Volley, Sanja Popović in esclusiva a SN: “Egonu e Diouf insieme in Nazionale? Sì, ma…”

Pubblicato il autore: Damir Cesarec Segui

sanja popovic

E’ stata una delle grandi protagoniste dell’ultima stagione in Serie A1 con la maglia di Bolzano. Con i suoi attacchi ha trascinato la sua squadra verso vette mai raggiunte dal volley in Alto Adige. Dopo che quest’estate la società altoatesina ha annunciato che non si sarebbe iscritta al prossimo campionato, dal momento che lo sponsor principale si è fatto da parte, l’opposta croata Sanja Popović è ora alla ricerca di una nuova squadra. La sua estate si sta dividendo tra beach volley e palestra per farsi trovare pronta in vista della prossima stagione. L’abbiamo incontrata per caso in occasione di un torneo sulla sabbia e ne abbiamo subito approfittato per fare una piacevolissima chiacchierata tra futuro, la sua Croazia e gli imminenti Europei, in programma dal 20 settembre al 1° ottobre in Georgia e Azerbaigian. Inoltre, visti i suoi trascorsi nel nostro campionato con le maglie di Novara, Chieri, Perugia e Bolzano, non potevamo non affrontare il tema della nuova Nazionale azzurra targata Davide Mazzanti, sulla quale c’è un vivace dibattito da parte di tutti gli appassionati del volley italico. E nonostante sia da ormai tre anni in silenzio stampa con i media nazionali, dai microfoni di SuperNews non poteva certamente esimersi…

Sanja, una domanda ci sorge spontanea: ma non dovresti essere in ritiro con la Nazionale?
“No. Ho preferito farmi da parte, un po’ perché nel mio ruolo ci sono già Katarina Barun e Samanta Fabris, un po’ perché credo sia giusto lasciare spazio alle più giovani. Con il ct (Miroslav Aksentijević, ndr) abbiamo parlato della possibilità di giocare in banda, ma ora come ora non me la sento di cambiare ruolo.”

Quindi se non è un addio poco ci manca?
“Vedremo. Io comunque rimango a disposizione. A patto però di giocare come opposto perché, ripeto, cambiare ruolo a 33 anni è un’opzione che non intendo prendere in considerazione.”

Nel frattempo ti stai allenando in attesa di conoscere il nome della tua prossima squadra. Dove ti vedremo l’anno prossimo?
“Salvo sorprese, tornerò in Russia. Comunque per il momento preferisco non svelare il nome della società (a microfoni spenti ce lo ha rivelato, ndr).”

Peccato che con Bolzano sia finita così…
“Mi dispiace davvero tantissimo perché abbiamo disputato un campionato fantastico. A metà stagione avevamo dovuto fare i conti con diversi infortuni e l’addio di una giocatrice per noi fondamentale come Maret Grothues. In tanti a quel punto credevano che saremmo crollate e invece la risposta sul campo è stata eccezionale. Dispiace inoltre dover lasciare la Serie A1, un campionato tra i più forti in assoluto, se non il più forte. E lo stesso discorso vale anche per Bolzano: una città meravigliosa.”

A proposito di Bolzano, hai imparato il tedesco?
“L’ho studiato a scuola per otto anni e ora ho finalmente avuto l’occasione di riprenderlo però alla fine non ne ho approfittato. Magari se in società ci fosse stato almeno un altoatesino…”

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Passiamo ora alla tua Nazionale. Il ct Aksentijević e il suo staff hanno optato per un cambio generazionale forse un po’ troppo brusco. Condividi la loro scelta?
“Allora, premetto che è stato giusto far rifiatare le giocatrici più esperte dopo le fatiche di una lunga stagione, però credo che la scelta di disputare il World Grand Prix sia stata quanto meno discutibile.”

In che senso?
“Affrontare una manifestazione così importante praticamente con le ragazze della juniores è stata una mossa molto azzardata. Sarebbe stato più coerente partecipare alla European League. Un torneo decisamente più alla portata di una squadra così giovane.”

In compenso però queste ragazze hanno avuto la possibilità di misurarsi con giocatrici di altissimo livello.
“Su questo non ci piove, ma quando sei giovane hai biosgno soprattutto di fiducia e di certezze. Perdere 8 partite sulle 9 disputate non aiuta né la fiducia né tanto meno il morale.”

Anche l’Italia è in pieno cambio generazionale…
“Sì, ma con la differenza che può attingere a un bacino molto più ampio. Quella italiana è forse la scuola migliore al mondo, con una fucina di talenti incredibile, ma soprattutto l’Italia ha un sistema.”

Cosa intendi per “sistema”?
“Il Club Italia. Riunire le giovani più promettenti in un’unica squadra sotto uno staff di prim’ordine ti permette di formare ogni anno giocatrici con un grande potenziale. Poi è chiaro che non tutte riescono ad affermarsi ai massimi livelli, però la Nazionale maggiore ha sempre un’ottima base su cui lavorare. La scorsa stagione quando ho giocato contro il Club Italia sono rimasta impressionata: tecnicamente e atleticamente sono dei mostri e tirano delle bordate pazzesche, e si tratta di ragazzine di 17/18 anni!”

La scelta di Mazzanti?
“Davide è la persona giusta al posto giusto. Ha fatto un ottimo lavoro e ha portato a casa un grandissimo risultato al WGP, ma attenzione a non farsi prendere da facili entusiasmi perché nel corso del torneo diverse squadre hanno fatto esperimenti tenendo a riposo giocatrici importanti. In prospettiva però, e mi riferisco in particolare ai Mondiali del prossimo anno e alle Olimpiadi di Tokyo, l’Italia sarà sicuramente protagonista.”

La domanda più ricorrente tra i tifosi italiani è se Valentina Diouf e Paola Egonu possono giocare insieme, rispettivamente in posto 2 e in posto 4. Secondo te?
“Bella domanda… La Egonu ha già giocato in banda nel Club Italia, ma cambiare ruolo è sempre una mossa molto rischiosa. Io nella mia carriera all’occorrenza sono stata spostata da posto 2 in posto 4 e vi posso assicurare che ho fatto molta fatica perché vengono stravolti tutti gli automatismi. Quindi questo può essere un piano B, ma non una soluzione a lungo termine. A meno che…”

A meno che?
“A meno che il ct non decida di sperimentare la ricezione a due sgravando così la Egonu dai compiti in ricezione e affidando tutta la seconda linea a Lucia Bosetti e Monica De Gennaro. Però attenzione perché si tratta di un modulo abbastanza complesso e collaudarlo in poco tempo è molto improbabile.”

Non pensi che la Diouf possa rappresentare un problema nello spogliatoio, nel senso che il suo atteggiamento un po’ da primadonna potrebbe destabilizzare il gruppo?
“Valentina ha un carattere molto forte e non lo scopriamo certamente oggi. Se capirà che al primo posto viene il bene del gruppo, allora sarà una giocatrice molto importante per questa squadra. E Mazzanti dovrà essere bravo a gestirla e a ridimensionare il suo ego.”

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Il principale problema dell’Italia è che non ha un braccio pesante in banda, una Kosheleva o una Mihajlović per intenderci.
“E’ vero però può contare su due giovani estremamente talentuose come Miriam Sylla e Anastasia Guerra. Miriam, anche se non è altissima di statura, tecnicamente è molto dotata e possiede una grinta molto contagiosa, il che è sempre molto utile in una squadra. Sportivamente sono invece innamorata di Anastasia: tecnicamente è fortissima ma soprattutto è una ragazza con la testa sulle spalle, molto matura per la sua età.”

Vediamo ora di fare le carte ai prossimi Europei. L’Italia è inserita nel girone B assieme a Croazia, Bielorussia e Georgia. Partiamo proprio dalla tua Croazia.
“Come detto, siamo in pieno cambio generazionale però abbiamo un buon potenziale. Il ritorno di Matea Ikić ci darà più equilibrio in seconda linea che sarà fondamentale per controbilanciare lo spostamento di  Samanta Fabris in banda. Se Samanta riuscirà a tenere in ricezione allora daremo sicuramente fastidio. Non siamo assolutamente da sottovalutare.”

La Bielorussia?
“Squadra senza grandi nomi che punta tutto sulla forza del gruppo.”

Invece la Georgia?
“La meno attrezzata dell’intero Europeo. Onestamente non so nulla di loro. Se non fossero padrone di casa non si sarebbero nemmeno qualificate.”

Chi vincerà gli Europei?
“Una tra Russia, Serbia, Italia, Olanda e Turchia.”

Se dovessi scommettere?
“Preferisco non sbilanciarmi. La Russia è bicampione in carica, l’Italia è fortissima, l’Olanda mi piace un sacco perché ha un gruppo molto affiatato, la Turchia ha in panchina Giovanni Guidetti che in questo momento è il miglior allenatore al mondo, la Serbia…”

… ha perso Maja Ognjenović.
“E’ vero però al suo posto ci sarà Ana Antonijević. E sono felicissima del suo ritorno perché non ricordo nessuna pallavolista così martoriata da gravi infortuni come Ana. Ora finalmente sta bene e sono certa che non farà rimpiangere la Ognjenović.”

Possibili outsider?
“Occhio all’Azerbaigian. Giocano in casa, sono fortissime in attacco e hanno già sconfitto l’Olanda nelle qualificazioni per i prossimi Mondiali.”

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Purtroppo la prossima stagione non ti vedremo più nel nostro campionato, il quale anche quest’anno si preannuncia molto equilibrato e competitivo.
“Questo è quello che mi mancherà di più: la Serie A1 è forse l’unico campionato dove l’ultima in classifica può battere la prima e dove non ci sono squadre materasso. In questo momento Conegliano e Novara sembrano avere qualcosina in più, ma anche Modena e Casalmaggiore sono molto attrezzate e costruite per vincere. E poi sicuramente non mancheranno sorprese, come ogni anno del resto.”

Intanto la famiglia Foppapedretti ha annunciato il suo addio al volley al termine della prossima stagione…
“Questo gesto rappresenta la grande professionalità della famiglia Foppapedretti. Quale altra società avrebbe annunciato con un anno di anticipo il proprio addio, dando così tutto il tempo necessario a un nuovo sponsor di subentrare? Credo nessuna.”

Non vedere più il marchio Foppapedretti associato al Volley Bergamo sembra quasi una bestemmia.
“E’ chiaro che la società orobica ha fatto la storia della pallavolo femminile non solo in Italia ma anche a livello internazionale, però i tempi cambiano e inevitabilmente prima o poi questo momento sarebbe arrivato. La Foppa ha migliaia di tifosi in giro per il mondo perciò io non sono per nulla preoccupata per il suo futuro.”

I tifosi però lo sono perché anche se qualcuno dovesse rilevare la società questi potrebbe lasciare già dopo 2/3 anni, come spesso succede nella pallavolo.
“Ripeto, il Volley Bergamo negli anni è diventato un brand pertanto ci sarà sempre qualcuno disposto a subentrare. Ci sono sponsor importanti che hanno rilevato squadre molto meno blasonate, ecco perché sono convinta che la pallavolo continuerà a essere protagonista a Bergamo ancora a lungo.”

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