Pallanuoto: la Croazia è campione del mondo, Ungheria stesa 8-6

Pubblicato il autore: Damir Cesarec Segui

croazia
A distanza di dieci anni la Croazia è salita per la seconda volta nella sua storia sul tetto del mondo. Nel 2007 a Melbourne, in Australia, la nazionale allora guidata da Ratko Rudić superò in finale l’Ungheria. Ora a cedere sotto i colpi di Sukno e compagni sono stati nuovamente gli ungheresi, ma questa volta in casa propria, a Budapest, nel tempio della pallanuoto. Per la nazionale croata si tratta della sesta medaglia iridata consecutiva (2 ori, 1 argento e 3 bronzi), ma soprattutto di un successo arrivato dopo due piazze d’onore ai Mondiali di Kazan 2015 e alle Olimpiadi di Rio dello scorso anno, in entrambe le occasioni sconfitta dalla Serbia. La stessa Serbia che ora si è dovuta inchinare in semifinale in una partita bellissima e tiratissima. Peraltro l’ultimo successo sui cugini serbi risaliva addirittura al 2010, sempre in semifinale, agli Europei di Zagabria, poi vinti in finale contro il Settebello.

Un successo quello di Budapest che sa di rivincita per il ct Ivica Tucak, al quale non sono mai state risparmiate critiche fin dal suo arrivo sulla panchina della nazionale nel 2012. L’ex tecnico dello Jadran Herceg Novi ha dovuto fare i conti con un’eredità pesante come quella del suo predecessore Ratko Rudić, ma alle critiche ha sempre saputo rispondere con i risultati. Quelle stesse critiche che lo hanno accompagnato anche a Budapest dopo la decisione di lasciare a casa gente come Josip Pavić, Damir Burić, Petar Muslim e Paulo Obradović per dare spazio ai più giovani, nonché per aver “riesumato” Ivan Buljubašić a distanza di quattro anni dalla sua ultima presenza con la calottina della nazionale.

E’ stata una finale strana quella andata in scena allo stadio del nuoto Alfred Hajos. Gli ospiti trascinati da capitan Sukno (MVP della finale) hanno vinto il primo quarto con un fulminante parziale di 4-0 che sembrava destinato a tagliar le gambe ai padroni di casa. A quel punto sale in cattedra il mancino Vamos, il portiere Nagy cala la saracinesca e i magiari impattano (4-4). La Alfred Hajos Arena diventa una bolgia ma Sukno, Garcia e le parate di Bijač piazzano l’allungo decisivo (7-4) e ammutoliscono i dieci mila tifosi ungheresi sugli spalti. I ragazzi di Tamas Märcz ci provano, ma ormai è troppo tardi (8-6) e la festa croata può iniziare.

HANNO DETTO

Ivica Tucak: “E’ una sensazione fantastica. Anche a Kazan e a Rio avevamo giocato un grande torneo, ma dopo un argento ti rimane l’amaro in bocca. La differenza tra un oro e un argento è enorme. Posso solamente dire grazie ai ragazzi e a tutto lo staff per aver disputato un Mondiale di altissimo livello dimostrando una grande maturità. La finale è stata una guerra di nervi, abbiamo avuto tanti alti e bassi. Fisicamente siamo stati superiori rispetto ai nostri avversari, ma credo che la differenza l’abbia fatta l’aspetto mentale perché siamo stati bravi a non cedere psicologicamente alla pressione del loro pubblico”.

Sandro Sukno: “Ci vorrà ancora un po’ per realizzare ciò che abbiamo fatto. E’ stato un torneo stupendo, ma al contempo il più difficile che abbia mai disputato. E’ una vittoria meritata perché siamo riusciti a battere tutte le squadre migliori al mondo. Vincere in casa loro davanti a dieci mila persone non è da tutti”.

TABELLINO

CROAZIA – UNGHERIA 8:6 (4-0, 0-2, 2-2, 2-2)
Croazia: Bijač (10), Macan 1, Fatović, Lončar 1, Joković 1, Buljubašić, Vukičević, Bušlje, Sukno 3, Krapić, Šetka, Garcia 2, Marcelić. All. Ivica Tucak
Ungheria: Nagy (12), Török 1, Manhercz 1, Zalanki, Vamos 3, Hosnyanszky, Ad. Decker, Gor-Nagy, Erdelyi 1, Varga, Mezei, Harai, At. Decker. All. Tamas Märcz

RISULTATI

Semifinali:
Ungheria – Grecia 7:5
Croazia – Serbia 12:11

Finale 3°/4° posto:
Serbia – Grecia 11:8

Finalissima:
Croazia – Ungheria 8:6

FORMAZIONE IDEALE
Viktor Nagy (UNG), Luka Lončar (CRO), Francesco Di Fulvio (ITA), Ioannis Fountoulis (GRE), Andrija Prlainović (SER), Sandro Sukno (CRO), Marton Vamos (UNG)
MVP: Marton Vamos (UNG)

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