Nuoto, Mondiali Budapest: Codia e Dotto out, Italia sesta nella 4×200

Pubblicato il autore: valeria93 Segui


Nuoto, Mondiali di Budapest: dopo le batterie del mattino che hanno visto protagonista una folta schiera di azzurri alla caccia del pass in finali e semifinali, è giunto il momento di dare il via a un intenso ed emozionante pomeriggio di gare alla Duna Arena. Tra gli atleti azzurri in gara, elevate sono le aspettative riposte nel velocista Luca Dotto che cercherà subito di rientrare nell’ottetto dei migliori per la gara regina dei 50 stile libero. Fin dalle heats del mattino è stata infatti più che promettente la prestazione dell’azzurro. Cresce l’aspettativa in ottica azzurra anche per la staffetta 4×200 stile libero: dopo la performance di Megli, Magnini, Dotto e Detti, è lecito sperare in un piazzamento sui gradini del podio di questi Mondiali di Budapest.
Queste le dichiarazione del capitano della spedizione azzurra, Filippo Magnini: “Federica ha fatto qualcosa di grandioso, si è superata. I giovani ci sono e stanno crescendo e questi Mondiali hanno riconfermato le certezze del nostro nuoto” (Gregorio Paltrinieri, Gabriele Detti). Non dimentichiamo Piero Codia che lotterà nella semifinale dei 100 delfino cercando di sfidare i giganti del mondo in questa specialità dopo la prova entusiasmante di questa mattina.

Finale 100 stile libero (D), TRIONFA SIMONE MANUEL REGINA, BLACK OUT SJOSTROM – Non ci sono azzurre nella gara regina della velocità al femminile che si prospetta più incandescente che mai. Spettacolare la subacquea pennellata da Sarah Sjostrom che viene però raggiunta e sorpassata dalla campionessa olimpica in carica Simone Manuel che vira a 52’27” beffando l’avversaria. Continua la maledizione della Sjostrom, costretta ad accontentarsi soltanto dell’argento (52’31”) dopo aver fatto siglare il record in staffetta nei 100 stile libero: clamorosa l’involuzione della svedese nel finale. Medaglia di bronzo alla danese Blume (52’69”).

Finale 200 dorso (U), RYLOV SPAZZA VIA IL DOMINIO DI MURPHY- Scalata al potere: il campione olimpico Ryan Murphy cerca la riconferma su scala mondiale nella sua distanza, una consacrazione vera e propria tutta da dimostrare in vasca. Nella prima frazione di gara detta legge Rylov che vira a 4 centesimi dal record del mondo nel secondo 50: un dominio che si completa, nonostante la fatica notevole nell’ultima vasca, con la conquista della medaglia d’oro. Rylov spazza via Murphy dal gradino più alto del podio: un 1’53”61 che beffa lo statunitense lontano dagli standard supersonici di Rio 2016, ancora sconfitto dopo i 100. Bronzo a Pebley che completa un podio a stelle e strisce. Quante sorprese in queste prime due finali alla Duna Arena!

Semifinale 200 dorso (D), MARGHERITA PANZIERA FUORI DALLA FINALE – Alla nostra Margherita Panziera serve la miglior prestazione di sempre per poter rientrare in una finale altamente competitiva. Nella prima heat si distingue la Ustinova che fa segnare il miglior tempo di ingresso in finale (2’07”08) davanti alla Smith, complice una Katinka Hosszu che arriva al blocchetto di partenza soltanto quarta (2’07”51). A Margherita serve il record italiano in una finale che, se centrata, sarebbe miracolosa, data la presenza di Masse, Seebohm e Baker. Pesante gap da colmare già al primo 50 per l’azzurra, che si migliora nella seconda vasca perdendo poi energie e gambata nella frazione finale (2’10”95, peggiora quanto fatto al mattino). Davanti è spettacolo puro: la Seebohm tocca per prima in rimonta chiudendo in 2’05”81 e beffando la Masse, già campionessa dei 100, al fotofinish. Azzurra fuori dai giochi.

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Semifinale 50 stile libero (U), LUCA DOTTO SI INCHINA AI GIGANTI DELLA VELOCITA’ – L’heat list è quella delle occasioni migliori: Proud, Adrian e, primo fra tutti, lo statunitense Caeleb Dressel che vola letteralmente su tempi inarrivabili (21’29”). Un’ottima gara quella di Luca Dotto: perfetto lo stacco in subacquea e gara compatta ai 25; l’azzurro chiude a 21’92” migliorando la prestazione di questa mattina. “Si è evoluta la velocità in sei anni, sono contento della mia gara” – dichiara ai microfoni Rai di Elisabetta Caporale, il velocista italiano che non riesce a rientrare in quella che si preannuncia una finale da record. La seconda batteria viene vinta da Fratus (21’60”), fuori anche McEvoy e Nathan Adrian: il treno della velocità viaggia su binari davvero imprendibili.

Finale 200 rana (D), LA EFIMOVA SI CONFERMA SUL TETTO DEL MONDO – Una gara che è destinata a rientrare in Russia: l’imperativo categorico della Efimova era la vittoria. Successo che le arride nella gara della “maturità” in cui la duecentista russa ci ha abituato non solo al suo straordinario talento ma anche all’imprevedibilità. La prima frazione di gara è dominata dalla statunitense Lilly King, sulla carta avversaria numero uno, che non riesce però a mantenere un ritmo elevato fino ai 200. Spaventosa invece la progressione in solitaria della Efimova che chiude in 2’10”64 a 5 decimi dal record del mondo. Argento alla Galat, bronzo alla cinese Shi.

Semifinale 100 delfino (U), PIERO CODIA OUT, FUORI ANCHE CHAD LE CLOS – Piero Codia manca l’appuntamento con la finale: l’azzurro peggiora quanto fatto al mattino e chiude quinto a 51’45” dopo un parziale da 23’82” la sua batteria dominata da uno stratosferico Schooling che detta legge con un 50’78”. Tra le vittime illustri anche Chad Le Clos: il suo 51’48” non basta in una finale sotto i 51′ che trova il suo favorito nello statunitense Caeleb Dressel. Il campione timbra 50’07” in scioltezza davanti a James Guy e promette spettacolo (e record) in finale.

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Semifinale 50 delfino (D), SILVIA DI PIETRO SOLO 16 ESIMA – Kelsi Worrell scalda subito la Duna Arena aggiudicandosi la prima posizione nella sua batteria (25’57”). Ultima azzurra in lizza per una gara individuale, Silvia Di Pietro, alle prese con una lesione al tendine, fallisce un obiettivo che sarebbe stato davvero impossibile da centrare: un 26’06” lontano dal record italiano in una heat dominata da Sarah Sjostrom, (25’30”) fresca vice-campionessa dei 100 stile libero.

Finale 200 rana (U), IL RE E’ CHUPKOV – Specialità che cerca e trova nel russo Chupkov un nuovo padrone dopo la meteora Marco Coch. In quella che può a ragione definirsi la giornata della Russia, il terzo oro arriva da questo meraviglioso atleta che s’impone con un eloquente 2’06”96: una rana dall’andamento sincopato ma altamente efficace la sua, una gestione di gara intelligenza e uno sprint all’ultima virata che lascia l’argento a Koseki (2’07”29) e la medaglia di bronzo al primatista mondiale Watanabe in un podio che vede assente Ross Murdoch.

Finale 4×200 stile libero, ORO ALLA GRAN BRETAGNA, L’ITALIA CHIUDE SESTA (U) – Cala il sipario sulla Duna Arena per l’ultima gara di giornata. Prova spettacolare del team britannico che grazie all’ultima frazione di James Guy ipoteca la medaglia d’oro (7’01”76) davanti alla Russia e agli USA, orfani delle prodezze di Michael Phelps e Ryan Lochte. Sesto posto per l’Italia: il quartetto azzurro chiude in 7’09”44 senza possibilità di giocarsi una medaglia. Buona frazione in apertura di staffetta per Filippo Megli che passa il testimone a un Magnini esausto dopo i secondi 50; l’ottima progressione di Gabriele Detti, campione mondiale degli 800 sl, riporta l’Italia in terza posizione, piazzamento impossibile da mantenere nell’ultima frazione di Luca Dotto per il livello altissimo degli avversari.

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