Magnini e Santucci indagati dall’antidoping, Filippo si dice estraneo

Pubblicato il autore: Arrigo Santi Segui
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Filippo Magnini si dice estraneo alle accuse

Il mondo del nuoto si è risvegliato questa mattina con una notizia choc. Filippo Magnini e Michele Santucci sono indagati dall’antidoping in base all’inchiesta sul caso del medico nutrizionista Guido Porcellini. Al primo, la procura Nado Italia contesta la violazione degli articoli 2.2 e 2.9 del codice Wada, vale a dire uso o tentato uso di sostanze dopanti e favoreggiamento. Per Santucci invece la violazione del solo codice 2.2, quello relativo al doping. Immediata, è arrivata la replica dei due nuotatori. Magnini si dice estraneo ai fatti che gli vengono contestati, chiedendo chiarezza e affermando come quello della procura antidoping sia un atto dovuto.

La difesa

Un atto dovuto“. Filippo Magnini non ha dubbi riguardo all’attuale apertura dell’accertamento Nado, aggiungendo come gli inquirenti penali abbiano già verificato la sua estraneità ai fatti. Chiara la volontà, da parte del nuotatore azzurro, di fare al più presto chiarezza sulla sua posizione, anche in merito alle notizie apparse nella tarda serata di ieri sul suo conto. La consapevolezza di essere innocente fa tenere alta la testa a quello che viene considerato come uno degli atleti di nuoto della Nazionale italiana più forti di sempre, insieme a Massimiliano Rosolino e Domenico Fioravanti, che hanno contribuito tutti a far nascere il mito del nuoto azzurro.

Presidente Federnuoto: “Siamo sereni”

Mostra una certa serenità anche il presidente della Federnuoto, Paolo Barelli. Il numero uno della federazione italiana di nuoto ha affermato come ci sia serenità in seno alla Federnuoto, consapevoli che si è di fronte semplicemente ad un atto dovuto. Barelli ha inoltre precisato come i due atleti, nel corso della loro carriera, non abbiano mai saltato un controllo antidoping, contribuendo a dare un’immagine sana e pulita di questo sport. Infine, a conclusione del suo intervento, il presidente si è detto convinto che tutto si chiarirà. Un appoggio estremamente importante per i due nuotatori, che arriva poche ore dopo la diffusione della notizia.

Inchiesta Porcellini, a giugno la posizione di Magnini era stata archiviata

Tutto nasce dall’inchiesta contro il medico Porcellini, di 48 anni. Al processo in primo grado, è arrivata la condanna a tre anni e otto mesi. Al medico, la procura di Pesaro contestava il presunto spaccio di sostanze proibite, in particolare dell’ormone della crescita e della pralmorelina, quest’ultima una formulazione peptidica del Gh. A giugno, il gip Giacomo Gasperini aveva archiviato la posizione di Magnini, con la procura marchigiana che ha evidenziato come l’atleta non abbia assunto alcuna sostanza. Da qui la serenità, di ieri e oggi, di Filippo.

“I am doping free”

In passato, Filippo Magnini è stato testimonial del progetto “I am doping free”. Il nuotatore, da sempre, si professa libero dal doping, venendo sottoposto fin dall’età di 18 anni ad accurati controlli, che hanno sempre dato esito negativo. Sarebbe beffardo che, all’età di 35 anni, dopo aver vinto due Mondiali, arrivasse per Magnini l’onta del doping. E’ quello che si augurano tutti gli sportivi appassionati di nuoto, che si sono avvicinati a questa disciplina anche grazie alle imprese di Filippo, che per tutti è e resterà Re Magno, uno dei migliori nuotatori di sempre. Per gli aggiornamenti del caso seguitemi, cliccando il tasto Segui in alto.

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