Pallavolo, Blengini e la sua Lube Civitanova: “Il modello da seguire è la Juventus di Conte”

Pubblicato il autore: Nunzio Corrasco Segui

 

Blengini Lube Civitanova

Blengini e la Lube Civitanova: l’allenatore si racconta a “La Gazzetta dello Sport”.

Blengini parla della sua Lube, tra passato e futuro: “La continuità di questa stagione mi rende orgoglioso della mia squadra”.

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Chicco Blengini, attuale allenatore della Lube Civitanova, nel corso della sua carriera ha incrociato personaggi del calibro di Mauro Berruto e Julio Velasco – con i quali ha ricoperto il ruolo di secondo – e da questi due grandi tecnici ha carpito molti segreti che cerca di mettere in pratica ogni giorno nel corso degli allenamenti. Intervistato ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport” Blengini ha affrontato moltissimi temi, citando un modello speciale per la sua Lube Civitanova: “Ciò che m’impressiona in un allenatore è la capacità di trasferire la mentalità in cui crede ai gruppi con cui lavora. Conte nella Juventus ha inculcato un metodo che è diventato parte integrante di quei giocatori: da Buffon, ai difensori, ai giovani che venivano “inglobati”. Mi ricordo le parole di Velasco quando mi raccontava di voi; all’inizio è stato un processo lungo e difficile, ma una volta consolidato quel sistema virtuoso, chi entrava veniva inglobato”.
Pochi hanno avuto la fortuna di lavorare con Berruto e Belasco e a Blengini viene chiesto un paragone tra i due mostri sacri del volle italiano: “Non voglio fare paragoni. Ho lavorato 5 anni con Julio e non lo voglio paragonare a nessuno. Per me Velasco è un familiare e io lo sono per lui. Non passa una settimana che non ci sentiamo e non solo per questioni professionali. Puoi immaginare quanto Velasco mi abbia lasciato in eredità sul piano professionale, sappi che sul piano umano mi ha dato molto di più. Il mio rapporto con Berruto era basato sulla trasparenza; gli portavo la mia idea da allenatore di A1, gli dicevo cosa avrei fatto se avessi dovuto decidere e poi lui ne faceva l’uso che voleva. Poi, tornati dal Brasile, è arrivata la proposta che ho accettato”.
In ogni sport e dunque anche nella pallavolo, il ruolo di allenatore è molto delicato e volte ci si trova a dover compiere delle scelta molto dolorose. Anche a Blengini è capitato nel corso della carriera e lo ha raccontato: “La decisione più dolorosa è stata lasciare a casa gli ultimi due ragazzi prima delle Olimpiadi di Rio. E’ il sogno di ogni sportivo, andarci così vicino e mancarla è una delusione gigantesca. Mi sarei preso a schiaffi piuttosto che dover decidere, ma bisognava farlo“.

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Si passa poi a parlare della Lube con Blengini che per la Final 4 di Champions League promette “una squadra che, come ha fatto tutto l’anno, non si fiderà delle proprie vittorie”, ma che dovrà fare molto attenzione alla qualità delle altre squadre, prima tra tutte Perugia. La Lube è sempre stata una squadra molto forte sulla carta, ma quest’anno sta dimostrando anche sul campo le sue qualità, con Blengini che si dice soddisfatto di quanto fatto: “Questa continuità mi rende molto orgoglioso, ma io ci metterei anche l’anno scorso. Non abbiamo mai perso partite con squadre costruite peggio di noi. C’è stata la vittoria in Coppa Italia che ha fatto la differenza e spero che la stagione finisca diversamente dall’anno scorso”.

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