Esclusiva SN | Elena Pietrini: Ho solo un sogno nel cassetto. Voglio arrivare alle Olimpiadi!

Pubblicato il autore: Simone Mocellin Segui


La storia di oggi comincia ad Imola, il 17 marzo 2000.
Il millenium bug che aveva spaventato tutti i colossi informatici è stato archiviato e Tom Jones sta facendo ballare tutto il pianeta con la sua “Sex Bomb”. In quel lontano venerdì, alle porte della primavera, Laura Macera e Alberto danno alla luce la piccola Elena Pietrini, donando alla piccola Giulia, una sorellina con la quale condividere la sua vita.

Inizia qui la nostra storia, con una bambina che ben presto diventerà una bellissima ragazza di 186 centimetri capace di volare in alto nella vita e nella pallavolo.

Elena Pietrini è una schiacciatrice 17enne che gioca attualmente nel Club Italia Crai nel campionato italiano di pallavolo femminile in Serie A2. Prima di arrivare al club della Federazione Italiana Pallavolo, Elena aveva disputato due stagioni con la società capitolina del Volleyrò Casal de’ Pazzi in B2 e B1.
Lo scorso anno ha vinto un argento europeo ed un oro mondiale con la nazionale italiana U18. Una vetrina che l’ha presentata a tutti come la grande promessa del volley italiano.

La sua squadra di club occupa attualmente la decima posizione in classifica ed è proprio da qui che partiremo con la nostra intervista.

Elena Pietrini: Club Italia a 33 punti e per te 87 set disputati e 372 punti messi a referto. Come valuti questo primo anno in A2? Hai delle compagne con le quali ti stai trovando meglio?
“Per il momento mi posso ritenere soddisfatta dall’andamento di questa prima esperienza in A2.
Si ho delle compagne con cui ho legato di più, ovviamente Marina Lubian, ma con lei esisteva già un rapporto di amicizia precedente al Club Italia, mentre ho scoperto pian piano persone come Alice Turco, Linda Mangani, Tatina Futcka ed Elisa Tonello”

Hai qualche episodio curioso/divertente da rivelarci che avete passato insieme?
“Un episodio divertente in particolare non c’è…quando siamo insieme ci divertiamo sempre, questo perché tra tutte non siamo molto ‘normali’ – ride -”

Il Mondiale U18 dello scorso anno ti ha consacrato a grandi livelli. Oro e titolo di MVP della competizione. Cosa ti ha lasciato quella competizione?
“Il Mondiale mi ha lasciato sicuramente una massiccia dose di esperienza da mettere nel mio bagaglio, oltre a tanti tanti ricordi”

A propostio di ricordi, ci racconti di quella grandiosa rimonta in semifinale contro la Turchia? Perdevate 18-24 e siete andate a vincere 26-24.
“Beh raccontare cosa ho vissuto durante la rimonta contro la Turchia non è facile, perché descrivere a parole quei momenti penso sia impossibile. Quello che ti posso dire è che mi ha insegnato che niente è impossibile, basta crederci veramente e volerlo fortemente; ovviamente questo deve essere condiviso da un insieme di persone, perchè in campo c’è la squadra, non un singolo giocatore.

Com’era Elena Pietrini da bambina?
“Elena Pietrini da piccola, per quello che mi raccontano i miei familiari, era un concentrato di energia impossibile da tenere ferma.”

Quando è nato l’amore per la pallavolo?
“Ho deciso di iniziare a giocare tardi, avevo se non ricordo male 12/13 anni. Facevo ginnastica artistica, poi iniziai a crescere e capii che non potevo più praticare quello sport, allora mi avvicinai alla pallavolo grazie a mia sorella”

La famiglia è sempre una parte fondamentale nella vita di ognuno di noi, ma quando si è lontani lo diventa ancora di più. Che rapporto hai con i tuoi famigliari? 
“Con loro ho un rapporto molto forte. Se oggi sono quella che sono lo devo a loro e ai loro insegnamenti. Quando ci sono delle decisioni importanti da prendere siamo una di quelle famiglie che si mette a sedere tutti insieme. Si parla, si ragiona e la decisione che ne esce è una decisione presa tutti insieme.”

La distanza da casa ormai è diventata un’abitudine visti gli anni passati in precedenza al VolleyRò?
“Penso che uno non si possa mai abituare a vivere lontano da casa, specialmente se ha un bellissimo rapporto, come ho io, con la propria famiglia.”

Domanda dolente…e la scuola come va?
“La scuola l’ho terminata quest’estate dando un esame. Ho già finito perché la scuola che frequentavo, essendo una scuola professionale, finiva in terza.”

Veniamo al tempo “libero”. Hai della particolari passioni, segui qualche sport diverso dalla pallavolo?
“Passioni di per sè no, anche perché tempo per appassionarmi ad altro non ne ho molto – ride -, ma posso dire che mi piace molto rilassarmi ascoltando musica. Gli sport mi piacciono tutti in generale, ma ho piacere a guardare il basket. Una passione che mi ha tramandato babbo, visto che ci giocava.”

Lato social. Li usi tanto? Pensi che siano una buona cosa?
“I social network li utilizzò come tutte le ragazze della mia età e sì, penso che siano una buona cosa. Tramite questi riesco a rimanere in contatto con le persone che conosco nelle varie città anche a distanza.”

Hai un rito scaramantico particolare prima di entrare in campo o negli spogliatoi?
“Riti scaramantici no. Però devo sempre usare gli stessi elastici per capelli e portare al collo una collana per me molto speciale.”

Molte ragazze crescono con un idolo o con una persona come riferimento. Elena Pietrini ce l’ha un idolo?
“Sinceramente no. Non sono mai stata una di quelle persone.”

Nonostante la tua giovane età sei già un esempio per molte bambine che iniziano a giocare a pallavolo. Cosa ti senti di dire a coloro che si avvicinano a questo sport?
“Vorrei semplicemente dire di essere testarde e di non mollare mai davanti al primo ostacolo, che sarà dura e che probabilmente comporterà tanti sacrifici, ma alla fine ci sarà sempre il momento di gratificazione in cui penserai: é stato difficile ma ce l’ho fatta! Direi di credere in se stesse e di tenersi vicino le persone che credono in te sempre ed in ogni momento, perchè è grazie a queste persone se la scalata sarà meno faticosa.”

Se avessi un desiderio da esprimere cosa chiederesti?
“Un desiderio non si dice mai ad alta voce, altrimenti non si avvera – fa l’occhiolino e sorride.”

Però qualche sogno nel cassetto lo avrai…quello me lo puoi dire?
“In realtà io ho solo un sogno nel cassetto. Vorrei riuscire ad arrivare alle Olimpiadi. Riuscendo ad arrivarci non coronerei solo il mio sogno, ma in qualche modo mi sentirei di ripagare la mia famiglia che mi è stata vicina e che ha fatto sacrifici affinchè io ci potessi arrivare.

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