Volley femminile, crollo Casalmaggiore. Leo Lo Bianco: “Nel 2018 tornerò a battere col destro”

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi Segui

crollo casalmaggiore
Doveva essere l’incontro del rilancio invece l’ultima partita del girone di andata contro Modena ha sancito il crollo Casalmaggiore, tanto che il presidente della Pomì ha deciso di bloccare lo stipendio delle proprie atlete, ree di non rendere quanto effettivamente speso per la campagna acquisti e per gli stipendi visti i deludentissimi risultati. La cacciata di Abbondanza, che sarà avversario con il suo Canada delle azzurre di Mazzanti ai mondiale giapponesi, non è servita a risollevare le sorti di una squadra che anche con Cristiano Lucchi stenta a decollare collezionando l’ennesima sconfitta con un sonoro 3 a 1. Nella disfatta generale va però riportato l’amore di Leo Lo Bianco verso la sua nuova squadra, i cui tifosi l’hanno da subito accolta come se fosse una veterana a portare quei colori eleggendola a beniamina del PalaRadi. Nonostante i problemi fisici che ancora l’affliggono la Lo Bianco scende comunque in campo cercando di non forzare più del dovuto il braccio destro, servendo come se fosse mancina. Ciò nonostante riesce a far sentire la differenza sia in campo che fuori, cercando di far rimanere unite delle ragazze che a tratti sembrano realmente sperdute.

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“E’ un infortunio che tocca da vicino molti pallavolisti: solo che la mia tendinite alla spalla destra ha avuto, come complicazione, un edema sull’omero. Tenendo conto che il mio muscolo della spalla destra è già lievemente atrofizzato per conto proprio, era un bel contrattempo: non è un tipo di dolore che si sopporta stringendo i denti. Mi impediva proprio il movimento, e così, praticamente da inizio stagione, mi sono sottoposta a terapie. Oggi mi sento meglio: non ancora al top, ma ci arriverò. Diciamo che nel 2018 tornerò a battere col destro”. “Sono sempre stata sincera con il coach e con la squadra: a inizio stagione già mi allenavo col sinistro, ma quasi per scherzo. Ero però consapevole delle esigenze della Pomì: una Lo Bianco lontana da una buona forma non sarebbe stata utile alla causa. Così mi sono presa il mio tempo, per capire come sarebbe andata con le varie terapie. I tempi di attesa erano lunghi, a quel punto giocare col sinistro è diventata più di una opzione o di un semplice gioco: per un mese ho lavorato duramente e, prima di Busto, ho detto a Lucchi che me la sentivo”. (Intervista riportata dal sito www.gazzetta.it)

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