Nuoto, Mondiali Budapest: Codia da record nei 100 delfino, Dotto si riscatta

Pubblicato il autore: valeria93 Segui

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Mondiali di Nuoto a Budapest: la sesta giornata inizia nel migliore dei modi per la spedizione azzurra che al mattino scende in vasca per conquistarsi l’accesso a finali e semifinali che si disputeranno nel pomeriggio.

Una gara che ha il sapore di un riscatto è quella di Luca Dotto, che dopo la delusione ancora da smaltire dei 100 e qualche rimorso in staffetta, torna da protagonista a rappresentare i colori italiani: il velocista stavolta dosa al meglio le energie e scende sotto il muro dei 22′ con un 21’98” che gli assicura l’ingresso in semifinale con l’ottavo tempo. Una semifinale che però sembra avere già il sapore di una finale anticipata a tutti gli effetti: servirà il miglior Dotto per assicurarsi un posto tra i migliori otto con velocisti del calibro di Proud, McEvoy, Cielo, Adrian e un Caeleb Dressel scatenato che fa segnare una volata da 21’61” già al mattino, per scaldare le acque della Duna Arena di Budapest. Sarà una vera e propria impresa ma questi Mondiali (e gli atleti azzurri) ci hanno insegnato a credere nell’impossibile: l’Italia c’è e non vede l’ora di dimostrare al mondo il suo valore.

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Nei 50 delfino al femminile, è Silvia di Pietro a tenere alta la bandiera italiana: l’azzurra chiude in un buon 26’24”e strappa il pass per un’insidiosa semifinale che vedrà indiscusse protagoniste le regine della velocità mondiale, da Ranomi Kromowidjojo a Sarah Sjostrom (suo il miglior tempo, 25’25”) passando per la statunitense Worrell nelle vesti di disturbatrice.

Non bastano le parole per definire l’impresa siglata da Piero Codia: il centista azzurro sfodera la sua migliore prestazione in questi Mondiali e migliora ulteriormente il record italiano nei 100 delfino. Un 51’09” nuotato in scioltezza che dimostra lo straordinario stato di forma del primatista triestino che potrebbe tentare la scalata, divertirsi e provare a regalarci qualche emozione approfittando anche di qualche defezione degli avversari (James Guy su tutti). Nulla da fare per Giacomo Carini in una gara che resta imprevedibile e difficile da pronosticare per la presenza di Laszlo Cseh, Chad Le Clos e del fenomeno del momento, Caeleb Dressel che zittisce tutti nuotando un mostruoso 50’08”: il dado è tratto, la sfida è aperta.

La splendida conferma che illumina le acque della Duna Arena con i colori azzurri, si chiama Simona Quadarella. L’Italia ha ormai trovato la sua imponente dimensione nel mezzofondo maschile e femminile e negli 800 stile libero la campionessa appena diciottenne vuole continuare a figurare da protagonista. La Quadarella non sbaglia, gioca bene le sue carte e conquista passeggiando la finale in 8’27”70 senza forzare, tenendo dietro di sé Boglarka Kapas e calibrando le energie in vista dell’ultimo e più importante appuntamento. Se la nostra azzurra dovrà vedersela soprattutto con la veterana Mireia Belmonte Garcia, argento nei 1500, non c’è partita invece nella lotta alla medaglia dal valore più prezioso: Katye Ledecky, dopo aver forzatamente abdicato al titolo nei 200 stile libero in favore di una leggendaria Pellegrini, non è disposta a cedere lo scettro in una gara che sembra cucita a perfezione sulle proprie caratteristiche migliori.

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Buona anche la prestazione di Margherita Panziera che accede alla semifinale dei 200 dorso con il nono tempo in una gara impreziosita dalla presenza della Seebohm, della Masse e della padrona di casa Katinka Hosszu.

Le batterie del mattino si concludono con la staffetta 4×200 stile libero che vedrà impegnata in finale anche il quartetto azzurro composto da Megli, Magnini, Dotto e Detti: terzo tempo d’ingresso (7’09”53) in una gara che vede al comando Australia e Gran Bretagna.
Vi ricordiamo l’imperdibile appuntamento con le finali e le semifinali del pomeriggio.

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