Volley: ok al transgender, Tifanny può giocare

Pubblicato il autore: Pasquale Quaglia

Non è certamente una lotta di genere, non lo sembra, soprattutto si spera non lo sia. Eppure la pallavolista della Golem Software Volley Palmi, Tifanny Pereira de Abreu, aveva suscitato non poco clamore all’interno dell’ambiente volley. Un intreccio tra la Fipav, le altre società di A2 e la Lega di Pallavolo Serie A Femminile, nodo sciolto soltanto dal Cio rifacendosi a un documento del novembre 2015, il “Sex Reassignment and Hyperandrogenism” che cita “l’unico indicatore medico-scientifico che può dire se un atleta può giocare in una categoria maschile o in quella femminile è il livello di testosterone. Tale livello per poter essere considerati alteta donna, non dovrà eccedere per un anno intero i dieci nanogrammi per litro e dovrà essere raggiunto un anno prima dell’evento sportivo al quale si intende partecipare”. Tifanny secondo il Cio aveva tutte le carte in regola per giocare e oggi è anche la Fipav a confermarlo.

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Tifanny Pereira de Abreu
viene acquistata dai calabresi per risollevare le sorti della squadra e al suo esordio l’impresa riesce pienamente. Ciò però suscita molte polemiche intorno alla giocatrice transgender, in passato atleta maschile della Volley maschile Belga con il nome di Rodrigo. La sua statura e la sua possenza fisica non sono passate inosservate e, secondo il parere di alcune squadre, il suo fisico “maschile” potrebbe influire molto sulle prestazioni creando un gap con le colleghe.

Chi non ricorda il precedente della sudafricana Caster Semenya
Era il 2009, in occasione dei Mondiali di Atletica di Berlino. Caster Semenya, allora diciottenne, dominò la scena sportiva e soprattutto scatenò una polemica, la prima, riguardante alcuni presunti vantaggi che le atlete intersex potevano ottenere nel confronto con le colleghe. All’epoca fu addirittura messa in dubbio la sua femminilità secondo parametri legati all’aspetto dell’atleta, supposizioni “normali” per quegli anni (non molto lontani) in cui non c’erano stati effettivi passi in avanti dal punto di vista normativo e forse anche dal punto di vista culturale. Perché, se ipotizzare plausibili vantaggi fisici che un uomo possa avere nel confronto con le donne, nello sport ovviamente, non ha nulla di strano, tacciare una donna di mascolinità per il suo aspetto estetico, questo sì che può risultare sgradevole. L’atleta allora fu sospesa dalle attività per essere poi reintegrata quando un altro episodio simile uscì fuori con l’indiana Dutee Chand che vinse il ricorso al Tas e fu ammessa alle gare. Questo ha permesso al Comitato Olimpico Internazionale di redigere delle norme sulla materia.

La Fipav dà ragione a Tifanny, l’atleta può giocare senza problemi
Ed è proprio alle norme Cio che ha fatto appello la Federazione per controbattere alle accuse della Lega e ammettere alle gare Tifanny Pereira de Abreu. Volevano chiarezza, com’è giusto che sia, le altre società, soprattutto a livello normativo e così è stato. Contente sia la società della Calabria, sia la giocatrice, che in un comunicato stampa congiunto hanno dichiarato, “Abbiamo accolto con grande gioia l’intervento della Fipav sul caso, che ha messo un definitivo punto sulla questione sollevata dalle altre società e dalla Lega di Pallavolo Serie A Femminile. Tifanny spera che la vicenda si possa chiudere al più presto consentendole, come del resto sta già facendo, di concentrarsi esclusivamente sulla sua passione e sul suo lavoro, il volley, senza doversi preoccupare ulteriormente di riaffermare i propri diritti, messi sin qui in discussione senza che ve ne fosse una reale e fondata motivazione“.

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