Zaytsev Berruto: siamo alla guerra

Pubblicato il autore: Alberto Pedrazzini

zaytsev berruto

Si fa sempre più infuocata la situazione Zaytsev Berruto. Tutto ebbe inizio più di un anno fa con l’allora C.T. della nazionale italiana di volley che cacciò dal ritiro in Brasile ben quattro giocatori per motivi disciplinari: Dragan Travica, Giulio Sabbi, Luigi Randazzo e lo stesso Ivan Zaytsev. Gli atleti furono protagonisti di una notte brava a Rio de Janeiro secondo le cronache del luglio 2015. Pochi giorni dopo Berruto diede le proprie dimissioni mentre il resto è storia con Ivan Zaytsev protagonista indiscusso della meravigliosa avventura della nazionale italiana alle Olimpiadi di Rio 2016 terminata con la vittoria della medaglia d’argento. Il giocatore della Sir Safety Umbria Volley si è tolto più di qualche sassolino dalla scarpa nel corso dell‘intervista rilasciata al numero di Sporweek uscito nelle edicole sabato primo ottobre. Ecco le parole dello Zar: “Alla Final Six della World League 2014 ho sbroccato di brutto, ma ero arrivato al limite della sopportazione di determinate dinamiche che si erano create in squadra per colpa del CT Mauro Berruto. Dal campo l’ho mandato a quel paese, volevo togliermi la maglia e lasciare la nazionale. Eravamo ai ferri corti, siamo andati avanti a combattere ancora. Fino alla famosa cacciata di Rio“. A proposito di quella notte brava dichiara: “Dopo quattro mesi di ritiro a Cavalese, roba da uscire pazzi, siamo usciti e abbiamo fatto i turisti: abbiamo visto l’Escadaria Selaron, la scalinata degli artisti e ci siamo bevuti due capirinhe. All’una e mezza eravamo in albergo e il giorno dopo era libero. Berruto si sentiva in discussione perché gli bruciavano le chiappe e non gli è parso vero di poter dire “Guardate che gruppo di c******* che sto allenando”. E in effetti lo siamo stati, dandogli la possibilità di farlo“.

Zaytsev Berruto: la risposta dell’ex C.T.

A distanza di poco meno di una settimana è arrivata la replica dell’ex allenatore della nazionale italiana attraverso un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport. A proposito delle dichiarazioni di Zaytsev Berruto dice: “Una cosa spiacevole e sorprendente . Non so perché dopo più di un anno io sia ancora nei pensieri di quell’atleta. Siamo due tesserati, quindi auspico che la procura federale  intervenga e poi vedrò come tutelarmi. Dico solo che a Rio non eravamo soli. C’erano altri dieci compagni di squadra, dei dirigenti e nello staff c’era il mio assistente, che poi è diventato C.T“. A proposito di Zaytsev Berruto aggiunge: “Noto con piacere che ha cambiato idea su tante cose. Mi riferisco al ruolo: sono convinto che allora come oggi la scelta migliore fosse quella di spostarlo da opposto a schiacciatore. Inoltre ha cambiato idea sull’inserimento in nazionale di Osmany Juantorena. Se si vanno a riprendere le cronache del periodo si leggeranno dichiarazioni di Zaytsev diverse da quelle lette in questo anno olimpico. Mi fa piacere che la sua opinione sia cambiata“. Chiudo con una considerazione personale sul caso Zaytsev Berruto con il rischio di scadere nel banale: non è né la prima né l’ultima polemica che scoppia all’interno del mondo del volley ma di certo le dichiarazioni a mezzo stampa dei due non fanno bene a uno sport nobile come la pallavolo.

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