Superlega volley, Verona vince una partita infinita

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui

 

Fonte foto: pagina facebook ufficiale Bunge Ravenna

Alla fine la Blu Volley Verona la spunta nella gara più lunga e combattuta del pomeriggio di Superlega volley. Servono infatti 5 set per aver ragione di una Bunge Ravenna che si conferma una delle mine vaganti di questo campionato, un cliente difficile per tutti.
Soli manda in campo il sestetto base, mentre Grbic sorprende schierando in posto 4 Marretta, in diagonale con Maar, e l’ex di turno Spirito in regia.
Il primo set è veramente equilibrato nella sua fase con tanti attacchi che vengono difesi, muri che sporcano le schiacciate e scambi prolungati. I ritmi poi si abbassano un po con diversi errori da una parte e dall’altra specialmente in battuta. Ravenna sembra poter scattare verso il traguardo del primo parziale con un vantaggio apparentemente rassicurante; ma il turno in battuta di Stern è decisivo e ribalta la situazione: con 3 ace e un punto su errore Robur, i padroni di casa si portano a casa il set.
Il secondo si apre ancora in equilibrio ed entrambe le squadre faticano a creare break. La Blu Volley sbaglia qualche attacco di troppo nella parte centrale e gli ospiti un’altra volta approfittano di questo momento per andare in vantaggio. Ma, ancora una volta, nel finale la Robur si scioglie. Maar al servizio mette in grandissima difficoltà la ricezione avversaria e i suoi compagni lo seguono recuperando in difesa diversi palloni e rigiocandoli con efficacia. Così anche il secondo set va agli uomini di Grbic che però nel terzo vengono messi in difficoltà dalle pipe, finalmente utilizzate, da Santi Orduna che trova una buona intesa con Marechal. Spirito si affida ancora a Maar che non tradisce ma che non basta a evitare che gli ospiti riaprano la partita.
E anche nel quarto i ragazzi di Soli continuano a giocare su buoni livelli con Buchegger in gran spolvero con le sue traiettorie di diagonale che non vengono quasi mai intercettate. La battuta di Ravenna migliora, mentre quella di Verona è meno incisiva(nessun ace nel parziale); ma soprattutto Spirito e compagni nel miglior momento prendono un punto in maniera sciocca con un palleggio al terzo tocco: qui cambia il set. La Robur prende campo e fiducia e si porta avanti resistendo all’ultimo assalto dei padroni di casa e regalandosi la possibilità di giocarsi il tie-break.
Un quinto set che rispecchia l’andamento della gara ed è quindi molto equilibrato. Il primo break è di Ravenna, ma Verona si compatta e grazie a Stern passa avanti. Si arriva al finale con nessuna delle due contendenti in grado di dare la spallata decisiva al match. Finalmente, dopo match point annullati da ambo le parti, arriva la battuta di Stern che, anche in maniera fortunosa, riesce a regalare ai suoi il punto della vittoria.

Superlega volley, la guerra delle battute

La battuta, si sa, è uno dei fondamentali più importanti nella pallavolo. Questa gara lo ha dimostrato una volta di più. Dieci ace a testa per entrambe le squadre che non sono però equamente distribuiti nei 5 set. Verona ne ha fatti 6 nei primi due parziali, mentre la metà nei successivi 2; Ravenna invece ha invertito la frequenza realizzandone solo 2 nei primi 2 set, ma 8 tra il terzo e il quarto. I ragazzi di Grbic sono riusciti ad avere il braccio caldo soprattutto nei momenti decisivi del match: Stern ha fatto la parte del leone con 4 battute vincenti, seguito da Maar con 3(i loro turni al servizio sono stati fondamentali nel finale del primo, secondo e quinto set); Ravenna ha invece capitalizzato le buona prove dei martelli che hanno infilato battute vincenti anche in serie.

Superlega volley, partita infinita

Verona-Ravenna di questa sera si è presa un record nel campionato italiano: è la partita più lunga mai giocata nell’epoca del rally point sistem(dal 2000, quindi). Il merito dei 162 di gioco va attribuito a entrambe le squadre capaci di regalare degli scambi letteralmente infiniti. Sin dal primo set avere un cambio palla pulito è stato difficile a causa delle difese ottime da entrambe le parti. Non è un caso che il primo parziale abbia fatto registrare i peggiori numeri offensivi di squadra del match(37% di efficacia per Verona, 35% per Ravenna); gli altri set gli attacchi sono cresciuti in forza e in precisione ma le percentuali finali mostrano ancora come questo pomeriggio nessuno abbia mollato nulla fino alla fine.

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