Superlega volley, i top e i flop di gara 4 delle semifinali

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui

Arriva la prima finalista dei playoff di Superlega volley, e arriva una gara 5 che si preannuncia spettacolare. La Lube stacca il pass per l’atto finale della competizione battendo Modena per 2-3 in trasferta e vincendo la serie per 3-1. Ora Civitanova aspetterà una tra Trento e Perugia impegnate in una battaglia senza esclusione di colpi.

Superlega volley, top di gara 4 delle semifinali playoff

Aleksandr Atanasijevic: Altra partita mostruosa per il giovane opposto serbo della Sir. Le mani di De Cecco si dirigono dall’inizio della partita verso le potenti braccia di Atanasijevic che lascia poco scampo alla difesa avversaria. Rispetto a gara 3 meno attacchi in pallonetto(che si erano comunque rivelati vincenti in diversi casi) e più potenza. Ma sempre controllata come dimostra il 59% in attacco. Decisivo nel secondo set, tira un po’ il fiato nel terzo quando nella parte centrale viene fermato più di qualche volta. Ma si riprende molto bene con il punto difficile e decisivo del 24-23 che concede il match point ai suoi. In più trova anche 3 aces, uno dei migliori risultati stagionali, e raggiunge così quota 200 battute vincenti in carriera.
Davide Candellaro: silenzioso ma sempre efficace. Il centrale arrivato l’estate scorsa da Molfetta ha disputato una stagione in costante crescita e ai playoff continua a dimostrare tutto il suo valore. Va in doppia cifra(una non infrequente situazione per lui) e con 11 punti segna il suo secondo miglior score stagionale. Otto primi tempi vincenti, 2 muri punto e anche un ace. Ma è in battuta che si è dimostrato efficacissimo. Sia nel primo che nel terzo set i suoi turni al servizio sono stati determinanti per creare dei break di vantaggio alla Lube in momenti chiave del set.
Osmany Juantorena: l’unico a strappare la palma di MVP al centrale italiano è Juantorena con la sua super prestazione. In questi playoff non era ancora arrivato a queste punte di rendimento. E forse ora è entrato alla temperatura giusta. Una grande partita da top scorer con 24 punti e con il 68% in attacco(che con 31 palloni attaccati non è per nulla semplice). Una sicurezza per Christenson, un incubo per gli avversari. Chiude il terzo set, scava il solco nel quinto. I due muri e l’ace sono di contorno in una partita che lo ha visto con ottime percentuali anche in ricezione con il 67% di palloni positivi. Già in clima finale.

Superlega volley, i flop di gara 4 delle semifinali playoff

Ian Stokr: non bene l’opposto ceco, nonostante il buon inizio. Giannelli privilegia i centrali, ma le palle date a Stokr non fanno rimanere delusi i tifosi della Diatec. Il confronto con Atanasijevic comincia quindi all’insegna dello spettacolo. Poi però dopo i primi colpi cala nettamente e a partire dal secondo set il suo contributo è sempre minore. Alcuni gravi errori di precisione, alcuni attacchi murati acuiscono le difficoltà della Diatec che cede il campo a Perugia. Anche nell’equilibratissimo terzo set fallisce dei palloni importanti. Alla fine il suo score è di soli 10 punti con il 50% di efficacia: una media, come detto, tenuta alta dal buon avvio. Ci sono inoltre anche 3 battute sbagliate che sintetizzano una partita difficile anche dai nove metri.
Filippo Lanza: il capitano di Trento non è decisamente in serata. Solo 5 punti per lui in una delle peggiori partite stagionali. Un altro segnale sono le battute sbagliate: 4 su 10, quasi la metà di quelle totali, in un fondamentale in cui si è sempre distinto. Ma ha avuto solo il 42% in attacco con 2 muri presi. Poco in partita, fa molto meglio di lui l’altro martello Urnaut, anche in ricezione dove ha avuto solo il 38% di positività con 3 errori.
Santiago Orduna: Tubertini sceglie lui invece di Travica dall’inizio e questo dualismo gli pesa e gli mette pressione. Rispetto alle altre volte le sue alzate coinvolgono di più Luca Vettori, in buona giornata, ma è sempre troppo Ngapeth-dipendente. E soprattutto in 5 set dà solamente 10 palle ai centrali, spesso arma per scardinare la difesa avversaria. E così Holt e Piano rimangono all’asciutto, e Modena ne risente. Aveva il compito ingrato di sostituire Bruninho in questa stagione, ora che è finita si può dire che non ci sia riuscito

  •  
  •   
  •  
  •  
  •   
  •