Superlega volley, i top e i flop di gara 3 delle semifinali scudetto

Pubblicato il autore: Marco Roberti

Si è giocata domenica, gara 3 delle semifinali dei playoff scudetto di Superlega volley. Trento-Perugia e Civitanova-Modena non hanno deluso le attese e hanno regalato spettacolo e grandi giocate. Vediamo i migliori e i peggiori dei due match.

Superlega volley, i top di gara 3 delle semifinali

  1. Simone Giannelli: il giovanissimo palleggiatore prodigio di Trento non ha sbagliato gara 3. Bolzanino doc, davanti al suo pubblico si esalta e trascina la squadra a un importantissimo e meritato successo per 3-1 contro Perugia. Il primo dato significativo che balza all’occhio e ci dice tanto sulla varietà di distribuzione e di conseguenza sull’imprevedibilità di Giannelli al palleggio è che ci sono ben 5 attaccanti in doppia cifra: Stokr, i martelli Lanza e Urnaut e i due centrali Van De Voorde e Solè. In particolare il corridoio centrale è stato molto utilizzato anche in situazioni difficili e con palloni quasi miracolosamente salvati in bilico sulla rete. E, ciliegina sulla torta, anche ben 2 muri, fondamentale in cui è veramente efficace, su Ivan Zaytsev; non uno qualsiasi…
  2. Filippo Lanza: capitano di Trento sugli scudi nella vittoria che conferma l’imbattibilità della Diatec tra le mura amiche. Il martello, che due gare orsono ha superato Birarelli(dall’altra parte della rete) come capitano con il maggior numero di presenze in maglia trentina, ha disputato un’ottima gara in attacco. Lanza si è decisamente riscattato dopo l’opaca prestazione di gara 2 e ha saputo concretizzare palloni importanti. Nelle rimonte dei primi due set c’è il suo marchio: nel primo un suo gran turno in battuta riporta i suoi a galla, nel secondo rappresenta una sicurezza per Giannelli per sfondare le maglie avversarie. Chiude con 15 punti, frutto di 12 attacchi(con il 50%), 2 ace e un muro.
  3. Jiri Kovar: a fine partita, meritatissima menzione come MVP del lunghissimo match tra Civitanova e Modena. I tabellini neanche raccontano a sufficienza la sua partita da protagonista in seconda linea. Bene in difesa(tanti salvataggi in accoppiata con Grebennikov) e bene anche in ricezione con il 69% di positività(bene anche su alcune palle molto insidiose dei pur bravi battitori modenesi). E in prima linea guida il contrattacco della Lube con il 52%. A fine gara i suoi punti saranno 14 con in mezzo un ace e due muri. Un grande percorso per il martello italo-croato in questa stagione. Ora è arrivato nella forma migliore. Un Kovar da nazionale. E Blengini prende appunti.

Superlega volley, i flop di gara 3 delle semifinali

  1. Kevin Le Roux: praticamente un ectoplasma. Lorenzo Tubertini lo toglie dal campo dopo solo un set(e non lo rimette più dentro), ma lui si era assentato già da prima. Prova scialba per il francesone che non riesce a dare il suo consueto apporto alla squadra. Lento a muro e mai a tempo non dà neanche un contributo significativo in battuta, un fondamentale che lo ha visto spesso protagonista: di 3 che ne ha dovute fare, ne ha sbagliate due. E anche in attacco i dati non sono certo migliori: 4 palloni attaccati, solo uno ha centrato il bersaglio, ovvero è atterrato. E poi dentro Matteo Piano e lui in panchina a rimuginare sui propri errori.
  2. Aleksander Berger: se gara 2 dopo diverse difficoltà iniziali lo aveva incoronato come uno dei protagonisti della sfida, gara 3 lo vede dietro la lavagna. All’inizio viene poco visto da De Cecco, poi nel seguito della partita sbaglia qualche pallone di troppo. I due aces sono gli unici veri acuti di una serata difficile(ma ci sono anche 6 errori dai 9 metri). Alla fine i punti sono solo 7: un magro bottino visto che tenta 10 attacchi, ma ne mette a terra solo 4 e viene murato tre volte. E va male anche in ricezione dove solo il 44% dei palloni sono positivi.
  3. Andrea Bari: il libero della Sir viene spesso cercato e chiamato in causa in ricezione. Le 32 palle che deve ricevere(10 in meno del suo omologo Colaci) sono un dato che mostra come sia stato indicato da Lorenzetti come obbiettivo sensibile per le battute trentine. E gli errori diretti sono ben 3; in più vanno contate molte palle sulle zone di conflitto su cui c’è indecisione tra lui e i suoi compagni. Serata da annoverare tra quelle negative.
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