Nuoto, Mondiali Budapest: super Paltrinieri oro nei 1500 sl, Detti quarto

Pubblicato il autore: valeria93 Segui


Il re è tornato ad alzare la voce, Gregorio Paltrinieri è campione del mondo nei 1500 stile libero: 14’35”85, un dominio assoluto il suo in una sfida al cardiopalma ingaggiata con l’ucraino Romanchuk (14’37”14), piegato però con ampio margine negli ultimi 300 m. L’Italia archivia la pratica dei Mondiali di nuoto nel migliore dei modi, con il suo vessillo pronto a innalzarsi sulla vetta del mondo. Il cielo è azzurro sopra Budapest e la Duna Arena brilla come non mai sotto giochi di luce e chiaroscuri che catalizzano lo sguardo degli spettatori, accorsi numerosi anche quest’oggi per godersi l’ultima giornata di gare di questa rassegna internazionale. Aspettative alle stelle, pressione, adrenalina pura e l’incognita di un sorprendente Romanchuk che ha infastidito l’azzurro conquistando il miglior tempo d’ingresso in finale: tutto questo non ha fatto che galvanizzare Gregorio Paltrinieri che, dopo essersi laureato campione olimpico nella lunga distanza nei Giochi di Rio 2016 e un bronzo velato d’amarezza negli 800 appena qualche giorno fa, si riconferma padrone indiscusso della scena mondiale scrivendo la parola fine a un Mondiale al quale non si sarebbe potuto chiedere di più. La gara di Greg è un sapiente mix di resistenza e intelligenza: sfida difficile da ritmi elevati sopra il record del mondo in cui Horton si mette al comando nella prima frazione e costringe Paltrinieri a nuotare sotto i 29 ai primi 50. Si insinua a metà gara Romanchuk che recupera in subacquea mentre Paltrinieri continua a nuotare su parziali da 29′ senza cedere terreno; Gabriele Detti sembra puntare sulla progressione finale e si assesta in quarta posizione (14’52”07) nel finale non riuscendo a vincere la resistenza di Horton, medaglia di bronzo.

I RISULTATI DELLE GARE
Finale 50 rana (D) – Una battaglia all’ultimo respiro, una guerra fredda quella tra la statunitense Lilly King e la russa Juliya Efimova. La sfida tra le regine della velocità si conclude con il successo della King, che si conferma campionessa del mondo in carica: uno sprint, il suo, da record del mondo (29’40”) che costringe la Efimova all’argento (29’57”). Il podio a stelle e strisce si completa con il bronzo di Katie Meili, mentre l’azzurra Arianna Castiglione si ferma in settima posizione non riuscendo a sostenere i ritmi sostenuti in batteria: nessun record italiano da aggiornare.

Finale 400 misti (U) – Nella gara in cui fino a pochi anni fa spadroneggiavano gli Lochte e Phelps, gli USA trovano un nuovo erede da opporre alla parentesi nipponica, Chase Kalisz. Impressionante la gara disputata dallo statunitense, già campione nei 200, che mette a segno un passaggio rana imprendibile alla virata che gli regala un vantaggio sensibile alla prima metà di gara. Oro ipotecato a 4’05”90, segue l’argento del beniamino di casa David Verraszto (4’08”38), mentre il giapponese Daiya Seto si accontenta del bronzo; Kosuke Hagino a sorpresa fuori dal podio.

Finale 50 stile libero (D) – E’ ancora una stratosferica Sarah Sjostrom a dettare legge nella gara regina dello stile libero: una condizione di forma straordinaria la sua! La svedese si conferma regina della velocità e chiude a 23’69” da record del mondo davanti a Ranomi Kromowidjojo (23’85”) e alla statunitense Simone Manuel.

Finale 50 dorso (U) – Aveva già promesso spettacolo in semifinale, oggi Camille Lacourt ristabilisce le gerarchie conquistando la medaglia d’oro e siglando una tripletta storica. Solita subacquea non eccezionale ma superba quanto intensa frequenza di bracciata che non ha eguali: il francese domina nel suo regno, sfogando la rabbia e chiudendo a 24’35” davanti a Koga e allo statunitense Greevers in una disciplina in cui continua a dimostrarsi il migliore di sempre.

Finale 400 misti (F) – Nell’ultima gara individuale al femminile di questi Mondiali, Katinka Hosszu porta a casa l’ennesima medaglia dal valore più prezioso. Nella sua specialità per eccellenza, Iron Lady, campionessa e primatista del mondo, non si fa trovare impreparata: subito all’attacco già nella prima frazione, la Hosszu sigla un passaggio in virata ai primi 100 sotto lo standard mattutino ma sulla rana il vantaggio della magiara è spaventoso. Un abisso la separa dalle altre: una cavalcata solitaria quella della Lady di Ferro che tocca il blocchetto a 4’29”33; segue la Belmonte Garcia che precede la canadese Pickrem.

Finale 4×100 mista (F) – Non c’è concorrenza alcuna che possa insidiare lo strapotere degli USA: lo aveva dimostrato già dal mattino il dream team statunitense che questa sera continua a viaggiare a ritmi supersonici da record del mondo (3’51”55). I fantastici 4 costringono il resto del mondo a inseguire: la Russia, a distanza di sicurezza (3’53”38) conquista l’argento davanti all’Australia mentre l’Italia, pur migliorando quanto fatto questa mattina, è relegata al ruolo di fanalino di coda (3’59”98).

Finale 4×100 mista (U) – Podio a stelle e strisce anche nella gara d’addio che suggella questi Campionati mondiali: gli USA bissano il successo nella staffetta mista vincendo in 3’27”91 la resistenza del quartetto britannico, medaglia d’argento davanti alla Russia che beffa i nipponici in una sfida risolta al fotofinish.

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