Volley, Andrea Lucchetta a SN: “Ecco cosa serve all’Italia” (video intervista)

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui


Non poteva proprio mancare Andrea Lucchetta nel giorno della presentazione dei mondiali di pallavolo a Roma, a palazzo Poli(a cui è mollemente appoggiata la fontana di Trevi, uno spettacolo unico). Lucchetta è forse il miglior ambasciatore della nostra pallavolo: estroverso, disponibile e soprattutto un grande campione. Un curriculum che parla da solo e in cui spicca l’oro mondiale del 1990, il primo azzurro, quello che rimane come una delle più grandi imprese sportive italiane e consegnò alla storia un gruppo di formidabili atleti conosciuti come la “Generazione di fenomeni”(copyright di Iacopo Volpi).
A margine dell’evento in cui si è svelata la formula del mondiale, le città e tutto il complesso organizzativo, abbiamo avuto la possibilità di scambiare due parole proprio con Andrea Lucchetta che ci ha detto la sua sulle prospettive dell’Italvolley.

Italvolly che riparte da un quarto di finale perso contro il Belgio agli Europei e un argento alla Gran Champions Cup e a cui manca un anno per arrivare all’appuntamento iridato in casa, “una bella responsabilità più che un onere” come ha detto Gianlorenzo Blengini sempre ieri pomeriggio.
Italvolley che secondo Lucchetta ha bisogno di: “Lavorare, allenarsi e credere in un sistema di gioco. Bisogna che i giocatori credano di potersi migliorare attraverso il campionato di Superlega e che siano pronti ad integrare un giocatore faro come Juantorena e, se vorrà e rientrerà nei piani di Chicco Blengini, anche Ivan Zaytsev.
Serviranno nuovi giocatori, nuove leve, anche in ottica futura: “In previsione dei mondiali 2018 e soprattutto nel salto al 2020 alle Olimpiadi di Tokyo bisognerà portare avanti nuovi prospetti interessanti con cui poter anticipare un cambiamento generazionale”.

Tra i nuovi giocatori che si stanno affermando in nazionale in pianta stabile ci sono diversi centrali: un ruolo che, rispetto a Rio de Janerio, ha subito una decisa rivoluzione con Piano che è diventato il leader in posto 3 e Ricci e Mazzone che hanno preso il posto di Birarelli e Buti(rimasto nel gruppo, ma confinato quasi sempre in panchina). Ed ecco chi, secondo Lucchetta, potrà fare il salto di qualità quest’anno: “Matteo Piano sta lavorando molto molto bene e diventerà il centrale di riferimento e con Sbertoli alla Revivre Milano ha già dimostrato di poter avere margini di miglioramento interessanti; Mazzone invece ha già dimostrato di potersi giocare il posto anche con Sebastian Solè nella scorsa stagione da cui ha preso molto dal punto di vista tecnico. Penso che siano loro i giocatori su cui dovremmo puntare”. Ma Lucchetta guarda con più preoccupazione in banda, un ruolo che ha manifestato grandi difficoltà, sia al femminile, sia al maschile: “Ma la nazionale dovrà preoccuparsi di più di risolvere un problema in posto 4”.

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