioni ancora in fase di metabolizzazione per noi appassionati di questo sport. Ma se i nostri azzurri fossero una canzone, o meglio, se il loro Mondiale, in termini di prestazioni personali, obiettivi raggiunti e spirito agonistico potesse essere sintetizzato in un brano musicale, quale risulterebbe più indicata per ognuna delle punte di diamante della spedizione tricolore?

  • FEDERICA PELLEGRINIEh…già” (Vasco Rossi) – Dimostrarsi all’altezza è sempre difficile, gareggiare contro se stessi, i fantasmi del passato e gli anni che scorrono lo è ancora di più. Eppure esiste qualcosa di più soddisfacente che posare dall’alto lo sguardo vittorioso su coloro che si erano illusi sul tuo conto? Come un bel film che lascia tutti senza parole, Federica è tornata a riprendersi la scena nei 200 stile, la sua gara: un ritorno al vertice che sa di rabbia, orgoglio, liberazione. Una vittoria di testa più che di gambe o braccia, gli occhi della tigre e quel sorriso beffardo di chi sfida ancora una volta gli avversari: “Sembrava la fine del mondo ma sono ancora qua”.
  • GABRIELE DETTIInsieme a te non ci sto più” (Gianna Nannini) – Dopo questi Mondiali di nuoto, non provate più a chiamarlo il gemello diverso di Paltrinieri come se dovesse ancora scrollarsi di dosso l’ombra del compagno mezzofondista: l’atleta livornese ha acquisito una dimensione internazionale tutta sua e paragonabile a nessun’altro. Dai 400 stile libero alla staffetta, dagli 800 ai 1500: che sia la breve o lunga distanza, che bisogni tirar fuori lo sprint da velocista o la resistenza da fondista, Gabriele risulta ugualmente competitivo. Un atleta a 360 gradi con una personalità agonistica douple faces che il nuoto nostrano da tempo ricercava: un jolly, un cavallo di razza spendibile su più fronti e pronto a fare la differenza. Il cordone ombelicale con Paltrinieri è definitivamente tagliato: fuori dall’acqua amici per la pelle, ma in vasca …nessuna pietà.
  • GREGORIO PALTRINIERI – “Vado al massimo” (Vasco Rossi) – Una medaglia d’oro ai Giochi olimpici di Rio, (bi) campione del mondo in carica negli 1500, 23 anni e tanta voglia di vincere al punto da imbronciarsi per un bronzo rimediato negli 800. Greg conosce solo una frequenza, non ammette rallentamenti o frenate. Il suo treno continuerà a sfrecciare veloce, andando a gonfie vele per vedere se là davvero si può volare.

  • SIMONA QUADARELLA – “L’emozione non ha voce” (Adriano Celentano) – Mentre il resto dei suoi coetanei si sta forse ancora riprendendo dallo stress posta maturità, Simona pensa bene di regalarsi una vacanza studio a Budapest e vincere un bronzo negli 800 al suo primo mondiale. Il difficile viene dopo: controllare l’esplosione di gioia dei suoi 18 anni davanti alle telecamere. Non ci sono parole, la voce è rotta dall’emozione e dalle lacrime: Simona ci ha fatto il regalo più bello.
  • PIERO CODIA – “A un passo da te” (Mina) – Escluso dalla finale dei 50 delfino e record italiano nei 100, Codia sembra sempre a un passo dall’impresa che potrebbe regalargli gloria imperitura.
  • FABIO SCOZZOLI – “Potremmo ritornare” (Tiziano Ferro) – Non ci sarà stata una medaglia nei ma una certezza c’è: Fabio è tornato ai massimi livelli. Erano anni che non lo si vedeva in questa forma: un 50 rana da record italiano e la consapevolezza che sarà ancora lui a guidare la velocità italiana verso nuovi orizzonti, non ha prezzo!
  • FILIPPO MAGNINI – “Non è tempo per noi” (Ligabue) – Il Cicerone del team azzurro si avvia verso l’inevitabile esilio. Questi Mondiali ci hanno dimostrato che la velocità non aspetta e che sempre nuovi padroni sono in agguato per sgretolare record su record. Le parole di Filippo, al termine di un’ultima frazione di staffetta portata a casa a fatica, sanno di un addio amaro ma necessario, di un’era dell’oro ormai tramontata.
  • LUCA DOTTO – “Ti sembra normale” (Max Gazzè) – Se lo starà chiedendo ancora anche lui, seduto magari in poltrona per riprendersi dalle fatiche di questi Mondiali: è possibile autoescludersi dai 100 nuotando ben al di sotto del proprio potenziale per poi tirare fuori una sontuosa prestazione in staffetta? Non centrare la finale dei 50 ma convincere il giorno dopo nella 4×100?
  • ARIANNA CASTIGLIONI – “L’importante è finire” (Mina) – Monumentale la ranista azzurra che accede in finale nei 50 rana e ben figura in staffetta nonostante le mille problematiche fisiche che l’hanno afflitta durante l’intera stagione. Un compito mondiale svolto e portato a termine nel migliore dei modi.
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