Samuele Papi, l’uomo che non conosce età raggiunge quota 8500!

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta

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Il weekend calcistico è un fiume di parole, di discussioni incessanti, come sempre. In questi giorni la questione di maggior interesse è una sola: ha fatto bene Icardi a sparare a zero sulla sua curva? Questo non lo sappiamo, e onestamente non ci interessa neppure, di sicuro pare davvero assurdo che un ragazzoto di 23 anni, che nella sua vita non ha mai alzato un trofeo e che non sa neppure cosa voglia dire giocare un Mondiale, se ne esca con una autobiografia. Una vera assurdità. Paradossi del mondo pallonaro.

Nello stesso weekend, un ragazzotto nato ad Ancona il 20 maggio del 1973 schiaccia a terra il punto della vittoria di Piacenza contro Verona. Un trionfo importante per la squadra emiliana che arriva in concomitanza del punto personale numero 8500 di questo immortale quarantatreenne.
Come mai così tanti punti nella mia carriera? Come ho fatto? Di sicuro non sono nè un fenomeno, nè un superuomo, sono un atleta che ha sempre cercato di dare il massimo e che non si è mai accontentato. Semplicemente un discreto professionista, poi è anche normale che abbia in curriculum molti più punti dei miei compagni, ho anche giocato almeno 200 partite in più… Non dimenticatevelo! (ammette ridendo), parole e musica di Samuele Papi. Un fiume di umiltà, un modo di ragionare estraneo a tanti, a molti mezzi giocatori che si credono dei fenomeni dopo aver fatto praticamente nulla. Oggi pensiamo a Icardi, perchè è questo l’argomento caldo, ma potremmo trovarne altri di esempi. A decine, sia nel calcio che nella pallavolo, come in qualsiasi altro sport.

Papi è un’icona del volley, un mostro sacro che ha vinto tutto, ma proprio tutto. Trentadue successi con i suoi club (sei scudetti e tre Champions League in bacheca), e un mare di titoli anche in maglia azzurra (quattro medaglie olimpiche,due argenti e due bronzi, due titoli mondiali, tre ori europei e una World Cup): questo il palmares di un ragazzoto che nella sua carriera ha mancato solo l’oro olimpico. La nostra meledizione.
Papi è stato alla fine il più longevo dei campioni degli anni d’oro della pallavolo italiana, di quella generazione che fece le fortune di questo magnifico sport. Questo eterno ragazzo si è ritirato già due volte ma è ancora lì al suo posto, sempre pronto a schiacciare e “far male” a gente di vent’anni più giovane. A Piacenza dicevano che era un errore puntare su un atleta così vecchio, che era solo un’operazione commerciale, un investimento inutile. Dicevano che era finito il suo tempo, che era ora di smettere e che se ne sarebbe dovuto rendere conto lui stesso: un fiume di parole, un mare di banalità, perchè Samuele Papi è sempre decisivo. Altro che vecchietto.
Credevo di togliere il disturbo e di fare un favore a tutti. Non ho mai voluto giocare solamente per le emozioni regalate nel passato, non avrei mai voluto mettere in imbarazzo chi ancora credeva in me. Invece, non l’avrei mai pensato, la società mi ha confermato per un’altra stagione. Sono contentissimo di poter insegnare qualcosa a questi ragazzi, di far capire a loro che la cosa più importante è essere dei veri atleti”.
Questo è Samuele Papi, alla faccia degli Icardi…

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